Tutti vedono Igor, ma lui non si trova
Dopo un mese di ricerche anche i cani molecolari sembra abbiano perso le tracce: cambiano le modalità di intervento
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ARGENTA . Col passare dei giorni e siamo già al 29º, le ricerche del killer di Davide Fabbri, Valerio Verri e il ferimento di Marco Ravaglia, hanno cambiato il “sistema operativo”.
Nei primi giorni, l’ipotesi che il fuggiasco potesse lasciare la zona rossa (o blu) attraverso un’auto di un malcapitato, aveva generato posti di blocco lungo tutta la cinturazione, di quell’area cioé di 40 km quadrati che iniziava da Argenta, passando per Consandolo, Ospital Monacale, Traghetto, Molinella, Marmorta e di nuovo Argenta. Controlli precisi al baule, all’interno dell’auto soprattutto con particolare attenzione a vetri oscurati. I giorni successivi e fino ad oggi, molto si è lavorato sulle segnalazioni da parte dei cittadini, avvistamenti molto spesso dettati dalla paura o anche da assomiglianze con Igor/Norbert Feher e non a caso, come ha spiegato un inquirente «di tutte queste, appena il 10% merita approfondimenti». Ciononostante, i reparti speciali dei carabinieri con i militari del Tuscania o dei cacciatori della Calabria o anche i Gis, sono sempre entrati in azione affrontando principalmente l’interno dell’area rossa. Per parecchi giorni, il punto d’appoggio principale delle loro ricerche, si è basato sulle certezze dei cani molecolari. Animali che, prima di iniziare il lavoro, avevano la possibilità di annusare “reperti” sudati o insanguinati che il fuggiasco aveva abbandonato. Col tempo, questi indumenti, hanno perduto efficacia e quindi si è resa necessaria la sostituzione con altri cani addestrati per altri scopi. Un’opera quella delle forze dell’ordine tutte - e quindi anche la Polizia di Stato (dai prossimi giorni impegnata più sul confine fra Argenta e Ferrara) - davvero encomiabile per impegno e costanza. Come detto, col tempo il sistema operativo ha subito qualche cambiamento; di fronte a qualsivoglia segnalazione, parte un’auto “civetta”, verifica e se c’è attendibilità, arrivano in supporto altre due pattuglie a presidiare in attesa dei reparti speciali: a quest’ultimi il compito più rischioso, quello di stanare il ricercato che purtroppo, a oggi, non si è riusciti a fare.(g.c.)
Nei primi giorni, l’ipotesi che il fuggiasco potesse lasciare la zona rossa (o blu) attraverso un’auto di un malcapitato, aveva generato posti di blocco lungo tutta la cinturazione, di quell’area cioé di 40 km quadrati che iniziava da Argenta, passando per Consandolo, Ospital Monacale, Traghetto, Molinella, Marmorta e di nuovo Argenta. Controlli precisi al baule, all’interno dell’auto soprattutto con particolare attenzione a vetri oscurati. I giorni successivi e fino ad oggi, molto si è lavorato sulle segnalazioni da parte dei cittadini, avvistamenti molto spesso dettati dalla paura o anche da assomiglianze con Igor/Norbert Feher e non a caso, come ha spiegato un inquirente «di tutte queste, appena il 10% merita approfondimenti». Ciononostante, i reparti speciali dei carabinieri con i militari del Tuscania o dei cacciatori della Calabria o anche i Gis, sono sempre entrati in azione affrontando principalmente l’interno dell’area rossa. Per parecchi giorni, il punto d’appoggio principale delle loro ricerche, si è basato sulle certezze dei cani molecolari. Animali che, prima di iniziare il lavoro, avevano la possibilità di annusare “reperti” sudati o insanguinati che il fuggiasco aveva abbandonato. Col tempo, questi indumenti, hanno perduto efficacia e quindi si è resa necessaria la sostituzione con altri cani addestrati per altri scopi. Un’opera quella delle forze dell’ordine tutte - e quindi anche la Polizia di Stato (dai prossimi giorni impegnata più sul confine fra Argenta e Ferrara) - davvero encomiabile per impegno e costanza. Come detto, col tempo il sistema operativo ha subito qualche cambiamento; di fronte a qualsivoglia segnalazione, parte un’auto “civetta”, verifica e se c’è attendibilità, arrivano in supporto altre due pattuglie a presidiare in attesa dei reparti speciali: a quest’ultimi il compito più rischioso, quello di stanare il ricercato che purtroppo, a oggi, non si è riusciti a fare.(g.c.)
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