Medici di prima linea, pochi e corteggiati
Lavorano in pronto soccorso, li cercano come l’oro a Ferrara e in tutt’Italia. La specializzanda all’ultimo anno: ecco perché
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Si accavallano gli avvisi pubblici disertati e i concorsi banditi in concomitanza con l’uscita degli specializzandi dalle scuole che li preparano a lavorare nei pronto soccorso degli ospedali, nei reparti dove si curano i pazienti più urgenti o in ambulanza. Ma spesso è una caccia alle farfalle e i candidati latitano, come è avvenuto - e più di una volta - al Sant’Anna, dove il direttore generale, Tiziano Carradori, e i dirigenti del suo staff non riescono a riempire i buchi in organico che si sono aperti nel corso degli anni nella gestione del pronto soccorso. Nel ps di Cona si cercano tre medici (ormai si può dire disperatamente) e oggi si spera che tra gli specializzandi che stanno concludendo i cinque anni di corso nelle scuole qualcuno si candidi per un posto a Ferrara. «L’azienda ospedaliera estense però non è la sola a bandire concorsi, ma dovrà spuntarla rispetto ad altri ospedali e Asl, non solo dell’Emilia Romagna - prevede Eleonora Serra, specializzanda all’ultimo anno nella Scuola di Parma e referente del Coordinamento degli specializzandi in Medicina di emergenza e urgenza - è bene ricordare infatti che a quei concorsi si possono iscrivere anche medici provenienti da altre scuole di specializzazione che assegnano titoli equipollenti, come ginecologia o chirurgia vascolare».
Eleonora Serra, romagnola di Novafeltria, si è laureata in medicina a Ferrara. «Lì ho incontrato Adelina Ricciardelli (ex responsabile medico del 118 di Ferrara, attualmente responsabile dei pronto soccorso dell’Asl, ndr) e ho deciso di specializzarmi in questa disciplina - racconta - In passato ho fatto volontariato con la Croce Rossa e ho iniziato ad apprezzare profondamente questo lavoro che spero diventerà la mia professione futura, magari in Romagna dove vorrei ritornare».
Dopo anni di battaglie la Simeu, la Società Italiana di Medicina di Emergenza-Urgenza, che ha tra i propri dirigenti proprio Adelina Ricciardelli, ha coronato uno dei suoi obiettivi: attivare le Scuole di specializzazione in Emergenza-Urgenza, operative a livello nazionale dal 2008-2009. Le università di Ferrara e Bologna hanno accolto i primi laureati iscritti alla nuova specialità solo nell’anno accademico in corso. Saranno pronti per eventuali concorsi quindi nel 2021.
A Ferrara, al quinquennio appena avviato, sono iscritti tre specializzandi: Domenico Spampinato, Federica Rossin e Carlotta Rotini. «Avere la sicurezza del posto di lavoro è importante, ma non è l’aspetto decisivo della scelta - dice - Chi studia per andare a lavorare nell’emergenza sanitaria sa di poter essere d’aiuto a una persona in un momento decisivo e fondamentale della sua vita, per me la molla è stata questa». Eleonora Serra ricorda che «l’attuale carenza di questo profilo professionale è legata anche al fatto che le borse di studio a disposizione sono molto inferiori al fabbisogno nazionale. La vita di chi opera nell’emergenza inoltre non è comodissima, si fanno molti turni di notte, si esce con l’automedica, ci si trova a lavorare negli ambienti più disparati e in poco tempo, con rischi per il paziente e per lo stesso professionista (le azioni legali), senza dimenticare che nei pronto soccorso i pazienti talvolta reagiscono alle attese con irritazione. Nonostante ciò devo dire che io sono innamorata di questo lavoro». (gi.ca.)
Eleonora Serra, romagnola di Novafeltria, si è laureata in medicina a Ferrara. «Lì ho incontrato Adelina Ricciardelli (ex responsabile medico del 118 di Ferrara, attualmente responsabile dei pronto soccorso dell’Asl, ndr) e ho deciso di specializzarmi in questa disciplina - racconta - In passato ho fatto volontariato con la Croce Rossa e ho iniziato ad apprezzare profondamente questo lavoro che spero diventerà la mia professione futura, magari in Romagna dove vorrei ritornare».
Dopo anni di battaglie la Simeu, la Società Italiana di Medicina di Emergenza-Urgenza, che ha tra i propri dirigenti proprio Adelina Ricciardelli, ha coronato uno dei suoi obiettivi: attivare le Scuole di specializzazione in Emergenza-Urgenza, operative a livello nazionale dal 2008-2009. Le università di Ferrara e Bologna hanno accolto i primi laureati iscritti alla nuova specialità solo nell’anno accademico in corso. Saranno pronti per eventuali concorsi quindi nel 2021.
A Ferrara, al quinquennio appena avviato, sono iscritti tre specializzandi: Domenico Spampinato, Federica Rossin e Carlotta Rotini. «Avere la sicurezza del posto di lavoro è importante, ma non è l’aspetto decisivo della scelta - dice - Chi studia per andare a lavorare nell’emergenza sanitaria sa di poter essere d’aiuto a una persona in un momento decisivo e fondamentale della sua vita, per me la molla è stata questa». Eleonora Serra ricorda che «l’attuale carenza di questo profilo professionale è legata anche al fatto che le borse di studio a disposizione sono molto inferiori al fabbisogno nazionale. La vita di chi opera nell’emergenza inoltre non è comodissima, si fanno molti turni di notte, si esce con l’automedica, ci si trova a lavorare negli ambienti più disparati e in poco tempo, con rischi per il paziente e per lo stesso professionista (le azioni legali), senza dimenticare che nei pronto soccorso i pazienti talvolta reagiscono alle attese con irritazione. Nonostante ciò devo dire che io sono innamorata di questo lavoro». (gi.ca.)
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