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Ferrara

il ricordo degli amici 

«Era triste e sfuggente non lo sentivamo da un po’»

«Era triste e sfuggente non lo sentivamo da un po’»

MIOLA DI PINÈ (TN) . Assieme allo spavento e allo sventramento della casa, ieri mattina, molti sull’altopiano trentino, dove si trova la frazione di Miola di Piné, commentavano il decesso di Mauro...

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MIOLA DI PINÈ (TN) . Assieme allo spavento e allo sventramento della casa, ieri mattina, molti sull’altopiano trentino, dove si trova la frazione di Miola di Piné, commentavano il decesso di Mauro Gessi di 56 anni, il proprietario della palazzina di esplosa per una fuga di gas. L’uomo, originario di Ferrara, dove ha abitato, frequentava l’altopiano durante le vacanze estive da quando aveva dieci anni, ricordano gli amici di freccette, caffè e passeggiate.
All’inizio del decennio scorso, dopo la separazione dalla moglie, aveva deciso di trasferirsi definitivamente nella frazione del comune di Baselga. Prima in affitto e poi, un paio d’anni fa, con l’acquisto della casetta centrale della nuova palazzina a schiera di Miola di Piné che aveva sistemato secondo le sue esigenze spostando la zona notte al piano nobile e quella giorno in mansarda.
«Era una persona piacevole - raccontano gli amici - che lavorava a Trento alla Ragioneria territoriale dello Stato e frequentava un giro di amici sull’altopiano con i quali amava camminare in montagna e giocare a freccette. Da qualche tempo, però, i più vicini lo vedevano un po’ triste e pensieroso e avevano attribuito questo suo cambiamento al fatto che non poteva più camminare come desiderava, a causa di una dolorosa tendinite alle gambe». Inoltre, era preoccupato per le condizioni di salute della mamma, Santina, che vive a Ferrara, ricordano ancora gli amici.
«Erano due settimane che non lo sentivamo e che non rispondeva al telefono - aggiungono - avevamo pensato fosse andato a Ferrara e lo stavamo aspettando, perché ogni tanto spariva senza raccontare fino in fondo gli avvenimenti della sua vita». Forse stava maturando la tragica scelta che gli inquirenti ipotizzano sia la causa della tragedia. Pensieri cupi scritti in un biglietto trovato nella casa dell’uomo.

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