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un giorno che è già storia: QUI TERNI 

Alle 5 della sera il silenzio diventa gioia da bambini

di Marco Nagliati
Alle 5 della sera il silenzio diventa gioia da bambini

“Negli angoli gruppi di silenzio, alle cinque della sera”. Rimbomba la poesia di Garcia Lorca in uno spicchio del “Liberati” di Terni, in un sabato che si voleva colorato di bianco e azzurro mentre...

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“Negli angoli gruppi di silenzio, alle cinque della sera”. Rimbomba la poesia di Garcia Lorca in uno spicchio del “Liberati” di Terni, in un sabato che si voleva colorato di bianco e azzurro mentre invece sta trasformandosi in eterno rinvio. Un secondo dopo a las cinco de la tarde, un boato scuote facce tese e preoccupate. È la curva spallina, l’angolo diventa ruggente. A 238 km di distanza, in quella Benevento città delle streghe, un colpo di testa di Ceravolo stende il Frosinone e ridà colore alla Spal. Un colpo magico, che cambia in una frazione di secondo uno scenario cupo. Le Fere di Terni vincono ed esultano per una salvezza che si avvicina, calciatori e tifosi estensi piangono di gioia per una sconfitta che vale la promozione in serie A. Il drago umbro non è stato abbattuto, eppure il San Giorgio ferrarese esce trionfante. E dalle 17, il sabato 13 maggio 2017 diventa un giorno che è già storia. È stata una giornata bestiale, altroché. Caldo e sole impietoso, ansia e batticuore. Profezie e segnali: i fans spallini sono sistemati nella Curva Ovest del “Liberati”. Come sentirsi un po’ a casa in terra straniera. «Quest’anno non ci sono mai stati così tanti spettatori come stavolta - dice uno steward -, questo grazie ai ferraresi». Siamo in diecimila su questi spalti vetusti, quasi duemila spallini.
Dalle gradinate cori alla pari, in campo la Ternana parte forte. Pressa. Sprinta. Traversa. Brividi. Eppure, Ledesma cincischia: Antenucci ruba palla ed insacca. Olè, dai che si mette in discesa. I rossoverdi riprendono a fare gioco e in un quarto d’ora ribaltano: 2-1. Quello che appare è duro da metabolizzare: padroni di casa con velocità doppia rispetto agli spallini. La differenza atletica è evidente: il centrocampo biancazzurro non dà appoggio alle punte e non tampona. La ripresa è solo orgoglio: la curva canta. Scorre il tempo, la promozione si fa sfocata: ma la curva canta. E la squadra si riversa generosa alla ricerca di un pari impossibile. Solo nervi e orgoglio. Mister Semplici schiera quattro punte, c’è un rigore probabile ma l’arbitro non fischia. E l’altalena di risultati provenienti dagli altri campi sfianca. Il Perugia, il Cittadella... Non ne gira una positiva. In tribuna d’onore, la dirigenza spallina è impietrita. Cinque minuti di recupero, palla ferma a centrocampo. Il vento porta rumore di gioia: la curva esplode. Il Frosinone ha subìto il colpo del picador. E tutto il mondo Spal si trasforma: la gioia del bambino.

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