Cornicione caduto Intervento immediato da parte di Acer
Porto Garibaldi, già ieri mattina i tecnici erano al lavoro La messa in sicurezza è stata completata in alcune ore
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PORTO GARIBALDI. Dopo la caduta di pezzi di cornicione da un alloggio popolare di via Solferino 13 a Porto Garibaldi, è stato eseguito ieri mattina l’intervento di messa in sicurezza dell’area. Due operai incaricati dall'Acer di Ferrara, servendosi di camion con cestello, hanno rimosso le parti di intonaco rimaste a penzoloni tra il primo ed il secondo piano della palazzina. Già nella mattinata di domenica, in un’ora dalla segnalazione, il tecnico reperibile dell’azienda si è recato sul posto per rilevare l’eventuale stato di pericolo. «Sono arrivati questa mattina alle 9 - riferisce Rosanna Fabbri, l'inquilina che domenica aveva lanciato l’allarme -, e in un’ora hanno tolto i pezzi rimasti attaccati al muro. Hanno detto che dovranno tornare per rifare i davanzali delle finestre. Noi chiediamo che vengano rifatte anche le finestre, perché non si chiudono più e abbiamo grossi problemi di infiltrazioni».
Sull’episodio, che fortunatamente non ha procurato danni a persone o cose, ritorna il direttore dell'Acer, Diego Carrara: «L’area è stata messa in sicurezza e i davanzali delle finestre saranno rifatti nel più breve tempo possibile. Compiremo - dichiara Carrara - delle verifiche sugli infissi e se sarà necessario li cambieremo».
La palazzina, costruita nel 1960, si compone di sei alloggi popolari e secondo la testimonianza di Rosanna Fabbri e del marito Sergio Simoni, qualche tempo fa solo ad alcuni sarebbero state sostituite le finestre. «Avevamo pensato di chiedere un cambio di alloggio - prosegue la donna - perché siamo entrambi cardiopatici e io sono anche allergica alle muffe, ma un trasloco per noi sarebbe molto gravoso. È bene che vengano cambiate solo le finestre».
In attesa di ulteriori verifiche da parte di Acer, Carrara tiene a precisare che la palazzina non presenta problemi strutturali. «Ci sono solo pezzi da rifare e da monitorare -aggiunge Carrara - e per quanto riguarda l’alloggio in questione, valuteremo lo stato di conservazione e decideremo il da farsi». Carrara, infine, assicura che l'intero patrimonio immobiliare pubblico comacchiese, gestito da Acer, sarà oggetto di verifiche.
Katia Romagnoli
Sull’episodio, che fortunatamente non ha procurato danni a persone o cose, ritorna il direttore dell'Acer, Diego Carrara: «L’area è stata messa in sicurezza e i davanzali delle finestre saranno rifatti nel più breve tempo possibile. Compiremo - dichiara Carrara - delle verifiche sugli infissi e se sarà necessario li cambieremo».
La palazzina, costruita nel 1960, si compone di sei alloggi popolari e secondo la testimonianza di Rosanna Fabbri e del marito Sergio Simoni, qualche tempo fa solo ad alcuni sarebbero state sostituite le finestre. «Avevamo pensato di chiedere un cambio di alloggio - prosegue la donna - perché siamo entrambi cardiopatici e io sono anche allergica alle muffe, ma un trasloco per noi sarebbe molto gravoso. È bene che vengano cambiate solo le finestre».
In attesa di ulteriori verifiche da parte di Acer, Carrara tiene a precisare che la palazzina non presenta problemi strutturali. «Ci sono solo pezzi da rifare e da monitorare -aggiunge Carrara - e per quanto riguarda l’alloggio in questione, valuteremo lo stato di conservazione e decideremo il da farsi». Carrara, infine, assicura che l'intero patrimonio immobiliare pubblico comacchiese, gestito da Acer, sarà oggetto di verifiche.
Katia Romagnoli
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