il nuovo nome e gli intralci al cantiere della sede storica
Confindustria Emilia è nel logo
Nei nuovi uffici si registra la fusione. Calcagnini? Senza cemento
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Nella sede provvisoria degli industriali, nel palazzo ex Eridania di via Mosconi, sono apparsi in tempo reale i cartelli di Confindustria Emilia, e gli uffici sono arredati con un mix del mobilio ex fallimento Cti (un progetto italo-cinese imperniato sulla plastica Basell finito male per dissapori tra soci) e di arredi d’epoca provenienti da Palazzo Calcagnini. È di proprietà del presidente Riccardo Maiarelli, ma è stato scelto, si sottolinea, dopo una valutazione della commissione interna su quattro proposte di iscritti: gli altri erano l’ex Procura di viale Cavour e gli uffici Carife di via Bologna (troppo piccoli, si è detto), e un capannone ex Petrolifera in via Padova. Il rinascimentale Palazzo Calcagnini sarà pronto per ottobre dopo i lavori post-sisma, che, ricorda il direttore Bonora, sono iniziati con un anno di ritardo per «infinite noie burocratiche, in particolare con la Soprintendenza. Ci è stato impedito ad esempio di usare cemento armato all’interno perché nel Cinquecento non esisteva. Sono problemi come questi ad intralciare la ricostruzione post-sisma anche delle imprese».
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