Addio Siberiana, per il Consiglio di Stato è no
Il titolare dopo 35 anni nel chiosco di viale IV Novembre: "Ora aspettiamo la lettera della Soprintendenza e l'ordine di demolizione, poi vedremo. Ma non so se proseguiremo l'attività". L'assessore Serra: "Noi potremo presentare soluzioni alternative, ma spetterà agli esercenti se accogliere o no una delle nostre proposte"
FERRARA. Il Consiglio di Stato ha detto no e per la Siberiana, il chiosco che da oltre 30 anni accoglie giovani e meno giovani, famiglie e comitive di amici all'ombra delle Mura di viale IV novembre, quel no suona come un colpo di grazia. L'organo amministrativo, di ultima istanza, mette infatti una pietra tombale sulla contesa che per 20 anni ha contrapposto davanti al giudice il titolare dell'attività, Francesco Malacarne, ferrarese, 65 anni, al cui fianco lavora la moglie, Gabriella Guidetti, di 63, e il ministero dei Beni culturali. L'area è vincolata e il ministero ha imposto lo spostamento contro il quale Malacarne, assistito dall'avvocato Cataldo Mascoli, ha presentato ricorso. Il Tar ha respinto l'istanza e il Consiglio di Stato ha confermato il pronunciamento della giustizia amministrativa.
"Nel 1980 il chiosco si trovava già sulle Mura - ricorda Malacarne - Nel 1982 abbiamo avuto la concessione dal Comune per trasferirci nella sede attuale e contro quell'atto si è espresso lo Stato. Ora non so se proseguiremo l'attività, a questo punto attendiamo la lettera della Soprintendenza e l'ordine di demolizione. Il Comune però nel suo regolamento ha previsto di affrontare una situazione come questa mettendo sul tavolo una soluzione alternativa. Vedremo cosa ci diranno, ma non so se l'attività potrà proseguire".
Malacarne interviene anche in una polemica attuale, sollevata da altri residenti. "Di fatto, con la scomparsa della Siberiana, si elimina un altro presidio in un quartiere della città che sta soffrendo da molto tempo per la presenza di spacciatori e malintenzionati che occupano i giardini. Un'area che è anche vietata ai proprietari di cani perché è interdetta allo sgambamento degli animali - argomenta il commerciante - è chiaro che questo luogo resterà sempre più nelle mani di persone che non fanno il bene della città e dei suoi abitanti. Il Comune, c'è scritto nella sentenza, non avrebbe dovuto concedere l'autorizzazione e dopo 35 anni ci troviamo a questo punto".
I tempi della chiusura e dell'eventuale trasloco (se si farà) dipendono "dalle comunicazioni della Soprintendenza e dalle eventuali scelte del Comune - precisa Mascoli - Al momento non c'è un finale certo per questa vicenda e sul fatto che in futuro "La Siberiana" potrà continuare ad esistere anche se in un'altra zona della città. Non è stato possibile, nonostante tutti i documenti e le autorizzazioni prodotte, contrapporsi al vincolo delle Belle Arti".
L'assessore al Commercio, Roberto Serra, conferma che "anche il Comune attende una comunicazione della Soprintendenza, fino ad allora il chiosco resterà lì. Se sarà ordinata la demolizione, secondo quanto è stabilito dal regolamento comunale l'amministrazione presenterà alcune proposte per il trasferimento del chiosco in altri spazi della città, compatibili con le caratteristiche dell'attività commerciale. Noi comunque non ci tireremo indietro, spetterà all'esercente poi decidere cosa fare anche sulla base delle proposte che formuleremo".
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