Una nonna super e sempre in sella. Era stata in farmacia
Il ricordo del nipote Simone sul luogo dell’incidente stradale. Quando è stata travolta stava pedalando verso casa
FERRARA. Scuote la testa pensieroso e non riesce ancora a capire l’esatta dinamica dell’incidente che è costato la vita a sua nonna Giuseppina.
Ieri mattina poco dopo le 9, Simone Zecca, nipote della vittima, si trovava sul punto esatto dell’incidente all’incrocio tra via Borgo Punta e via del Biancospino. Ci sono ancora le tracce di sangue a terra e i segni del gesso scritti sull’asfalto dalla polizia stradale che ha effettuato i rilievi. Non sa ancora che l’investitore della nonna è stato identificato e denunciato dalla polizia, la notizia arriverà solo un paio d’ore dopo, ma nelle sue parole c’è la convinzione che Giuseppina Bergonzoni non sia caduta da sola, ma che ci sia stato l’impatto con un’auto che l’ha fatta cadere.
«Ancora non conosciamo bene la dinamica dell’incidente di mercoledì pomeriggio - racconta il nipote Simone - ho parlato con la Polizia Stradale, che mi hanno aggiornato sulle indagini, purtroppo il decesso della nonna è avvenuto nella nottata, ma le sue condizioni sono apparse da subito gravissime. Aveva riportato infatti un gravissimo trauma cranico e uno toracico ed è morta probabilmente per un’emorragia interna. Se fosse sopravvissuta, mi hanno spiegato i medici che l’avevano in cura, la sua attività sarebbe per sempre rimasta molto compromessa visti i gravi danni cerebrali riportati nell’incidente».
Simone Zecca racconta poi di questa nonna, che andava sempre in bicicletta alla faccia dell’età - l’11 agosto avrebbe compiuto 94 anni - e con una tempra di ferro.
«A piedi nonna Giuseppina faceva fatica a spostarsi - spiega - ma in bicicletta riusciva ad andare dappertutto. E spesso e volentieri aiutava mia mamma nelle commissioni. Hanno due appartamenti affiancati nello stesso piano in via del Germoglio e andava molte volte anche per lei a fare la spesa al Cadoro, o a comprare quello che serviva. Probabilmente al momento dell’incidente stava tornando a casa dopo essere andata in farmacia, suppongo quella di via Porta Mare. Era fatta così, non riuscivi a tenerla ferma e lei spesso andava anche per necessità visto anche che la salute glielo permetteva».
«Ancora non sappiamo la data delle esequie - continua il nipote - visto l’incidente, hanno bloccato tutto mi hanno riferito dalle onoranze funebri, in attesa del nulla osta dell’autorità giudiziaria».
Giuseppina Bergonzoni, andava quasi ogni giorno in bicicletta al cimitero di Quacchio, a portare un fiore, un ricordo e una preghiera al figlio Giancarlo, papà di Simone, morto nel 2008. Una perdita che l’ha molto provata, un altro lutto pesantissimo, dopo che era diventata vedova molto presto nel 1978. Un dolore mitigato con la nascita nel 2011 del nipotino Luigi, che alla bisnonna Giuseppina ha davvero cambiato la vita, riempiendola nuovamente di gioia e di tanto entusiasmo. La donna era originaria di Ripapersico. Ha continuato ad abitare nel portuense anche dopo la morte del marito fino al 1993, quando si è trasferita a Ferrara, in un appartamento in un palazzo in via del Germoglio, vicino a quello del figlio e della nuora Angela Beccati.
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