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Sconfiggere l’Is in punto di diritto  

Sconfiggere l’Is in punto di diritto  

Ieri la tavola rotonda alla presenza di oltre 30 consiglieri giuridici di Paesi della coalizione

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Una tavola rotonda all’Università di Ferrara per parlare di diritto internazionale nella lotta a Daesch con accademici e consiglieri militari di oltre venti Stati. È quanto è stato realizzato ieri alla facoltà di giurisprudenza, nell’ambito del corso “Diritti umani e diritto umanitario nei conflitti armati”, iniziato lo scorso 8 maggio, in collaborazione tra l’Università di Ferrara e il Comando Operazioni Aeree (Coa) di Poggio Renatico. Ieri, all’evento hanno preso parte docenti universitari di profilo internazionale, consiglieri legali militari provenisti da oltre venti Paesi impegnati nella coalizione nel contrastare il Daesh in Iraq e in Siria. Il termine Daesh (acronimo arabo equivalente a Is) delinea meglio dal punto di vista lessicale e sostanziale i miliziani jihadisti in Iraq e Siria. Il corso è tenuto da Francesco Salerno, ordinario di diritto internazionale presso l’Ateneo estense e introduce alle tematiche riguardanti i diritti umanitari in situazioni di conflitti internazionali, per questo è aperto anche al personale militare e civile del ministero della difesa. Come spigato dal professor Salerno, ieri circa 30 consiglieri giuridici di Paesi alleati della coalizione, formata da 70 Stati tra cui l’Italia, hanno partecipato alla tavola rotonda. Ma chi sono e cosa fanno i consiglieri giuridici? «Il consigliere giuridico delle forze armate coadiuva nella pianificazione delle azioni militari - afferma il docente - per esempio spiegando che se si deve colpire un obiettivo ci possono essere determinati effetti collaterali».
L’obiettivo della conferenza di ieri, è stato proprio «quello di stabilire i paletti giuridici entro cui eseguire l’azione militare. Si insegna ai consiglieri quali sono questi paletti». Sono figure di grande rilievo.
Attualmente 1.500 sono i militari impegnati in Libia e circa 700 quelli impegnati nella difesa della diga di Mossul.
Veronica Capucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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