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Ferrara

«Col cambio di appalto  uno salario più magro» 

di Marcello Pulidori
«Col cambio di appalto  uno salario più magro» 

L’Adl Cobas denuncia condizioni peggiorative dopo l’arrivo della nuova coop Morghen (M5S): la mancanza di comunicazione ha aggravato la situazione

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Basta un cambio di appalto (avvenuto nel 2013, che apparentemente non avrebbe dovuto generare novità sostanziali) e per numerosi operai rischiano di cambiare anche le condizioni economiche. È quello che sta succedendo in questi giorni al petrolchimico di Ferrara nell’ambito di una vertenza che vede da una parte la cooperativa carrellisti “L’Unione (sede nel Mantovano) e la Versalis impianto presso cui gli 85 lavoratori sono attualmente impiegati. «I lavoratori interessati dall’appalto - si legge nel documento dell’Adl - sono stati assunti come soci lavoratori dalla cooperativa Unione la quale applica loro il Ccnl Trasporto merci spedizione logistica 2011-2012 avendo come riferimento la retribuzione di gennaio 2011 quindi più bassa - si legge ancora nella nota - rispetto a quella del contratto in vigore». Sta di fatto, come viene precisato nel comunicato dell’associazione, «che la presenza dello stato di crisi aziendale fino a dicembre 2017 di fatto blocca l’adeguamento della retribuzione». «Ci ritroviamo infatti di fronte - spiega ancora l’Adl - ad un sistema che tende ad aumentare sempre di più la precarietà me e la ricattabilità sui lavoratori, minacciati di perdere il lavoro nel momento del cambio appalto all’interno dei magazzini. Le rivendicazioni di aumento salariale sono una richiesta che scaturisce da una gara d'appalto vinta da parte delle cooperative su retribuzioni datate o non conforme al tipo di lavoro svolto, e ogni (legittima) richiesta di aggiornamento delle tariffe viene rifiutato, con la minaccia di perdita dell'appalto e di conseguenza l'insicurezza per gli operatori in cantiere della continuità di lavoro. Ma questa situazione - dice ancora l’Adl - non la troviamo solo all'interno degli appalti nel petrolchimico di Ferrara, ma è ripetuto in più aziende, vista la mancanza di clausole all'interno dei Ccnl e di protocolli specifici su questo sistema diventato strutturale». All’incontro ha preso parte anche Ilaria Morghen consigliere comunale Cinque-stelle che poi assieme al deputato collega di partito Vittorio Ferraresi ha firmato un lungo documento in cui auspica un dialogo tra le parti.
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