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killer in fuga

Verri, è già un mese. Continua la caccia mai Igor non si trova

di Samuele Govoni
Verri, è già un mese. Continua la caccia mai Igor non si trova

Il legale dei Fabbri: è presto per chiedere i danni allo Stato. E ad Argenta denunciato 64enne trovato con una pistola

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ARGENTA. Trenta giorni, trenta giorni che sembrano anni. Il tempo può essere percepito diversamente quando qualcosa, o qualcuno, sconvolge la quotidianità a cui si è abituati. È passato un mese dalla morte di Valerio Verri, la guardia ecologica volontaria uccisa nel Mezzano da Igor/Ezechiele con un colpo di pistola che l’ha passato da parte a parte. In queste quattro settimane il suo amico e collega Marco Ravaglia (agente della Polizia Provinciale), con lui nel momento dell’incontro con l’assassino, ha lottato per la vita reagendo alle ferite che lo avevano messo a dura prova. Centinaia di militari e carabinieri hanno battuto, e stanno battendo tuttora, le campagne tra Argenta e Bologna. Passano le ore, i giorni ma non la paura. La tensione cresce, gli avvistamenti e le segnalazioni (la maggior parte delle volte infondate) si moltiplicano e la gente non sa più cosa pensare. Dov’è Igor? Perché non si trova? È già lontanissimo e irraggiungibile o è ancora qui tra canneti, acquitrini e casolari fatiscenti? Le forze dell’ordine lavorano giorno e notte per trovare l’uomo che ha ucciso Valerio Verri e prima di lui Davide Fabbri (barista di Budrio freddato alla fine di una rapina andata male).

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Proprio il legale della famiglia Fabbri,Giorgio Bacchelli, sta cercando di capire se esistono gli estremi per chiedere allo Stato i danni per la doppia mancata espulsione dal territorio nazionale del killer, già condannato in passato per rapine. «Per fare un’operazione di questo tipo - spiega Bacchelli - è necessario che venga accertata la responsabilità, la colpa eventuale delle parti; ora è troppo presto. Devo visionare i documenti, i decreti di espulsione e capire cosa è stato fatto per attuarli. È necessario individuare gli organi preposti a tale tipo di operazioni perché ci sono provvedimenti di nature giuridiche diverse. Quello della richiesta dei danni è una strada ipotizzabile ma, per il momento, non attuabile».

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A 35 giorni dall’omicidio il piccolo paese bolognese sta cercando di tornare alla normalità, di farsi forza e di stringersi attorno alla vedova e ai famigliari di Fabbri. «La vedova è distrutta - continua l’avvocato - e dice che senza il marito non può andare avanti. È un momento drammatico per lei e per tutti». Intanto, sabato i carabinieri della stazione di Argenta, nell’ambito delle ricerche del latitante Igor Vaclavic/Norberth Feher, insieme al personale dello Squadrone eliportato Cacciatori Sardegna, hanno denunciato un uomo italiano di 64 anni per il reato di porto illegale di arma comune da sparo. L’uomo è stato sorpreso con addosso una pistola regolarmente detenuta, tuttavia senza averne l’autorizzazione al porto. Intanto, procedono incessantemente le ricerche.

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Ieri sera, domenica 7 maggio, Francesca Verri  (figlia del volontario assassinato) ha affidato il suo dolore alla bacheca Facebook scrivendo: "Domani sarà un mese. Ieri ho letto sul giornale come è stato ucciso mio padre. L'ho letto insieme a mio fratello. Non voglio parlare di nostra madre. Siamo una famiglia normale che ora si trova a vivere una vita completamente diversa. Sono tante le domande che ci poniamo. Non possiamo fare a meno di pensare perché il servizio che svolgeva nostro padre insieme alla polizia provinciale non sia stato fermato prima. Intorno a noi giornalisti e uomini delle forze dell'ordine che continuano a cercarlo. Noi cerchiamo nostro padre. Non lo troveremo mai più (...)".

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