l’ex giudice all’iti-carpeggiani
Mancuso ai ragazzi «Sappiate migliorare questa società»
«Ragazzi, l’interesse che avete mostrato verso di me mi lusinga. L’incontro ha voluto essere anche un contributo per una vita orientata al bene sociale, per un futuro che vi aspetta pieno di insidie...
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«Ragazzi, l’interesse che avete mostrato verso di me mi lusinga. L’incontro ha voluto essere anche un contributo per una vita orientata al bene sociale, per un futuro che vi aspetta pieno di insidie ma anche di gioie. Sappiate conquistare le seconde e superare le prime».
Così ha concluso ieri il suo intervento all’istituto superiore Iti-Carpeggiani l’ex magistrato Libero Mancuso (nella foto, a destra), autore di indagini importanti, relative a fatti di terrorismo, di mafia, di criminalità organizzata e di P2, fatti drammatici che hanno devastato la vista del Paese. Basti ricordare la strage di Bologna e dell’Italicus, o, più recentemente, l’omicidio di Marco Biagi. L’ex magistrato è intervenuto nell’ambito del Green Social festival, promosso dal centro idea del Comune, affrontando il tema della legalità, ripercorrendo gli ultimi 30/35 anni di storia, tra inchieste di terrorismo e criminalità. Insieme al giornalista Carlo Amabili, Mancuso ha rilevato l’importanza dei valori sanciti nella Costituzione, in particolare di quelli scritti nei primi dodici articoli, quelli fondamentali. «Quest’anno tre sindacati hanno festeggiato il Primo maggio a Portella della Ginestra, dove nel 1947 hanno cominciato a suonare i sinistri colpi di Salvatore Giuliano. Strage che ancora oggi non è stata abbastanza esplorata», ha esordito Mancuso. Il dialogo ha visto la centralità dei valori sanciti dalla Costituzione, come il lavoro, l’uguaglianza, la libertà di opinione, e di come la «nostra vita debba essere regolata secondo i criteri di onore e correttezza», ha spiegato l’ex magistrato. Nel suo intervento, Mancuso ha citato anche le tensioni sociali che hanno attraversato l’Italia, anni che hanno visto sia un terrorismo di destra che di sinistra, ma anche di stragi su cui ancora oggi non si è fatta abbastanza luce, e i cui esiti sono ancora incerti.
Veronica Capucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Così ha concluso ieri il suo intervento all’istituto superiore Iti-Carpeggiani l’ex magistrato Libero Mancuso (nella foto, a destra), autore di indagini importanti, relative a fatti di terrorismo, di mafia, di criminalità organizzata e di P2, fatti drammatici che hanno devastato la vista del Paese. Basti ricordare la strage di Bologna e dell’Italicus, o, più recentemente, l’omicidio di Marco Biagi. L’ex magistrato è intervenuto nell’ambito del Green Social festival, promosso dal centro idea del Comune, affrontando il tema della legalità, ripercorrendo gli ultimi 30/35 anni di storia, tra inchieste di terrorismo e criminalità. Insieme al giornalista Carlo Amabili, Mancuso ha rilevato l’importanza dei valori sanciti nella Costituzione, in particolare di quelli scritti nei primi dodici articoli, quelli fondamentali. «Quest’anno tre sindacati hanno festeggiato il Primo maggio a Portella della Ginestra, dove nel 1947 hanno cominciato a suonare i sinistri colpi di Salvatore Giuliano. Strage che ancora oggi non è stata abbastanza esplorata», ha esordito Mancuso. Il dialogo ha visto la centralità dei valori sanciti dalla Costituzione, come il lavoro, l’uguaglianza, la libertà di opinione, e di come la «nostra vita debba essere regolata secondo i criteri di onore e correttezza», ha spiegato l’ex magistrato. Nel suo intervento, Mancuso ha citato anche le tensioni sociali che hanno attraversato l’Italia, anni che hanno visto sia un terrorismo di destra che di sinistra, ma anche di stragi su cui ancora oggi non si è fatta abbastanza luce, e i cui esiti sono ancora incerti.
Veronica Capucci
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