«La più bella sconfitta della mia vita»
Mister Leonardo Semplici è al settimo cielo «La chiave è l’aspetto morale dei giocatori»
TERNI. Il suo nome e il suo cognome erano già entrati nella storia della Spal il 23 aprile 2016. Ma adesso è giunta l’ora di tatuarsi simbolicamente un’altra data nel cuore per mister Leonardo Semplici: quella del 13 maggio 2017. Sì, perché il condottiero biancazzurro, dopo un’impensabile cavalcata, ha portato in Serie A una piazza che da ben 49 anni sognava di risalire su un palcoscenico che definire meravigliosamente bello sarebbe riduttivo. Al triplice fischio del signor Manganiello, l’allenatore fiorentino è letteralmente impazzito di gioia abbracciando in primis i suoi collaboratori e, via via, tutti gli altri, fino a condividere la propria emozione con i tifosi estensi giunti a Terni.
Queste le sue dichiarazioni, piene di soddisfazione, entusiasmo e commozione: «La sensazione che sto provando è veramente straordinaria. È tutto bellissimo, sopratutto se pensiamo a dove siamo arrivati, e in particolare se torniamo indietro con la mente e pensiamo a quando siamo partiti. Con la società e con il direttore abbiamo lavorato per costruire qualcosa di molto importante e abbiamo fatto una cosa incredibile, sopratutto se andiamo a vedere gli organici delle altre squadre di questo campionato. La chiave di tutto - ha proseguito il tecnico - non è stato solo l’aspetto tecnico, ma anche quello morale dei miei ragazzi, che si sono dimostrati veri uomini, prima che giocatori di grande spessore. Siamo andati oltre ogni aspettativa, abbiamo coronato un cammino straordinario e siamo riusciti a realizzare un sogno impensabile per la società, per i nostri tifosi, per me, per il mio staff. Per tutti, nessuno escluso. Tengo molto e vorrei sottolineare il fatto di essere arrivato in serie A vincendo tutti i campionati. Nessuno mi ha mai regalato nulla, ho fatto tutta la gavetta che c’era da fare e adesso mi voglio godere questa festa, perché credo che sia una cosa bellissima. Una dedica? Alla mia famiglia, ai miei figli, a chi mi sta accanto e ovviamente a mio padre, che da lassù credo stia esultando più di me».
Mister Semplici, visibilmente e comprensibilmente commosso, ha poi continuato concedendosi anche una battuta al futuro: «Credo che ci siano tutti i presupposti per continuare insieme qui a Ferrara, poi sarà la società a ufficializzare il tutto, perché c'è la comune voglia di andare avanti assieme. Fino a questo momento era giusto pensare solo all’obbiettivo e non al mio contratto. Ora il finale l’abbiamo raggiunto e possiamo metterci, nei prossimi giorni, a definire il tutto».
Poi, una partita simbolo di questa promozione: «Secondo me una di quelle più importanti è stata quella dell’andata con la Salernitana a Ferrara, vinta per 3-2. Venivamo da due sconfitte patite con Verona e Perugia e quel successo, per diverse ragioni, ci ha dato la consapevolezza che potevamo starci eccome in questa categoria. Quella di oggi (ieri, ndr), pur perdendo, è stata però la più bella in assoluto, perché è il coronamento di un percorso e di un lavoro di tante persone che non ci hanno mai fatto mancare nulla giorno dopo giorno».
Ora è tutto vero, mister Semplici ha riportato la Spal in serie A: «Sarei bugiardo a dire che a inizio anno me lo sentivo. I programmi erano altri, i budget li avete visti, perché sono usciti in questi giorni, noi dovevamo salvarci il prima possibile e sapevo che c'era da mettersi in discussione in questa corsa a tappe. Devo dire che ho trovato una società che ha dato forza a quelle che sono le mie idee e in definitiva siamo riusciti a fare grandi cose con il nostro gruppo storico di calciatori e l’aggiunta di elementi di qualità, che ci ha permesso di fare il salto determinate per vincere questo campionato: il più bello, il più difficile è il più lungo che c’è in Italia».
Alessio Duatti
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