Si cerca Igor captando i segnali dei telefonini
Il drone Predator, che sorvola la zona, è dotato di una sofistica strumentazione che permette di poter individuare la presenza di un cellulare e localizzarlo
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CAMPOTTO. Non solo strumenti ottici in grado di penetrare la notte, ma anche un’attrezzatura tale da poter individuare la presenza di un telefonino. Le ricerche di Igor/Norbert Feher, il killer in fuga da 36 giorni, non stanno lasciando nulla di intentato. Oltre agli uomini sul campo, che continuano ricerche e appostamenti, anche la tecnologia sta giocando un ruolo importante nella caccia all’uomo che il primo aprile ha ucciso a Budrio il barista Davide Fabbri e che una settimana dopo ha assassinato a Portomaggiore la guardia volontaria Valerio Verri e ferito l’agente provinciale Marco Ravaglia.
Infatti il drone Predator che da qualche tempo, comandato a distanza, sta sorvolando le valli argentane e portuensi non è solo dotato di strumenti per la visione notturna e telecamere termiche, ma è anche attrezzato con una speciale strumentazione che è basata sulla tecnologia dei telefoni cellulari. Il velivolo, infatti, meglio conosciuto come Apr(Aeromobile a pilotaggio remoto), è in dotazione all’aeronautica militare, è pilotato da esperti piloti affiancati da tecnici, che hanno il compito leggere; che cosa stanno vedendo le apparecchiature di bordo.
In sostanza il drone crea una cella telefonica artificiale in grado di agganciare il segnale di un telefonino in maniera prioritaria. Prima ancora, cioè, che venga agganciato dalle celle telefoniche degli operatori. In questo modo è possibile, una volta agganciato il telefonino (basta sia acceso), riuscire ad avere una localizzazione di un cellulare. Il grado di precisione non è quello di un sistema satellitare, ma offre comunque un buon grado di approssimazione.
Ed è per questo che il sistema delle celle telefoniche degli operatori è molto utilizzato dalle forze dell'ordine nel corso delle indagini investigative. E tra l’altro proprio un sistema operativo simile è stato presentato per rintracciare persone che siano state sepolte in montagna da valanghe.
Infatti il drone Predator che da qualche tempo, comandato a distanza, sta sorvolando le valli argentane e portuensi non è solo dotato di strumenti per la visione notturna e telecamere termiche, ma è anche attrezzato con una speciale strumentazione che è basata sulla tecnologia dei telefoni cellulari. Il velivolo, infatti, meglio conosciuto come Apr(Aeromobile a pilotaggio remoto), è in dotazione all’aeronautica militare, è pilotato da esperti piloti affiancati da tecnici, che hanno il compito leggere; che cosa stanno vedendo le apparecchiature di bordo.
In sostanza il drone crea una cella telefonica artificiale in grado di agganciare il segnale di un telefonino in maniera prioritaria. Prima ancora, cioè, che venga agganciato dalle celle telefoniche degli operatori. In questo modo è possibile, una volta agganciato il telefonino (basta sia acceso), riuscire ad avere una localizzazione di un cellulare. Il grado di precisione non è quello di un sistema satellitare, ma offre comunque un buon grado di approssimazione.
Ed è per questo che il sistema delle celle telefoniche degli operatori è molto utilizzato dalle forze dell'ordine nel corso delle indagini investigative. E tra l’altro proprio un sistema operativo simile è stato presentato per rintracciare persone che siano state sepolte in montagna da valanghe.
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