Palazzo delle Saline, al via i lavori
Bando per il concorso di idee volto al recupero della storica struttura ora di Clara
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COMACCHIO. Dopo il progetto di recupero del Palazzo Vescovile, grazie all’interessamento dell’arcivescovo Luigi Negri e ai fondi erogati dalla Curia, il restauro tocca ora al confinante Palazzo delle Saline, ceduto dall’amministrazione lagunare, come quota di ingresso nella nuova società Clara, nata dalla fusione tra Cmv raccolta ed Area. Domani il presidente Gian Paolo Barbieri ed il direttore di Area spa Raffaele Alessandri, insieme al sindaco Marco Fabbri illustreranno il bando per il concorso di idee, promosso per la progettazione della ristrutturazione del Palazzo delle Saline. Il processo di riqualificazione dell’edificio storico comacchiese, che sino al secolo scorso ha ospitato gli uffici dei Monopoli di Stato, è finalizzato ad istituire una nuova sede amministrativa, la terza in provincia dopo quelle di Cento e di Copparo, al servizio della neonata società Clara, operativa dal primo giugno prossimo. Nel 2009 il Comune acquistò l'immobile per un 1.200.000 euro allo scopo di trasformarlo in una ulteriore sede di uffici pubblici, mentre il 12 gennaio di quest'anno l'alienazione del Palazzo delle saline ha formalmente sancito l'ingresso del Comune di Comacchio, tra i soci di Area. Con l’aumento di capitale sociale ad appannaggio della nuova società, composta da quasi tutti i Comuni della provincia, eccezion fatta per Ferrara ed Argenta, il Comune di Comacchio è divenuto il primo azionista di Clara. L'operazione ha fatto sì che la nuova azienda, che copre un bacino d’utenza di oltre 200mila abitanti, prevedendo un fatturato di 45 milioni di euro, sia divenuta la terza in ordine di grandezza nella Regione, per quanto concerne la gestione dei rifiuti.
A chiusura di un iter burocratico durato due anni, scandito da accesi confronti nell'aula consiliare, il Palazzo delle Saline è stato acquisito dalla nuova società, che ha dovuto rifondere al Comune 564mila euro, ossia il valore di mercato dell'immobile, stabilito da una perizia dell'Agenzia delle Entrate. Comacchio, al pari degli altri Comuni che hanno perorato la causa della fusione Cmv raccolta/Area, ha voluto sostenere il mantenimento di un servizio pubblico. «I vantaggi riguarderanno innanzitutto la salute dei cittadini - ha ribadito il sindaco Marco Fabbri -, perché si tratta di scegliere tra un sistema pubblico, con un modello di raccolta differenziata spinta che funziona e che riduce di molto i rifiuti da mandare all’inceneritore, e modelli privati, che invece spesso spingono proprio sugli inceneritori».
A chiusura di un iter burocratico durato due anni, scandito da accesi confronti nell'aula consiliare, il Palazzo delle Saline è stato acquisito dalla nuova società, che ha dovuto rifondere al Comune 564mila euro, ossia il valore di mercato dell'immobile, stabilito da una perizia dell'Agenzia delle Entrate. Comacchio, al pari degli altri Comuni che hanno perorato la causa della fusione Cmv raccolta/Area, ha voluto sostenere il mantenimento di un servizio pubblico. «I vantaggi riguarderanno innanzitutto la salute dei cittadini - ha ribadito il sindaco Marco Fabbri -, perché si tratta di scegliere tra un sistema pubblico, con un modello di raccolta differenziata spinta che funziona e che riduce di molto i rifiuti da mandare all’inceneritore, e modelli privati, che invece spesso spingono proprio sugli inceneritori».
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