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caccia al killer

Cambia la caccia a Igor. Nessuna smobilitazione

Cambia la caccia a Igor. Nessuna smobilitazione

Ricerche nel Ferrarese tra Consandolo e Ostellato e al via nuovi rastrellamenti.  L’uomo denunciato perché aveva la pistola: ho paura, serve per la mia sicurezza

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Dopo un mese di caccia a Igor Vaclavic/Norbert Feher si cambia, ma niente smobilitazione, anzi. Usando una metafora calcistica, ora dalle ricerche a zona, senza risultati, si passa a quelle a uomo. E si sposta sempre più la zona delle ricerche, da Consandolo al Mezzano, a Ostellato con l’aiuto anche di tecnologie sofisticate da terra e dal cielo. Perché se è vero che da giorni tutti si chiedono se - vista la caccia a Igor senza nessun risultato, l’operazione non sia destinata ad una riduzione delle forze in campo - le fonti interpellate dalla Nuova lo escludono categoricamente: «Niente affatto: cambia la strategia ma le forze in campo restano».

In realtà, una modifica c’è per le forze impegnate nella zona blu (l’area più grande attorno alla zona rossa dove si erano concentrate le ricerche nelle valli di Marmorta e Campotto), che saranno ridotte: parliamo di posti di blocco e controlli, anche perché la copertura dei servizi - da quanto si apprende - non può più essere garantita al massimo dai militari dei carabinieri territoriali, dalle varie compagnie della provincia. E dunque, anche di poco, vi sarà una riduzione della loro presenza. Ma i reparti speciali (Tuscania, Cacciatori di Calabria e Sardegna, i Battaglioni operativi, i Sos e gli Api - gruppi di pronto intervento) resteranno comunque impegnati, in una nuova strategia operativa, quella dei rastrellamenti: insomma, le ricerche non più a zona (nella zona rossa) in attesa che Igor faccia un passo falso, ma a uomo, cercando di stanarlo, di fargli commettere un passo falso. Ma mentre, centinaia di uomini (in tutto secondo i numeri ufficiali sarebbero non più di 400, già tanti così) lo cercano, la gente ha sempre più paura: lo conferma un piccolo episodio accaduto ad Argenta nei giorni scorsi, quando una ex guardi giurata in pensione girava fuori casa con la propria pistola (detenuta regolarmente ma non autorizzato al porto d’armi) è stato bloccato e scoperto e si è giustificato dicendo: «Ho paura, l’ho con me per mia sicurezza». La gente ha paura del killer in fuga e si chiede sempre più «perché non l’hanno ancora preso?». L’aspettativa è stata creata anche dai proclami eccessivamente ottimistici, quando poco dopo la fuga - anche vertici istituzionali - dicevano «questione di giorni, ore, il cerchio si stringe». Non è accaduto. E spiegano ancora gli stessi inquirenti che le ricerche di un latitante hanno risultati solo dopo tempi lunghi e non vale l’equazione tanti uomini (non 1000 dicevamo, ma 400) contro uno, dimenticando che Igor conosce le terre dove scappa, le sue valli. Ma è ancora qui? Sì, la risposta con dati oggettivi: punto fondamentale delle ricerche è la segnalazione del pakistano in bicicletta che lo ha visto una settimana fa vicino a Consandolo. Le “battute” di caccia ripartono da qui e finiscono ad Ostellato.
Daniele Predieri

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