Profughi, gara a Camelot Oggi ne arrivano altri 26
I progetti d’integrazione fino al 2019 alla coop assieme a Città del ragazzo L’aumento dei contributi per l’accoglienza fa impennare i ricavi dell’Asp
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Sarà ancora Camelot, coadiuvata per una categoria di beneficiati dalla Città del ragazzo, a gestire i progetti per l’integrazione dei richiedenti asilo in provincia per i prossimi tre anni. Sono stati infatti aggiudicati alla coop sociale tutti e tre i lotti nella quale il Comune aveva suddiviso il bando per i nuovi progetti Sprar, bandito un paio di mesi fa. Non c’erano alternative, in quanto le offerte targate Camelot erano le uniche pervenute in tempo utile, ma restava il passaggio dell’ammissione e della validazione dei progetti, che è avvenuto nei giorni scorsi: la stessa coop che gestirà i progetti fino al 31 dicembre 2019, peraltro, era titolare in continuità dello stesso servizio fino alla fine dell’anno scorso, e poi in proroga per i primi quattro mesi del 2017. Nel complesso il bando vale oltre 5 milioni di euro, suddivisi per tre annualità e in tre categorie di richiedenti asilo: posti ordinari, disagio mentale e minori non accompagnati. Per i primi due Camelot ha presentato un progetto autonomo, per 84 posti ordinari e 8 nel disagio mentale, mentre per i 36 minori ha messo in piedi una cordata con l’Istituto Don Calabria-Città del ragazzo.
I progetti di Camelot, vale la pena di ricordarlo, sono catalogati tra i migliori a livello nazionale da parte del ministero, in ogni caso su questo segmento particolarmente impegnativo dell’integrazione (non solo accoglienza d’emergenza, quindi), la coop ferrarese non ha mai avuto concorrenti in provincia.
Sono intanto ripresi gli sbarchi dei richiedenti asilo e di conseguenza gli smistamenti a livello territoriale, Ferrara compresa. Oggi, dopo una pausa piuttosto lunga corrispondente al maltempo delle scorse settimane, dovrebbero arrivare altri 26 richiedenti asilo, per i quali è comunque già pronta una collocazione in diverse strutture di accoglienza disperse per la provincia. La pausa ha consentito di alleggerire il carico sul sistema di accoglienza provinciale, che appariva vicino al collasso già all’inizio della primavera, tanto da indurre l’Asp a bandire una gara per un secondo hub per l’emergenza.
A proposito di Asp, nel bilancio consuntivo 2016 si apprezza l’effetto-profughi sui ricavi dell’azienda. In dodici mesi il valore della produzione è infatti salito da quasi 22 a oltre 24,6 milioni, con i costi che sono pure saliti ma in maniera meno che proporzionale, da 21,4 a poco meno di 24 milioni. «Il valore della produzione e i costi della produzione sono aumentati in relazione all’aumento del numero dei richiedenti asilo» si legge nella relazione al bilancio, nella quale si evidenzia come la differenza tra le due voci «sia migliorata grazie allo sforzo di razionalizzazione dei costi che è stato intrapreso dall’inizio del 2015», in particolare la ricollocazione dei minori in strutture meno costose. Si è passati così da -133.349 euro a +17.151 di risultato d’esercizio.
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I progetti di Camelot, vale la pena di ricordarlo, sono catalogati tra i migliori a livello nazionale da parte del ministero, in ogni caso su questo segmento particolarmente impegnativo dell’integrazione (non solo accoglienza d’emergenza, quindi), la coop ferrarese non ha mai avuto concorrenti in provincia.
Sono intanto ripresi gli sbarchi dei richiedenti asilo e di conseguenza gli smistamenti a livello territoriale, Ferrara compresa. Oggi, dopo una pausa piuttosto lunga corrispondente al maltempo delle scorse settimane, dovrebbero arrivare altri 26 richiedenti asilo, per i quali è comunque già pronta una collocazione in diverse strutture di accoglienza disperse per la provincia. La pausa ha consentito di alleggerire il carico sul sistema di accoglienza provinciale, che appariva vicino al collasso già all’inizio della primavera, tanto da indurre l’Asp a bandire una gara per un secondo hub per l’emergenza.
A proposito di Asp, nel bilancio consuntivo 2016 si apprezza l’effetto-profughi sui ricavi dell’azienda. In dodici mesi il valore della produzione è infatti salito da quasi 22 a oltre 24,6 milioni, con i costi che sono pure saliti ma in maniera meno che proporzionale, da 21,4 a poco meno di 24 milioni. «Il valore della produzione e i costi della produzione sono aumentati in relazione all’aumento del numero dei richiedenti asilo» si legge nella relazione al bilancio, nella quale si evidenzia come la differenza tra le due voci «sia migliorata grazie allo sforzo di razionalizzazione dei costi che è stato intrapreso dall’inizio del 2015», in particolare la ricollocazione dei minori in strutture meno costose. Si è passati così da -133.349 euro a +17.151 di risultato d’esercizio.
Stefano Ciervo
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