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Muore nell’esplosione dell’appartamento 

Muore nell’esplosione dell’appartamento 

La tragedia in Trentino, dove viveva il ferrarese di 56 anni. L’abitazione era satura di gas uscito da una bombola

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MIOLA DI PINÈ. Un boato ha svegliato di prima mattina tutto il quartiere. Ai vicini si è presentato come un incubo in diretta: fumo, fiamme e macerie per uno scoppio deflagrato come una bomba. Bilancio: il proprietario della casa, Mauro Gessi, ferrarese ma da molti anni residente in Trentino, 56 anni, deceduto, l’edificio sventrato, due appartamenti adiacenti inagibili, una famiglia sfollata, detriti dappertutto (due finestre sono atterrate a duecento metri di distanza) e molto spavento, oltre ad alcuni palazzi vicini e autovetture che hanno subito danni per l’esplosione seguita a una fuga di gas, avvenuta a Miola di Piné, frazione di Baselga (Tn) verso le 5 e tre quarti di ieri mattina. Si tratta per ora di un primo bilancio dell’incidente su cui stanno indagando i carabinieri della Compagnia di Borgo Valsugana (Tn) diretti da capitano Filippo Alessandro.
L’ipotesi prevalente attribuisce il disastro a un gesto disperato dell’uomo: lo scoppio di una bombola, trovata con l’erogatore aperto in una CasaClima riscaldata a metano con caldaia centralizzata. Nell’abitazione è stata trovata una lettera d’addio scritta da Gessi, dipendente della Ragioneria territoriale dello Stato. L’uomo abitava in quella casa da un paio d’anni. Il forte rumore ha svegliato anche gli abitanti di Rizzolaga, Sternigo, Baselga, un’area piuttosto vasta dell’altopiano di Piné. La bombola di gas che si ritiene possa essere la causa del disastro è stata trovata al pianoterra della palazzina. I residenti nel circondario sono scesi in strada all’alba. Dalla casa di Gessi usciva del fumo, poco dopo si è alzato il fuoco. «Eravamo spaventati, un po’ frastornati, ma soprattutto increduli. Ci chiedevamo che cosa fosse successo - racconta una testimone dell’evento - . Molti di noi hanno chiamato il 118 chiedendo un intervento piuttosto massiccio perché la casa era sventrata e i detriti erano dappertutto. Poi sono arrivati i vigili del fuoco volontari di Baselga, che ci hanno chiesto di liberare l’area per recintarla», seguiti da quelli di Fornace, Bedollo e Trento. Sono arrivate anche le ambulanze del 118 e l’elicottero. Primo ad intervenire il vicino di casa, Edoardo Boneccher, che lavora come operatore del 118. I vigili del fuoco hanno immediatamente capito che si trattava di una fuga di gas e hanno provveduto a spegnere le fiamme che si erano propagate al tetto della casa attraverso l’intercapedine interna. «Purtroppo le case in legno hanno le pareti rivestite di cartongesso - spiega - e un cavedio di aria ha favorito la propagazione delle fiamme verso l’alto. Però - soggiunge - è stata anche una fortuna perché se la costruzione fosse stata di cemento armato si sarebbe disintegrata. Tutti i portoncini blindati sono saltati, quello della casa di sinistra lo abbiamo trovato in fondo all’appartamento in salotto: per fortuna non era abitata... mentre la casa di destra, dove vive un altro nucleo, è stata interessata in modo meno violento».
La famiglia Boneccher - marito, moglie e due figli - ha dovuto sistemarsi in albergo. Ad assicurare loro assistenza è stata subito l’amministrazione comunale.
Andrea Andreatta abita di fronte e assieme alle famiglie Boneccher e Tasin ha avuto danni materiali alla casa. Si ritiene «molto fortunato, perché - dice - ero appena uscito da casa con il cane, prendendo la direzione opposta, quando sono stato assordato dal boato, ho evitato per puro caso anche i detriti che sono stati lanciati molto lontano. Sulla facciata della mia casa, si vedono le tracce dove hanno urtato serramenti, vetri, mattoni che hanno anche interessato nella caduta la mia macchina. I vetri dell’entrata del mio negozio di barbiere, poi, per effetto dell’onda d’urto si sono disintegrati. Per fortuna, salvo il povero Gessi, nessun’altra persona si è fatta male. Solo molto spavento, anche per la mia mamma Natalina che abita sopra di me ed è stata svegliata, come tutti, dallo spaventoso boato».

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