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Assistenza domiciliare top grazie alla cybermedicina 

Assistenza domiciliare top grazie alla cybermedicina 

Automazione, strumenti di controllo a distanza, banca dati in rete Tutto questo nel convegno Sanità 4.0 domani alla Sala della Musica

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«La sanità ferrarese è orientata a promuovere sul nostro territorio, e in particolare nell’assistenza domiciliare, l’automazione e un’utile banca dati, attraverso l’uso di tutti quegli strumenti che oggi abbiamo a disposizione, dal cellulare, allo smarphone, fino ai defibrillatori, pace maker e quei dispositivi elettromedicali impiantati in aritmologia».
Lo ha annunciato ieri Mauro Marabini direttore sanitario Asl Ferrara presentando il corso “Sanità 4.0: Automazione e banche dati” che si terrà domani dalle ore 9 nella Sala della Musica in via Boccalone 19.
«Abbiamo alcune eccellenze nelle nostre Università – ha proseguito – che vanno verso filoni di ricerca che noi vorremmo orientare appunto all’assistenza domiciliare, facendo sistema e attivandoli concretamente». Ne deriverebbe un grande vantaggio per i pazienti e per la rete dei medici di base, come sostiene anche il professor Paolo Zamboni che sabato sarà uno dei relatori con il tema: “Dallo spazio ai bisogni quotidiani: il possibile contributo della telematica“. «Abbiamo già diversi esempi a disposizione – ha anticipato- come un tablet che controlla la frequenza cardiaca o l’uso appropriato di farmaci anticoagulanti, che spero di far utilizzare in sei o sette reparti ospedalieri; oppure quello strumento che l’astronauta Cristoforetti aveva per poter controllare la sua funzione cardiovascolare. Facciamo ricerca, sì, ma importante è uscire dal laboratorio e applicarla alle persone».
L’integrazione fra la medicina tradizionale e quella informatica ha un grande alleato nel direttore Cardiologie dell’Asl Ferrara, Biagio Sassone, che ha riferito alcune cifre fondamentali: 15 milioni di anziani con scompenso cardiaco, di cui il 5 – 10% candidati al defibrillatore; 24 mila già con defibrillatori impiantati sottocutanei, di cui 60-70 mila con pace maker; strumenti essenziali che hanno ridotto molto la mortalità e migliorato le condizioni di vita, senza contare l’impatto sociale valutabile a un risparmio del 25%. Un quadro di riferimento di queste tecnologie lo fornirà infine l’ingegner Giampietro Pirini, illustrando la quantità di dati che questi dispositivi sono in grado di fornire.
Margherita Goberti

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