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Sant’Anna, cinque anni di “rivoluzione” 

Parcheggi al Sant'Anna di Cona
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Parcheggi al Sant'Anna di Cona

Il trasloco dell’ospedale ha aperto una nuova fase nella sanità provinciale. Ma molti sono ancora i nodi da sciogliere

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FERRARA. «Cosa posso dire? Che questa volta è vero», aveva risposto sorridendo ai giornalisti l’ex direttore generale del Sant’Anna, Gabriele Rinaldi. Era il 7 maggio 2012 e il dg aveva appena ricevuto a Cona l’ex assessore alla sanità, Carlo Lusenti, e il sottosegretario alla presidenza, il copparese Alfredo Bertelli. Il giorno dopo, esattamente 5 anni fa, ambulanze, medici, infermieri, personale delle pulizie, dirigenti e pazienti, tutti inseguiti da cameramen e fotografi, sono confluiti a Cona per l’apertura del nuovo ospedale: 190mila mq, un cantiere che ha lavorato a singhiozzo per quasi 16 anni, un costo complessivo di 281 milioni di € (dato ufficiale della Regione), un appalto che si è trascinato dietro corposi investimenti pubblici in infrastrutture (viabilità, trasporti, idraulica etc.), circa 630 posti letto a cui vanno aggiunti gli 80 del centro di riabilitazione San Giorgio, in via della Fiera. L’apertura del nuovo ospedale non è stata indolore per città e provincia.

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Lo spostamento a dieci chilometri dal centro storico ha suscitato un malcontento, soprattutto nell’utenza del capoluogo, che non è stato mai riassorbito. La migliore ospitalità (stanze nuove a due letti, bagno in camera) è stata accolta molto bene dai pazienti ma l’ampiezza dell’ospedale, la sua conformazione labirintica e l’assenza di una rete di trasporto pubblico adeguata al ruolo e all’importanza della struttura (la metropolitana di superficie, finora, è rimasta sulla carta) hanno scontentato altre “categorie” di utenti. I lavori per agevolare l’accesso e la ricerca dei reparti, la cui prima tranche è stata completata nel 2016, hanno suscitato consensi ma serviranno altri investimenti per conseguire un risultato più sostanzioso e definitivo. Il dopo-Cona ha aperto una nuova fase del modello di assistenza: sono spariti tre ospedali (Bondeno, Copparo e Comacchio), quelli superstiti (Cento, Argenta, Delta) sono strettamente legati all’”hub” Sant’Anna mentre in vari comuni sono spuntate le Case della Salute. L’afflusso crescente di pazienti e visitatori dalla provincia ha comportato il sovraffollamento di reparti e servizi a Ferrara (medicine, pronto soccorso, unità di emergenza-urgenza), in parte irrubostiti con nuovo personale e posti letto o ancora in attesa dell’arrivo di unità di rinforzo. Numerosi gli sos lanciati da medici e organizzazioni sindacali con richiesta di nuove assunzioni, questione spinosa che deve essere affrontata e risolta in Regione. La quale ha sottoposto a piano di rientro, a fine 2016, l’azienda Sant’Anna con conseguenze non ancora chiarite del tutto per i bilanci della struttura.

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La Regione dovrà sciogliere anche il nodo dei reparti e servizi del Sant’Anna che rischiano di essere assorbiti in unità operative “vaste”, dirette da altre aziende ospedaliere. Per anni inoltre, dopo il trasloco a Cona, si è registrato un allungamento delle liste d’attesa per gli interventi chirurgici non urgenti. Una lacuna che si sta cercando di colmare senza aver ottenuto fino ad oggi risultati clamorosi. Tra le soluzioni si è fatta largo l’integrazione con l’Asl basata sulla costituzione di equipe chirurgiche itineranti (da Ferrara a Cento, Argenta, Delta e Comacchio). Non è stato risolto, se non per alcuni contenziosi (l’ultimo accordo a fine 2015 con un esborso di circa 7 milioni di €), il problema del rapporto con Prog.Este, concessionaria dei servizi non sanitari. Un contratto dai costi esorbitanti (spese per manutenzione aumentate del 73% e del 51% altre voci di bilancio) che il direttore generale attuale, Tiziano Carradori, sta cercando di ridiscutere (alcuni sindacati e forze politiche hanno chiesto di azzerarlo). Il trasloco a Cona non si è completamente esaurito nel 2012.

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Qualcosa è rimasto infatti a Ferrara: a marzo è stato trasferito nel Nuovo Sant’Anna il terzo acceleratore lineare che da corso Giovecca è andato a potenziare il reparto di Radioterapia oncologica. Per dopo l’estate è previsto l’ultimo arrivo: Medicina riabilitativa e Unità gravi cerebrolesioni (San Giorgio). I lavori, a Cona, sono in corso e a buon punto. L’insediamento si porterà dietro l’apertura di un nuovo parcheggio da circa 280 posti, che sarà realizzato nei pressi del pronto soccorso. I parcheggi sono una delle spine nel fianco del Nuovo Sant’Anna. La sosta, pur regolamentata, resta disordinata mentre si attende l’attivazione dell’accesso a tariffa, che susciterà nuovi malumori.

Gioele Caccia

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