Unità pastorali e carità i primi obiettivi di Perego
di Gian Pietro Zerbini
Il nuovo vescovo sta già preparando il suo programma pastorale per la diocesi Una Chiesa attenta ai poveri. E da Negri ha avuto in dono una Curia più giovane
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“Sogno una Chiesa viva, giovane, libera, povera, libera, fedele al vangelo”. Non lascia spazio a dubbi il messaggio con cui monsignor Gian Carlo Perego, parafrasando il grande vescovo cremonese Enrico Assi, si è presentato sabato nella cerimonia di consacrazione episcopale a Cremona. Il nuovo arcivescovo di Ferrara-Comacchio ha le idee molto chiare su quelle che sono le priorità del suo ministero episcopale, che inizierà ufficialmente il 3 giugno, quando farà il suo ingresso in cattedrale a Ferrara. La sua storia, la sua provenienza, i suoi incarichi, i suoi maestri testimoniano la vocazione a privilegiare una Chiesa attenta più alle istanze degli ultimi che al protocollo, più al vangelo che al diritto canonico. Per questo il programma pastorale che sta mettendo a punto non prescinde da una chiesa vicina alle opere caritative, con il probabile potenziamento del ruolo della Caritas e di quelle associazioni che vanno in aiuto dei poveri, degli ammalati, in una parola dei più bisognosi, con un occhio aperto a vecchie e nuove ong. Il vescovo è particolarmente attento ai fenomeni della povertà e proprio a Ferrara il 10% della popolazione vive in una condizione di indigenza. Attenzione quindi rivolta a tutti non solo ai migranti, come qualcuno ha già contestato. Perego arriva a Ferrara con una situazione del clero che presenta una media anagrafica molto alta come testimonia il 30% dei sacerdoti diocesani che ha un’età superiore ai 70 anni. Per questo motivo si impone di usare lo strumento delle unità o comunità pastorali. Un modo per garantire il servizio pastorale nei vari centri diocesani. Come dote ha avuto in dono da monsignor Luigi Negri una curia arcivescovile più giovane, con la recente nomina di monsignor Massimo Manservigi a vicario generale, un suo coetaneo. Potrà contare su un giovane e motivato nuovo rettore del seminario monsignor Emanuele Zappaterra, e sappiamo come sia importante per la Chiesa la preparazione dei futuri sacerdoti. Anche gli uffici amministrativi hanno avuto un ricambio generazionale per l’economo monsignor Graziano Donà e il responsabile tecnico che dove sovrintendere ai danni del sisma don Stefano Zanella. Proprio sul fronte del terremoto l’impressione è quella di voler dare un’accelerata alle situazioni che attualmente vedono decine di chiese della diocesi ancora inagibili.
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