Formignana, accuse sul caso migranti ma stop alle proteste
FORMIGNANA. Lo scontro nell’ultimo consiglio comunale ha confermato come il tema migranti tenga banco a Formignana. Ma, va precisato, al momento non sono previste ulteriori manifestazioni della Lega...
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FORMIGNANA. Lo scontro nell’ultimo consiglio comunale ha confermato come il tema migranti tenga banco a Formignana. Ma, va precisato, al momento non sono previste ulteriori manifestazioni della Lega Nord, confermando quanto spiegato dal consigliere Barbara Grassilli prima del consiglio. La reazione di alcuni componenti della Lega presenti in sala consiliare (Brina e Lodi) aveva spinto ad annunciare nuove proteste, ma queste - è poi stato spiegato - ci saranno soltanto in presenza di accertate irregolarità nella gestione della coop Melting Point.
Chiaro però che il clima politico resta caldo. «Durante l’ultimo consiglio comunale - commenta la Grassilli -, il capogruppo della maggioranza, Arrigo Giubelli, ha insultato la Lega con parole come “camicie nere” e “celoduristi”. Accuse poco edificanti e non idonee per un consiglio comunale. Noi recentemente come Lega abbiamo preso le distanze da commenti volgari sui social nei confronti del sindaco Perelli. Si può discutere e scontrarsi ma senza cadere in queste offese da talk show. Come capogruppo preferisco essere tacciata come “camicia nera”, piuttosto che essere complice di un sistema che lucra sull’immigrazione. Spero che si possano riprendere dei toni più distesi».
E nell’ultimo consiglio è intervenuta e ha presentato una interpellanza anche Roberta Boccafogli (consigliere indipendente, ex Lega), che ha criticato il sindaco per non essere stata informata per tempo sulla vicenda. Dopo la premessa, in cui dice fra l’altro che «la situazione accoglienza presunti profughi nella provincia di Ferrara inizia ad essere insostenibile», la Boccafogli chiede fra l’altro di sapere «qual'è la situazione attuale riguardo la presenza numerica di profughi nel nostro Comune, se è stata rispettata la regola del 2.5% per ogni mille abitanti, se no, se si intende farla valere e come. E quanti sono già presenti sul nostro territorio e dove sono (si tratta di dieci persone, in un edificio in via Final di Rero, ndr), se ve ne sono altri in arrivo e, se non si sa, se vi è la possibilità di saperlo non all’ultimo momento ma con adeguato anticipo. Ancora, avere dati certi sul costo di ogni singolo immigrato riguardo alloggio, pasti e la sua eventuale retribuzione giornaliera. E se esiste e verrà attuato un programma per la loro integrazione ai nostri usi e costumi. Con la speranza che si pensi prima agli italiani e ai nostri compaesani bisognosi e poi ai veri rifugiati di guerra». (f.c.)
Chiaro però che il clima politico resta caldo. «Durante l’ultimo consiglio comunale - commenta la Grassilli -, il capogruppo della maggioranza, Arrigo Giubelli, ha insultato la Lega con parole come “camicie nere” e “celoduristi”. Accuse poco edificanti e non idonee per un consiglio comunale. Noi recentemente come Lega abbiamo preso le distanze da commenti volgari sui social nei confronti del sindaco Perelli. Si può discutere e scontrarsi ma senza cadere in queste offese da talk show. Come capogruppo preferisco essere tacciata come “camicia nera”, piuttosto che essere complice di un sistema che lucra sull’immigrazione. Spero che si possano riprendere dei toni più distesi».
E nell’ultimo consiglio è intervenuta e ha presentato una interpellanza anche Roberta Boccafogli (consigliere indipendente, ex Lega), che ha criticato il sindaco per non essere stata informata per tempo sulla vicenda. Dopo la premessa, in cui dice fra l’altro che «la situazione accoglienza presunti profughi nella provincia di Ferrara inizia ad essere insostenibile», la Boccafogli chiede fra l’altro di sapere «qual'è la situazione attuale riguardo la presenza numerica di profughi nel nostro Comune, se è stata rispettata la regola del 2.5% per ogni mille abitanti, se no, se si intende farla valere e come. E quanti sono già presenti sul nostro territorio e dove sono (si tratta di dieci persone, in un edificio in via Final di Rero, ndr), se ve ne sono altri in arrivo e, se non si sa, se vi è la possibilità di saperlo non all’ultimo momento ma con adeguato anticipo. Ancora, avere dati certi sul costo di ogni singolo immigrato riguardo alloggio, pasti e la sua eventuale retribuzione giornaliera. E se esiste e verrà attuato un programma per la loro integrazione ai nostri usi e costumi. Con la speranza che si pensi prima agli italiani e ai nostri compaesani bisognosi e poi ai veri rifugiati di guerra». (f.c.)
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