Il dna di Igor era già conosciuto
Era stato trovato nel 2016 sul luogo di un furto a San Biagio d’Argenta, ora è finito negli atti dell’omicidio Fabbri
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Il Dna di Igor/Norbert era già nella banca dati degli inquirenti dal 10 gennaio 2016, come “ignoto”: dopo che i carabinieri lo repertarono in un furto a San Biagio d’Argenta. E’ la conferma che il killer oggi in fuga (ormai da 35 giorni) era l’autore della raffica di furti registrati nella zona e che avevano esasperato i cittadini e macchiato le pagine delle nostre cronache: una raffica senza precedenti che porta, con una ipotesi molto fondata, a sostenere che Igor abitava tra San Biagio e Consandolo, dove oggi lo stanno cercando.
Rubava bottiglie di vino, liquori, salumi, alimentari, e non solo: tutto ciò che trovava. Scardinando porte, visto che i testimoni ascoltati allora dalla Nuova Ferrara parlavano di un energumeno scatenato. Oggi diventato un killer spietato. Il dna isolato a San Biagio d’Argenta è saltato fuori ora dagli atti giudiziari di Bologna, con cui il gip Letizio Magliaro ha emesso l’ordinanza di custodia per l’omcidio di Budrio di Davide Fabbri, che sarà ovviamente notificata al killer quando sarà catturato. Il quando purtroppo è ancora molto dilatato nel tempo: perchè per lui, Igor Vaclavic/ Norbert Feher , scrive il pm Marco Forte, citato nell’atto dallo stesso giudice Magliaro, la fuga «è una sfida alle forze dell'ordine». Una fuga-sfida che continua, in una «rocambolesca 'caccia all'uomo» che ha comportato l’impiego di una task force di un migliaio di uomini che non lo trovano. Ma chi è Igor/Norbert per i giudici? «Un individuo di assoluta spregiudicatezza disposto a voler ingaggiare una vera e propria sfida con le forze dell'ordine e una lucida e criminale determinazione». Una figura «alimentata - scrivono i magistrati - anche dai mezzi di informazione nel “romanzare”, quando non “inventare” le notizie, che ne hanno trasformato la figura da mero violento criminale in soggetto dotato di capacità sovrumane». Notizie inventate non certo dalla Nuova Ferrara, visto che giornale e giornalisti sono finiti sotto inchiesta (e interrogati, avvalendosi del segreto professionale) per fuga di notizie, vere. Dall’atto giudiziario si ha anche una conferma importante: Valerio Verri e Davide Fabbri, le due vittime di Igor/Nobert, sono state uccise con la stessa pistola (analisi balistiche sui bossoli lo dimostrano), mentre resta una ipotesi - senza prove nè riscontri - che la pistola usata, pur simile e compatibile, sia quella rubata alla guardia giurata a Consandolo, il 30 marzo, giorno prima dell’omicidio di Budrio. Un fatto da cui è cominciato tutto, la lunga caccia senza esito - nè romanzata o inventata - ad un killer spietato che doveva esser fermato prima. Non dai giornalisti.
Daniele Predieri
Rubava bottiglie di vino, liquori, salumi, alimentari, e non solo: tutto ciò che trovava. Scardinando porte, visto che i testimoni ascoltati allora dalla Nuova Ferrara parlavano di un energumeno scatenato. Oggi diventato un killer spietato. Il dna isolato a San Biagio d’Argenta è saltato fuori ora dagli atti giudiziari di Bologna, con cui il gip Letizio Magliaro ha emesso l’ordinanza di custodia per l’omcidio di Budrio di Davide Fabbri, che sarà ovviamente notificata al killer quando sarà catturato. Il quando purtroppo è ancora molto dilatato nel tempo: perchè per lui, Igor Vaclavic/ Norbert Feher , scrive il pm Marco Forte, citato nell’atto dallo stesso giudice Magliaro, la fuga «è una sfida alle forze dell'ordine». Una fuga-sfida che continua, in una «rocambolesca 'caccia all'uomo» che ha comportato l’impiego di una task force di un migliaio di uomini che non lo trovano. Ma chi è Igor/Norbert per i giudici? «Un individuo di assoluta spregiudicatezza disposto a voler ingaggiare una vera e propria sfida con le forze dell'ordine e una lucida e criminale determinazione». Una figura «alimentata - scrivono i magistrati - anche dai mezzi di informazione nel “romanzare”, quando non “inventare” le notizie, che ne hanno trasformato la figura da mero violento criminale in soggetto dotato di capacità sovrumane». Notizie inventate non certo dalla Nuova Ferrara, visto che giornale e giornalisti sono finiti sotto inchiesta (e interrogati, avvalendosi del segreto professionale) per fuga di notizie, vere. Dall’atto giudiziario si ha anche una conferma importante: Valerio Verri e Davide Fabbri, le due vittime di Igor/Nobert, sono state uccise con la stessa pistola (analisi balistiche sui bossoli lo dimostrano), mentre resta una ipotesi - senza prove nè riscontri - che la pistola usata, pur simile e compatibile, sia quella rubata alla guardia giurata a Consandolo, il 30 marzo, giorno prima dell’omicidio di Budrio. Un fatto da cui è cominciato tutto, la lunga caccia senza esito - nè romanzata o inventata - ad un killer spietato che doveva esser fermato prima. Non dai giornalisti.
Daniele Predieri
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