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In arrivo mille profughi: Ferrara prepara il piano

di Marcello Pulidori
In arrivo mille profughi: Ferrara prepara il piano

Servono nuove strutture per il fabbisogno da mettere in preventivo nel 2017. Lagosanto, Mesola e Voghiera: ecco perché non ospitiamo. Goro non risponde

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FERRARA. È come una cascata. Italia, Emilia-Romagna, Ferrara. Si torna a parlare di profughi. Duecentomila migranti che secondo i calcoli attributi da Repubblica al Viminale sono in arrivo a livello nazionale nel 2017: 14mila circa saranno destinati alla nostra regione, il 7% di questi arriverà a Ferrara e provincia. Vuol dire che, unità in più unità in meno, il Ferrarese si prepara a ospitare poco più di mille profughi. La macchina dell’accoglienza è chiamata quasi a fare gli straordinari.

«Oggi i sindaci stanno facendo la loro parte - è intervenuta ieri (10 maggio)  l’Anci, l’associazione che raggruppa i Comuni italiani - , non più migranti catapultati d’imperio dai prefetti ma una distribuzione concordata con i sindaci». Insomma, tutto pur di evitare imposizioni dall’alto tanto antipatiche quanto scarsamente utili e funzionali. La ripartizione dei richiedenti asilo su base territoriale usa come parametro il numero degli abitanti: ecco perché Ferrara, conti alla mano, ha il 7% del totale regionale. «Non c’è dubbio -spiega l’assessore comunale Chiara Sapigni - che ci sia sempre bisogno di nuove accoglienze, e con le attuali strutture faremo fatica a soddisfare le nuove esigenze». Si ripropone dunque il tema di un’accoglienza che (giustamente) sia la più paritaria possibile, ma occorre tenere conto che, ad esempio, vi sono 4 Comuni che non hanno accolto nessun profugo (Mesola, Lagosanto, Voghiera e Goro), assieme ad altri municipi che sono, in qualche modo, sotto quota (vale a dire che ne stanno ospitando meno di quanti potrebbero). È il caso di Comacchio, Cento e Bondeno.

«Non abbiamo strutture comunali che possano ospitare migranti - ci risponde Maria Teresa Romanini sindaca di Lagosanto - e neppure c’è stata, finora, la disponibilità offerta da privati. Dunque, la nostra situazione è questa. Noto che da Vaccolino, durante la giornata, molti migranti vengono nel nostro territorio comunale ma credo sia un modo per trascorrere la stessa giornata». Diego Viviani, sindaco di Goro, ieri era irraggiungibile; mesi fa, ai tempi del caso Gorino, aveva assunto l’impegno a ospitare migranti. Chi ha un quadro molto chiaro, come è suo stile, della situazione è Chiara Cavicchi sindaca di Voghiera: «Da parte nostra - spiega - non c’è alcuna preclusione preconcetta, si tratta di disponibilità di strutture. Da noi ci sono le scuole medie ma è una struttura chiusa da 20 anni: può servire come casa per delle persone? - si chiede la Cavicchi - . Il privato? A oggi non abbiamo avuto come Comune nessuna proposta/disponibilità di immobili da destinare all’accoglienza di migranti. Nel momento in cui dovessimo avere disponibilità in questo senso, certo informeremo chi di dovere».

Infine, il sindaco di Mesola, Gianni Padovani: «Migranti? Non ci sono strutture disponibili. Qui abbiamo un ostello (si trova a Santa Giustina, ndr), che è pubblico, ma utilizzarlo per altri scopi diversi dal suo vorrebbe dire snaturarlo e fare un grosso danno al turismo. Non mi pare la scelta migliore. Peraltro - dice ancora Padovani - è un ostello che funziona molto bene. E di privati con case disponibili non ne vedo». Si viene poi a sapere sempre dal primo cittadino che ad Ariano Ferrarese (frazione di Mesola) si era fatto avanti tempo addietro un privato disposto a mettere a disposizione un proprio appartamento. «Ma qui - conclude Padovani - entriamo in un ambito di trattative private e dunque io non c’entro più nulla».
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