i dati dell’osservatorio del commercio
Quasi 200 negozi spariti in 5 anni
Ferrara falcidiata ma è andata peggio in altre quattro province
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Quasi 200 negozi spariti in cinque anni. E’ il bilancio della crisi economica, con il suo portato in termini di chiusure, che emerge da alcuni dati diffusi dalla Confesercenti regionale, sulla base di uno studio dell’Osservatorio nazionale del commercio. In provincia di Ferrara, dal 2011 al 2016, gli esercizi commerciali al dettaglio in sede fissa, senza distinzioni in merito all’ampiezza delle strutture, sono diminuite da 4.170 a 3.973. Un -4,7% pesante ma che non è il risultato più doloroso in Emilia Romagna: fanno peggio Piacenza, Parma, Ravenna e Reggio, mentre la meno falcidiata è Bologna (-0,4%). Nello stesso arco di tempo nel Ferrarese sono aumentati, anche se di poco, gli esercizi del commercio ambulante: da 761 a 770, una variazione dovuta soprattutto all’abbigliamento, ai tessuti e alle calzature (+20), invece soffre il settore alimentare (-17). Globalmente il saldo positivo della nostra provincia è l’unico in regione, dove gli ambulanti sono scesi di 502 unità. Intanto c’è stato un cambio ai vertici della Confesercenti Emilia Romagna: Dario Domenichini succede a Roberto Manzoni alla carica di presidente, dopo l’Assemblea elettiva di martedì scorso a Bologna. Domenichini sale al vertice in una fase in cui i principali indicatori dell’economia regionale volgono al miglioramento ma vi sono ancora difficoltà importanti nel settore del commercio, in particolare nell’ambito delle piccole e medie imprese (con un saldo negativo di 1.943 imprese nel solo commercio al dettaglio tra il 2011 e il 2016) e con un trend delle vendite che dopo aver registrato una piccola ripresa nel 2015 sono tornate in terreno negativo nel 2016 (-0,4%). Più favorevole invece si presenta la situazione nell’ambito del settore turismo. «E’ necessario – ha commentato il neopresidente - agire concretamente con politiche incisive e una rinnovata capacità di cogliere le esigenze delle imprese, soprattutto di quelle piccole e medie. Chiediamo al Governo misure per favorire la crescita, abbassare la pressione fiscale e combattere con più forza ogni tipo di illegalità, e alla Regione di modificare il progetto di legge sull’urbanistica».
Fabio Terminali
Fabio Terminali
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