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Scattata una petizione per il pontino Marighella 

Scattata una petizione per il pontino Marighella 

Gradizza, raccolte 200 firme da inviare alla Provincia, proprietaria del manufatto Anna Celati, consigliere comunale Pd: «L’obiettivo è sollecitare un intervento»

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GRADIZZA. Per tanti anni il pontino Marighella era una specie di fantasma: solo pochi si accorgevano che esisteva. Anzi, che il ponticello sulla provinciale per Formignana si chiamasse in questo modo era la classica notizia ignorata da tutti. Poi, qualche anno fa, il ponticello decide di cedere all'età, al passaggio, alle vibrazioni. Si decide di limitare e regolamentare il passaggio degli automezzi. Il Comune chiede la riparazione. La Provincia, proprietaria della strada e responsabile della gestione del manufatto, prende tempo. L'amministrazione comunale chiede ed ottiene il blocco della circolazione per gli automezzi pesanti e l'istituzione del blocco del passaggio a doppio senso sul ponticello per ragioni di sicurezza. Intanto, le Province sono sparite o quasi. Ma serve un intervento. Molti cittadini chiedono informazioni, qualcuno va oltre. È il caso di Anna Celati, consigliere comunale del gruppo del Partito Democratico di Copparo e consigliere dell'Unione Terre e Fiumi:« Vivo a Copparo e lavoro a Formignana , e passo tutti i giorni sul Pontino Marighella. Mi sono resa conto che la situazione sta diventando insostenibile, sia per chi non si cura del senso alternato sul ponte, e ce ne sono, sia per chi lo attraversa con mezzi pesanti, nonostante il divieto. Oltre le condizioni di sicurezza, il ponte sta peggiorando. Non possiamo permetterci di aspettare che crolli. E se lo fa, si interrompe la Provinciale tra Copparo e Formignana, e con questi momenti non si sa quando poi si riuscirà a riparare la struttura. Per il mio lavoro ho a che fare con mezzi pesanti, e già ora sono obbligati a passare per la strada di Jolanda di Savoia allungando enormemente il percorso ed accrescendo i costi. Da consigliere comunale mi sono informata, e l'amministrazione comunale non può intervenire: la responsabilità è di altri. I cittadini chiedono spesso informazioni, e lo hanno fatto anche al primo incontro con la giunta a Sabbioncello. Ed allora, di concerto con il mio gruppo consiliare e con cittadini interessati, per esempio con Roberto Scarparo, di Sabbioncello (è un autotrasportatore la cui attività è complicata dalla situazione) ho deciso di avviare da un paio di settimane una raccolta di firme. La petizione la indirizzeremo alla Provincia, in modo che una istituzione ci dica chi e come deve intervenire, in modo chiaro e con tempistica concreta. So anche che per il 2017 difficilmente si potrà fare qualcosa. Ma abbiamo le firme di 200 (per ora) cittadini che chiedono chi e come deve intervenire. A cui le istituzioni devono dare una risposta» .
Alessandro Bassi

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