Busta paga in ritardo Alcuni dipendenti criticano il sindacato
Ostellato, la Fp Cgil torna alla carica contro la Quisisana Avviata una raccolta firme interna per difendere l’azienda
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OSTELLATO. Nuova puntata nella diatriba a distanza tra sindacato e azienda relativamente a ritardi nelle retribuzioni lamentati dalla Fp Cgil di Ferrara in relazione alle strutture “Quisisana” di Ostellato e “Don Minzoni” di Argenta. Dopo una prima segnalazione da parte del sindacato, è arrivata la risposta per vie legali da parte dell’azienda.
Ma la Fp Cgil è tornata alla carica, «costretta a ricordare il testo del Contratto nazionale del lavoro (Ccnl) che hanno sottoscritto e che attualmente applicano. Onestà intellettuale impone di partire dal testo degli articoli contrattuali relativi al pagamento delle mensilità ed alla malattia. L'articolo 84 del Ccnl Coop Sociali testualmente recita “La retribuzione deve essere corrisposta alla lavoratrice e al lavoratore in una data stabilita non oltre il 20º giorno successivo alla fine di ciascun mese... Qualsiasi reclamo sulla rispondenza della somma pagata con quella indicata nella busta paga deve essere fatto all'atto del pagamento”. Ora, appare evidente come lo stipendio vada pagato entro il 20º giorno successivo alla fine del mese di lavoro... A questo articolo non possono andare in deroga neanche contratti individuali, regolamenti o statuti».
Altro tema di contrasto la malattia sul lavoro: «i datori di lavoro affermano pubblicamente che “il contratto nazionale collettivo di lavoro esclude specificamente che debbano essere pagati i primi tre giorni da parte del datore di lavoro”.... Da nessuna parte è specificata la non integrazione da parte del datore di lavoro dell’indennità di malattia per i primi tre giorni di assenza. Ed infatti, tutte le cooperative operanti nella provincia di Ferrara pagano i primi tre giorni di malattia. Ad eccezione di “Sollievo” e di “Public Sollievo”. Il contratto provinciale integrativo sottoscritto nell’aprile 2017 altro non fa che ribadire quanto già dichiarato nel Ccnl... Pubblicamente invitiamo tutti i rappresentanti della politica locale ad un incontro in Cgil per mercoledì 17 maggio, nel quale cercare assieme soluzioni condivise per tutelare i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici che operano in provincia di Ferrara».
In rappresentanza di una parte dei circa 80 dipendenti è intervenuta Gina Guberti: «Appena letto la prima comunicazione - spiega -, molti di noi si sono meravigliati delle accuse nei confronti dell’azienda. Immediatamente abbiamo attivato una raccolta firme, raccogliendone oltre venti in una sola delle strutture ed in un solo turno di lavoro, perché le accuse lanciate non sono vere. Non vogliamo certo metterci dalla parte dell’azienda per interessi personali anzi, molte delle persone che hanno firmato fanno parte del sindacato. Ma in tanti anni di lavoro per questa azienda non ci sono stati gravi episodi di ritardi nell’addebitamento dello stipendio o difficoltà nel pagamento dei primi giorni di malattia. Ma la cosa che ci ha infastidito di più è che il sindacato abbia inviato quella comunicazione senza prima interpellare tutti i dipendenti. Siamo rimasti veramente sorpresi nel leggere quelle frasi sui quotidiani, riteniamo sarebbe stato giusto prima informare tutti i dipendenti poi, qualora fosse confermata la negligenza dell’azienda, si doveva svolgere un’assemblea».
Davide Bonesi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Ma la Fp Cgil è tornata alla carica, «costretta a ricordare il testo del Contratto nazionale del lavoro (Ccnl) che hanno sottoscritto e che attualmente applicano. Onestà intellettuale impone di partire dal testo degli articoli contrattuali relativi al pagamento delle mensilità ed alla malattia. L'articolo 84 del Ccnl Coop Sociali testualmente recita “La retribuzione deve essere corrisposta alla lavoratrice e al lavoratore in una data stabilita non oltre il 20º giorno successivo alla fine di ciascun mese... Qualsiasi reclamo sulla rispondenza della somma pagata con quella indicata nella busta paga deve essere fatto all'atto del pagamento”. Ora, appare evidente come lo stipendio vada pagato entro il 20º giorno successivo alla fine del mese di lavoro... A questo articolo non possono andare in deroga neanche contratti individuali, regolamenti o statuti».
Altro tema di contrasto la malattia sul lavoro: «i datori di lavoro affermano pubblicamente che “il contratto nazionale collettivo di lavoro esclude specificamente che debbano essere pagati i primi tre giorni da parte del datore di lavoro”.... Da nessuna parte è specificata la non integrazione da parte del datore di lavoro dell’indennità di malattia per i primi tre giorni di assenza. Ed infatti, tutte le cooperative operanti nella provincia di Ferrara pagano i primi tre giorni di malattia. Ad eccezione di “Sollievo” e di “Public Sollievo”. Il contratto provinciale integrativo sottoscritto nell’aprile 2017 altro non fa che ribadire quanto già dichiarato nel Ccnl... Pubblicamente invitiamo tutti i rappresentanti della politica locale ad un incontro in Cgil per mercoledì 17 maggio, nel quale cercare assieme soluzioni condivise per tutelare i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici che operano in provincia di Ferrara».
In rappresentanza di una parte dei circa 80 dipendenti è intervenuta Gina Guberti: «Appena letto la prima comunicazione - spiega -, molti di noi si sono meravigliati delle accuse nei confronti dell’azienda. Immediatamente abbiamo attivato una raccolta firme, raccogliendone oltre venti in una sola delle strutture ed in un solo turno di lavoro, perché le accuse lanciate non sono vere. Non vogliamo certo metterci dalla parte dell’azienda per interessi personali anzi, molte delle persone che hanno firmato fanno parte del sindacato. Ma in tanti anni di lavoro per questa azienda non ci sono stati gravi episodi di ritardi nell’addebitamento dello stipendio o difficoltà nel pagamento dei primi giorni di malattia. Ma la cosa che ci ha infastidito di più è che il sindacato abbia inviato quella comunicazione senza prima interpellare tutti i dipendenti. Siamo rimasti veramente sorpresi nel leggere quelle frasi sui quotidiani, riteniamo sarebbe stato giusto prima informare tutti i dipendenti poi, qualora fosse confermata la negligenza dell’azienda, si doveva svolgere un’assemblea».
Davide Bonesi
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