«Per la visita neurologica dodici mesi di attesa»
La storia di un paziente ferrarese di 67 anni che soffre di un disturbo agli arti «Ho chiesto la prestazione nel settembre 2016, è fissata per settembre 2017»
FERRARA. Lui è un pensionato di 67 anni che abita nella zona di Gaibanella, periferia di Ferrara. Ma è anche un paziente, una persona che necessita di una prestazione sanitaria che potrà ottenere però solo fra alcuni mesi. Da quando l’ha richiesta al giorno dell’appuntamento con lo specialista, dice, sarà trascorso un anno.
Per questo motivo ha deciso di rivolgersi al giornale perché, spiega, un’attesa così lunga non trova riscontro nei dati pubblicati nei mesi scorsi dai mezzi di informazione che indicano una riduzione consistente dei tempi tra la richiesta di una visita o esame e l’accesso al servizio.
«Vivo in una casa a due piani, quindi devo salire le scale per raggiungere il piano superiore e da qualche tempo le mie gambe mi reggono con qualche difficoltà. A tal punto - osserva il pensionato - che ho deciso di rivolgermi al medico perché questo problema rischia di impedirmi di muovermi liberamente nella mia abitazione». La richiesta di consulenza specialistica è stata presentata al Cup nel settembre del 2016 ma l’appuntamento con il professionista del Centro neurologico del Sant’Anna è stato fissato per il settembre di quest’anno.
«Mi dicono di passare ogni tanto per vedere se si libera qualche posto - prosegue il lettore - Ci ho appena riprovato ma la data per ora resta confermata per settembre. Ho fatto già la prima visita dal neurologo ma occorre un accertamento più approfondito per la diagnosi e i tempi sono veramente troppo lunghi. Come mai non è stato possibile accorciare i tempi per questa prestazione? Non è accettabile che con un ospedale qualificato come il nostro una persona che sta poco bene debba aspettare un anno per farsi visitare da uno specialista. Dicono che l’obiettivo sia riportare in provincia l’utenza che si rivolge a strutture sanitarie fuori Ferrara o fuori regione. Non credo che questa sia la politica giusta per raggiungere il risultato».
Sul perché non sia stato possibile ridurre il tempo di attesa per il paziente in questione giriamo la domanda direttamente alla direzione dell’ospedale. Restando sull’argomento, ad integrazione di quanto già scritto, è possibile aggiungere che la Regione da anni sottopone a monitoraggio alcune decine di prestazioni sanitarie sulle quali sono stati ottenuti, grazie a un programma straordinario di potenziamento del personale e di dilatazione degli orari, sostanziose riduzioni delle attese.
A Ferrara le ultime rilevazioni sulle 50 prestazioni specialistiche ambulatoriali di prima visita che rientrano nell’osservatorio confermano in buona parte il rispetto dei tempi fissati dalla legge (24 ore per le urgenze, 7 giorni per le urgenze differibili, 30 e 60 giorni rispettivamente per visite ed esami programmabili), come scrive la stessa Regione. Risultati che sono ottenuti mettendo a disposizione la visita o l’esame sull’intero bacino provinciale: non è sicuro, cioè, che l’accesso più breve sia garantito nella struttura più vicina. Restano evidentemente zone d’ombra che sfuggono al piano straordinario finanziato dalla Regione e che meriterebbero di essere prese in considerazione, come quella segnalata dal pensionato ferrarese. (gi.ca .)
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