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«Sono venuti a cercarlo qui» 

«Sono venuti a cercarlo qui» 

Il racconto di una famiglia che si è trovata i carabinieri in giardino

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BANDO. «Finché viaggi per strada e i carabinieri ti fermano ad un posto di blocco, la paura non ti assale perché sai che a bordo non c’è nessuno. Ma quando sei in casa tua, con i bambini e suonano al campanello per avvisarti che stanno controllando, fa un altro effetto e comunque, a me, la loro presenza ha dato sicurezza».
Chi parla è Tania, un mamma argentana che da qualche tempo abita col marito e figli tra Bando e Portoverrara.
Una casa isolata in aperta campagna al centro di una serie di controlli serrati da parte dei corpi speciali dei carabinieri. Uomini dell’Arma che da 35 giorni sono alla ricerca di Igor/Norbert Feher.
Nel tardo pomeriggio di giovedì, questa argentana ha avuto modo di dialogare con questi professionisti che giravano nel suo giardino. «Potevano entrare in casa ma non lo hanno fatto - racconta Tania al telefonino -, ma hanno guardato ovunque, nei basso comodi e nei garage. Il fatto però che vengono a controllare nelle case abitate, mi fa pensare che Igor sia tenuto nascosto da qualcuno».
«Abbiamo molta paura. Con costoro - aggiunge - ho parlato per un po’ e gli ho detto che qui, essendo isolati e con questo elemento che gira, di notte non è che si dorma molto. Comunque, mi hanno detto più volte di stare tranquilla, che il ricercato non va nelle case abitate e che comunque, loro sono pronti ad intervenire, che basta chiamare il 112 ma di non fare come ha fatto qualcuno che alla fine di tutto è solo servito per distrarli dal lavoro che avrebbero dovuto fare». «Dopo aver controllato le altre case vicine - conclude -, alcune disabitate, gli ho augurato in bocca al lupo e loro mi hanno risposto: “Ce la mettiamo tutta” e a me questo basta». (g.c.)
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