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Dopo terremoto, il premier Gentiloni: "ricostruzione ormai in discesa"

di Samuele Govoni
Dopo terremoto, il premier Gentiloni: "ricostruzione ormai in discesa"

Cinque anni dopo la tragedia. A Crevalcore l’incontro con i sindaci: «Potete contare sul governo, saremo con voi in quest’ultima fase. Teniamo botta»

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CREVALCORE. «Potete contare sul fatto che attraverso i sindaci e attraverso la Regione il governo farà la sua parte. Non ignoriamo le difficoltà che ci sono in termini sia di strutture burocratiche sia di bilancio ma l’impegno che prendiamo è un impegno ad esservi vicini, ad assistervi e ad aiutarvi nell’ultima fase che deve riportare queste aree del Paese così ricche di cultura e di tradizione a essere, come sono sempre stare, uno dei nostri fiori all’occhiello, uno degli esempi positivi da esibire nel resto dell’Italia e nel mondo. Grazie per il vostro esempio e tanti auguri per le prossime fase della ricostruzione: saremo con voi». Sono le parole con cui il presidente del consiglio Paolo Gentiloni, ieri (martedì 9 maggio)  ha terminato il suo intervento all’auditorium di Crevalcore (nel Bolognese) davanti ai sindaci e alle autorità dei Comuni colpiti dal sisma del maggio 2012.

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La provincia di Ferrara era rappresentata dai sindaci Fabrizio Toselli (Cento), Daniele Garuti (Poggio Renatico), dal commissario straordinario di Terre del Reno, Adriana Sabato, dal vicesindaco di Ferrara, Mssimo Maisto e dall’assessore Alessandro Berselli di Vigarano Mainarda. La visita del premier nel Bolognese è stata l’occasione per (ri)fare il punto su quanto è stato fatto da cinque anni a questa parte e per focalizzare l’attenzione su quanto ancora c’è da fare. Non è stato un tavolo di lavoro, piuttosto un momento di confronto tra le varie autorità e il presidente in carica.


L’intervento di Gentiloni è stato anticipato da quello del presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, a sua volta preceduto dal sindaco di Crevalcore, Claudio Broglia. Nelle parole del primo cittadino crevalcorese erano racchiuse le voci e i pensieri, dei sindaci in platea che nelle sue affermazioni e nelle sue richieste hanno rivisto anni di lavoro. Anni in cui non ci si è fermati, in cui tutto è ruotato attorno a quei pochi ma interminabili secondi; anni in cui il motto «teniamo botta» è stato all’ordine del giorno. «Il terremoto - ha affermato Broglia - ci ha portato via i luoghi di aggregazione, ha distrutto teatri, cinema, reso inagibili le piazze e noi non sapevamo più dove incontrarci, dove riunirci, dove stare insieme. Questo auditorium (luogo designato per l’incontro tra Gentiloni e i sindaci del cratere, ndr) è stato realizzato grazie alle donazioni e alla collaborazione di tante persone che hanno voluto aiutarci, ridandoci così un luogo dove poter fare spettacoli, concerti; ci hanno dato un luogo per rincontrarci. Oggi - prosegue - a distanza di 5 anni, penso che il bicchiere sia più pieno che vuoto ma il lavoro non è finito e mi auguro che il governo ci accompagni in queste ultime fasi».


Solo gli applausi della platea interrompono la voce del sindaco che poi cede la parola a al presidente Bonaccini. «Raccomandare di fare meglio è sempre doveroso però ogni tanto dobbiamo saperci dire quando c’è qualcosa che funziona e qui credo che ci sia l’Italia che funziona e il merito - dice Bonaccini - credo vada condiviso con questa terra, tra chi ci abita e i suoi imprenditori». Non sono mancati i ringraziamenti alle forze dell’ordine, prefetto e questori, per aver fatto sì che «la legalità sia il pilastro su cui incidere questa ricostruzione».

In occasione del quinto anniversario dal sisma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, visiterà i luoghi dell’Emilia ferita e in quell’occasione, ha aggiunto Bonaccini, «si celebrerà la ricostruzione di tutte le scuole del territorio, segno che si è puntato sul nostro futuro, sui nostri figli e sui nostri nipoti. Quando sarà terminata - ha concluso il presidente della Regione -, sono sicuro che sarà ricordata come una ricostruzione esemplare». E la fase della ricostruzione, iniziata nell’autunno-inverno del 2012, appena pochi mesi dopo la fase dell’emergenza, può dirsi a metà. «In quel periodo col commissario straordinario Vasco Errani - ricorda Toselli, sindaco di Cento - si era detto che questa fase sarebbe durata tra i 7 e i 10 anni; siamo nei tempi e credo che se il governo ci sosterrà, riusciremo a rispettare le scadenze previste».


Il presidente del Consiglio si è anche soffermato sulla situazione del Centro Italia. «Da qui - ha affermato il Premier - dobbiamo mandare un messaggio di vicinanza ai concittadini dell’Italia centrale che sono stati colpiti da una tragedia non meno grave di quella che ha colpito queste terre cinque anni fa. Devono sentirci vicini. Anche in quei territori siamo sulla strada giusta per avere una ricostruzione all’altezza di quella che deve essere la civiltà di un grande Paese come l’Italia. Qui - ha concluso rivolgendosi ai presenti - avete dimostrato che è possibile, dobbiamo dimostrare che è possibile anche nelle altre parti del nostro Paese, teniamo botta».

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