imprenditore nei guai dopo i controlli del noe
Rifiuti non smaltiti, denunciato
Nel cortile aziendale c’erano 400 tonnellate di scarti di cemento
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Aveva accumulato un quantitativo di 400 tonnellate di scarti di cemento all’interno del cortile aziendale e da più di un anno non aveva provveduto alla rimozione.
È scattata così la denuncia penale per il legale rappresentante di una società di Ferrara in seguito a un controllo da parte dei Noe il nucleo operativo ecologico di Bologna, articolazione periferica del Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente. I carabinieri specializzati in questo genere di indagine hanno proceduto – in ambito regionale – al controllo di aziende della filiera del cosiddetto ciclo del cemento.
L’attività ispettiva è stata, in particolare, incentrata su impianti di betonaggio o di produzione di conglomerati cementizi, per l’impiego nella realizzazione di opere pubbliche o di manutenzione delle medesime.
Al termine di una serie di accertamenti, in un’azienda che opera nella periferia di Ferrara è stata riscontrata l’irregolare gestione dei rifiuti derivanti dalle attività produttive. I carabinieri hanno così segnalato alla Procura di Ferrara, C.M., 49 anni legale rappresentante della società controllata e hanno provveduto al sequestro di parte del piazzale aziendale, ove era stato costituito il deposito irregolare individuato. Alla fine è stato calcolato che il cumulo di macerie oltre aver raggiunto il ragguardevole quantitativo di 400 tonnellate, non era stato smaltito da oltre un anno.
In sostanza dai registri di carico dell’azienda risultava che il materiale era in deposito dal marzo 2016 e nel controllo effettuato nei giorni scorsi era ancora in giacenza. L’irregolarità sta nel fatto che il materiale deve essere smaltito entro 3 mesi se si tratta di scarti pericoli, mentre il termine viene prorogata ad un anno in presenza di scarti non pericoli, come in questo caso.
Metà del piazzale dell’azienda è stato sequestrato per evitare che il reato venga portato a ulteriori conseguenze. In questo caso la sanzione penale può essere commutata con un rito alternativo di oblazione con il pagamento di una sanzione di 6.500 euro oltre alle spese per la rimozione del materiale. La norma dà 45 giorni di tempo ai responsabili dell’azienda per liberare il piazzale da tale scarti e solo dopo lo sgombero si procederà al dissequestro.
Questa azioni vengono fatte per garantire il rispetto delle norme ambientali e soprattutto il corretto sgombero dei rifiuti ingombranti.
I carabinieri del Noe sono impegnati alla vigilanza effettuando molti controlli in varie aziende in modo da garantire il rispetto delle norme ambientali.
È scattata così la denuncia penale per il legale rappresentante di una società di Ferrara in seguito a un controllo da parte dei Noe il nucleo operativo ecologico di Bologna, articolazione periferica del Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente. I carabinieri specializzati in questo genere di indagine hanno proceduto – in ambito regionale – al controllo di aziende della filiera del cosiddetto ciclo del cemento.
L’attività ispettiva è stata, in particolare, incentrata su impianti di betonaggio o di produzione di conglomerati cementizi, per l’impiego nella realizzazione di opere pubbliche o di manutenzione delle medesime.
Al termine di una serie di accertamenti, in un’azienda che opera nella periferia di Ferrara è stata riscontrata l’irregolare gestione dei rifiuti derivanti dalle attività produttive. I carabinieri hanno così segnalato alla Procura di Ferrara, C.M., 49 anni legale rappresentante della società controllata e hanno provveduto al sequestro di parte del piazzale aziendale, ove era stato costituito il deposito irregolare individuato. Alla fine è stato calcolato che il cumulo di macerie oltre aver raggiunto il ragguardevole quantitativo di 400 tonnellate, non era stato smaltito da oltre un anno.
In sostanza dai registri di carico dell’azienda risultava che il materiale era in deposito dal marzo 2016 e nel controllo effettuato nei giorni scorsi era ancora in giacenza. L’irregolarità sta nel fatto che il materiale deve essere smaltito entro 3 mesi se si tratta di scarti pericoli, mentre il termine viene prorogata ad un anno in presenza di scarti non pericoli, come in questo caso.
Metà del piazzale dell’azienda è stato sequestrato per evitare che il reato venga portato a ulteriori conseguenze. In questo caso la sanzione penale può essere commutata con un rito alternativo di oblazione con il pagamento di una sanzione di 6.500 euro oltre alle spese per la rimozione del materiale. La norma dà 45 giorni di tempo ai responsabili dell’azienda per liberare il piazzale da tale scarti e solo dopo lo sgombero si procederà al dissequestro.
Questa azioni vengono fatte per garantire il rispetto delle norme ambientali e soprattutto il corretto sgombero dei rifiuti ingombranti.
I carabinieri del Noe sono impegnati alla vigilanza effettuando molti controlli in varie aziende in modo da garantire il rispetto delle norme ambientali.
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