Amianto, Inps condannato Sì ai benefici contributivi
Riconosciuta l’esposizione per un lavoratore del Petrolchimico di Ferrara Altre cause in vista: l’Osservatorio chiede la mediazione del sindaco Tagliani
2 MINUTI DI LETTURA
È una sentenza destinata con ogni probabilità ad aprire la strada ad altri casi simili, perché riconosce a un lavoratore del Petrolchimico di Ferrara i benefici contributivi per esposizione ad amianto. Benefici che finora l’Inps aveva negato e si ostinava a negare, impugnando la sentenza del Tribunale di Ferrara che aveva dato ragione al lavoratore.
Ora, come annuncia l’Osservatorio Nazionale sull’Amianto (Ona), anche la Corte d’Appello di Bologna (sentenza 140/2017) ha ribadito lo stesso principio, condannando l’Inps a rivalutare la posizione contributiva del lavoratore, che nel frattempo è andato in pensione con i suoi contributi.
Ora la sentenza verrà posta in esecuzione ed è importante proprio perché non è l’unico caso che riguarda il Petrolchimico di Ferrara, negli stabilimenti in cui si è usato l’amianto e per cui sono state necessarie azioni giudiziarie. A innescare il contenzioso, il mancato riconoscimento da parte dell’Inps dell’esposizione qualificata da amianto per gli addetti del Polo Chimico. A questo si è opposto l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Ona e difensore del lavoratore, il quale aveva già ottenuto dal Tribunale di Ferrara la condanna dell’Inps a rivalutare la posizione contributiva del lavoratore, ora pensionato. L’Inps non si è data per vinta e ha impugnato la sentenza presso la Corte d’Appello di Bologna, Sezione Lavoro, che dopo un ulteriore approfondimento istruttorio ha confermato la condizione di rischio, per esposizione ad amianto, nel Petrolchimico di Ferrara e ha riconosciuto la natura qualificata dell’esposizione, oltre la soglia delle 100 fibre per litro, nella media delle otto ore lavorative, fino al 31 dicembre 1995.
Un importante precedente, dunque, che apre la strada ad altre azioni giudiziarie: l’Osservatorio Nazionale Amianto, proprio per assistere tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto, ha istituito l’Osservatorio Nazionale Amianto che fornisce assistenza, ma al tempo stesso ha già chiesto al sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani di valutare la possibilità di creare un tavolo interistituzionale con Inps e Inail per ottenere la deflazione del contenzioso, e l’applicazione della normativa in materia di riconoscimento di patologie absesto correlate. Queste ultime hanno provocato in Italia 6000 decessi, mentre si registrano 1.900 casi di mesotelioma, secondo i dati pubblicati da “I Numeri del Cancro in Italia 2016 di Aiom/Airtum”. Gli uomini che rischiano di sviluppare questa malattia sono 1 su 234, le donne 1 su 785, mentre sono 2.732 i pazienti a oggi in Italia con diagnosi di mesotelioma. Ci vorranno 1000 anni invece per rimuovere ogni traccia di amianto in Italia.(a.m.)
Ora, come annuncia l’Osservatorio Nazionale sull’Amianto (Ona), anche la Corte d’Appello di Bologna (sentenza 140/2017) ha ribadito lo stesso principio, condannando l’Inps a rivalutare la posizione contributiva del lavoratore, che nel frattempo è andato in pensione con i suoi contributi.
Ora la sentenza verrà posta in esecuzione ed è importante proprio perché non è l’unico caso che riguarda il Petrolchimico di Ferrara, negli stabilimenti in cui si è usato l’amianto e per cui sono state necessarie azioni giudiziarie. A innescare il contenzioso, il mancato riconoscimento da parte dell’Inps dell’esposizione qualificata da amianto per gli addetti del Polo Chimico. A questo si è opposto l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Ona e difensore del lavoratore, il quale aveva già ottenuto dal Tribunale di Ferrara la condanna dell’Inps a rivalutare la posizione contributiva del lavoratore, ora pensionato. L’Inps non si è data per vinta e ha impugnato la sentenza presso la Corte d’Appello di Bologna, Sezione Lavoro, che dopo un ulteriore approfondimento istruttorio ha confermato la condizione di rischio, per esposizione ad amianto, nel Petrolchimico di Ferrara e ha riconosciuto la natura qualificata dell’esposizione, oltre la soglia delle 100 fibre per litro, nella media delle otto ore lavorative, fino al 31 dicembre 1995.
Un importante precedente, dunque, che apre la strada ad altre azioni giudiziarie: l’Osservatorio Nazionale Amianto, proprio per assistere tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto, ha istituito l’Osservatorio Nazionale Amianto che fornisce assistenza, ma al tempo stesso ha già chiesto al sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani di valutare la possibilità di creare un tavolo interistituzionale con Inps e Inail per ottenere la deflazione del contenzioso, e l’applicazione della normativa in materia di riconoscimento di patologie absesto correlate. Queste ultime hanno provocato in Italia 6000 decessi, mentre si registrano 1.900 casi di mesotelioma, secondo i dati pubblicati da “I Numeri del Cancro in Italia 2016 di Aiom/Airtum”. Gli uomini che rischiano di sviluppare questa malattia sono 1 su 234, le donne 1 su 785, mentre sono 2.732 i pazienti a oggi in Italia con diagnosi di mesotelioma. Ci vorranno 1000 anni invece per rimuovere ogni traccia di amianto in Italia.(a.m.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
