a Santa maria In vado
Restauro in sinergia del celebre tondo a 400 anni dall’opera
Un restauro di quattro mesi con l’obiettivo di terminare il lavoro a settembre. Nella chiesa di Santa Maria in Vado ieri mattina è stata varato ufficialmente il cantiere per la ristrutturazione del...
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Un restauro di quattro mesi con l’obiettivo di terminare il lavoro a settembre. Nella chiesa di Santa Maria in Vado ieri mattina è stata varato ufficialmente il cantiere per la ristrutturazione del famoso dipinto tondo “Incoronazione della Vergine” una delle perle di Carlo Bononi che si trova nella basilica del miracolo del “preziosissimo sangue”. Un’opera realizzata esattamente 400 anni fa e grazie ad un lavoro di sinergia ritornerà all’antica bellezza. Il quadro, come spiega il restauratore Fabio Bevilacqua «oltre ai danni del sisma ha dovuto subire le intemperie e la presenza di piccioni che avevano fatto un nido sull’opera che era posta nel soffitto, oltre alla presenza dei topi». Purtroppo il prezioso dipinto non si è fatto mancare nulla, ma i tecnici contano di riportarlo alla bellezza naturale con i suoi magnifici colori. Sul discorso delle sinergie e simbiosi si è soffermato anche Sante Mazzacane, responsabile del Cias (centro ricerche inquinamento fisico chimico microbiologico ambienti alta sterilità) dell’Università di Ferrara, l’organismo che sta finanziando l’operazione con un costo di circa 11mila euro. Mazzacane ha messo in evidenza come il restauro verrà curato in maniera multidisciplinare, sentendo il parere dei vari esperti.
L’accordo per il restauro del dipinto è stato raggiunto da cinque enti: oltre al Cias di Unife, la parrocchia dell’Annunciazione di Santa Maria in Vado, il consorzio Futuro in Ricerca, il Comune di Ferrara e la Fondazione Ferrara Arte.
Insieme al recupero, il Cias condurrà attività di laboratorio finalizzate alla messa a punto di tecniche innovative di decontaminazione microbiologica di manufatti artistici. Il cantiere - come ha anche ricordato il parroco don Riccardo Petroni, elogiando la collegialità degli enti che intervengono nell’operazione - sarà ospitato proprio all’interno della basilica ed avrà anche dei tirocinanti del liceo Ariosto.
Come ha ricordato anche lo storico dell’arte e conservatore dei Musei civici di Arte Antica, Giovanni Sassu, quest’operazione di restauro diventa molto importante anche per valorizzare l’opera di uno dei più grandi artisti dei Seicento in grado con le sue opere di ispirare anche altri grandi della pittura del suo tempo. C’è chi dice anche che il Guercino vedendo le opere di Bononi a Santa Maria in Vado abbia pianto dall’emozione di trovarsi davanti a grandi capolavori.
L’accordo per il restauro del dipinto è stato raggiunto da cinque enti: oltre al Cias di Unife, la parrocchia dell’Annunciazione di Santa Maria in Vado, il consorzio Futuro in Ricerca, il Comune di Ferrara e la Fondazione Ferrara Arte.
Insieme al recupero, il Cias condurrà attività di laboratorio finalizzate alla messa a punto di tecniche innovative di decontaminazione microbiologica di manufatti artistici. Il cantiere - come ha anche ricordato il parroco don Riccardo Petroni, elogiando la collegialità degli enti che intervengono nell’operazione - sarà ospitato proprio all’interno della basilica ed avrà anche dei tirocinanti del liceo Ariosto.
Come ha ricordato anche lo storico dell’arte e conservatore dei Musei civici di Arte Antica, Giovanni Sassu, quest’operazione di restauro diventa molto importante anche per valorizzare l’opera di uno dei più grandi artisti dei Seicento in grado con le sue opere di ispirare anche altri grandi della pittura del suo tempo. C’è chi dice anche che il Guercino vedendo le opere di Bononi a Santa Maria in Vado abbia pianto dall’emozione di trovarsi davanti a grandi capolavori.
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