«È scappato per la paura di perdere il lavoro»
Il legale del giovane autista pirata accusato di omicidio stradale: «È dispiaciuto» Gli atti dopo la tragedia di Giuseppina Bergonzini: perizia su incidente e autopsia
FERRARA. Prima l’autopsia - atto dovuto - sul corpo di Giuseppina Bergonzoni, l’anziana di 94 anni morta in seguito all’incidente stradale causato da un ragazzo di 25 anni, poi scappato e quindi fermato e denunciato per omicidio stradale.
Poi la perizia cinematica sulle dinamiche dell’incidente, per stabilire chi ha fatto cosa - furgoncino e bicicletta coinvolti nell’incidente mortale - ed eventuali responsabilità. Atti tecnici obbligati che la procura cittadina farà eseguire nei prossimi giorni sulla tragedia di Borgopunta, avvenuta mercoledì scorso all’incrocio tra via Borgopunta e le vie Favero e Biancospino.
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Una tragedia che l’avvocato Denis Lovison, legale del ragazzo 25enne, autista di un corriere privato e studente di economia in città, sta seguendo: «L’errore che ha fatto è stato quello di non attendere l arrivo del 118 e delle forze dell ordine». Invece, sono stati proprio agenti di Polstrada e Polizia a intercettarlo nei pressi dell’Ipercop Le Mura e a fermarlo. Una sorta di aggravante per lui, quantomeno morale. Ma perché si è allontanato? «Ha avuto paura - spiega il legale - Era stato assunto da 10 giorni (autista in un corriere trasporti privato) e temeva di perdere il lavoro che svolge, studiando al tempo stesso, visto che è iscritto a Economia qui a Ferrara». E lo dice, il legale, senza giustificare il comportamento del ragazzo, automobilista pirata, scappato senza premurarsi di chiamare i soccorsi, pur vedendo la donna a terra.
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«Lui ha spiegato di essere andato avanti, esser poi tornato indietro e aver visto che la anziana era ancora viva. Visto che altri avevano chiamato il 118, non lo ha fatto e preso dal panico, si è allontanato». Comportamento che non può avere attenuanti. Ma occorre bilanciarlo con lo stato del ragazzo che non ha mai avuto guai, in Italia da una decina di anni, vive con la madre e lavora e studia. E adesso? Adesso il ragazzo indagato per omicidio stradale con l’aggravante di fuga e omissione soccorso, dovrà sottoporsi al processo; la procura lo ha denunciato (è libero) ma potrebbe adottare anche provvedimenti cautelari. L’arresto - a scanso di equivoci - in questo caso non era possibile, non ammesso per procedura: occorre vi sia la flagranza e soprattutto comportamenti gravi quali guida da ubriachi o sotto effetti di droghe oppure senza patente e altre gravi situazioni. Ora però per lui la procura potrebbe anche valutare un provvedimento cautelare, come obbligo di firma o di dimora, per dare una risposta ad un fatto grave, alla tragedia di cui pur dicendosi dispiaciuto è responsabile e subirà un processo.
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