Feste e preoccupazioni «La serie A è una sfida»
Merli: gioia pura, sarà dura ma avere qui Higuain e Donnarumma è impagabile Modonesi: a fine mese lavori allo stadio. Serra: logo da usare. Opposizioni all’erta
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La faccia stanca, la voce bassa, ma con lo sguardo di chi sta ancora gioendo di puro, purissimo, gusto. Si presenta così, l'assessore allo Sport, Simone Merli: «Ho vissuto un qualcosa di realmente indefinibile. La promozione era una cosa che sentivamo vicina ma non sapevamo quando poteva arrivare. È accaduto tutto in due minuti ed è scoppiata di conseguenza una meravigliosa festa. Non posso che ringraziare il giocatore del Benevento, Ceravolo, perché ha messo la classica ciliegina sulla torta regalando alla città un qualcosa di veramente indescrivibile. La mia voce è andata a quel paese, ma credo sia giusto così: è un evento storico».
«Ci tengo - ha proseguito Merli - a ringraziare tutta la società Spal nel suo complesso e tutti i calciatori che hanno vinto questo campionato con la tecnica, ma soprattutto con la forza tangibile di un gruppo di ragazzi che si vogliono del bene sincero tra di loro e che provano sentimenti nei confronti della maglia biancazzurra. Un giocatore simbolo? Ce ne sarebbe più di uno e fare un nome unico potrebbe risultare irrispettoso nei confronti di tutti, che veramente hanno collaborato a questo stupendo clima da vera famiglia». Impossibilitato a seguire la Spal a Terni, Merli è sceso in strada nella festa cittadina: «Sì, sabato non ho avuto un minimo di pudore, ho abbandonato completamente le vesti dell'amministratore ma credo fosse giusto dedicarsi alla festa con le persone a me care, con coloro che hanno sempre seguito la squadra con me e con tutti coloro che hanno la Spal nel cuore».
Il futuro biancazzurro? «Me lo immagino complicato perché la massima serie ha un livello altissimo. Mi fa allo stesso tempo sognare ad occhi aperti il solo pensiero che campioni del calibro di Dybala, Higuain e Donnarumma calpesteranno l'erba del Mazza, per non pensare a quando la Spal giocherà nei più importanti stadi italiani: palcoscenici incredibili».
Ieri sera in piazza, oltre a Merli, c’erano altri amministratori divisi tra la gioia per la promozione e l’impegno di affrontare al meglio la serie A. «Prevale la gioia, ci mancherebbe - dice Aldo Modonesi, responsabile dei Lavori pubblici - Lo stadio? Per l’ampliamento l’unica criticità sono le luci, ma all’inizio della prossima settimana faremo il punto con la società e già a fine mese contiamo di far partire i primi lavori». Spal è un brand nazionale, come si è visto nelle 24 ore post-promozione: sfruttabile? «Emozioni enormi e anche un super spot, certo - commenta Roberto Serra, assessore al Commercio, che era a Terni e ieri in piazza con il figlio 12enne - Il logo Spal è di proprietà della società, c’è stato qualche abuso ma la società lo ha gestito con buon senso. Vedremo se sarà possibile siglare accordi commerciali senza guerre tra poveri che non avrebbero senso».
In piazza ieri anche l’opposizione, che conferma, adesso che il sogno si è concretizzato, qualche dubbio sulla capacità di gestione della serie A. «Il progetto stadio era l’unico possibile in queste condizioni di emergenza - ragiona Alessandro Bazzocchi (M5s) - Se la Spal dà continuità alla categoria, come tutti ci auguriamo, si porrà però il problema di un quartiere come la Gad per il quale non mi risulta siano pronti piani di gestione di traffico e sicurezza». Per Vittorio Anselmi (FI), tra la folla dopo essere stato sballottato in auto nei caroselli di sabato, «il progetto stadio non va bene per il quartiere e si pone il problema delle strutture sportive collaterali».
Alessio Duatti
«Ci tengo - ha proseguito Merli - a ringraziare tutta la società Spal nel suo complesso e tutti i calciatori che hanno vinto questo campionato con la tecnica, ma soprattutto con la forza tangibile di un gruppo di ragazzi che si vogliono del bene sincero tra di loro e che provano sentimenti nei confronti della maglia biancazzurra. Un giocatore simbolo? Ce ne sarebbe più di uno e fare un nome unico potrebbe risultare irrispettoso nei confronti di tutti, che veramente hanno collaborato a questo stupendo clima da vera famiglia». Impossibilitato a seguire la Spal a Terni, Merli è sceso in strada nella festa cittadina: «Sì, sabato non ho avuto un minimo di pudore, ho abbandonato completamente le vesti dell'amministratore ma credo fosse giusto dedicarsi alla festa con le persone a me care, con coloro che hanno sempre seguito la squadra con me e con tutti coloro che hanno la Spal nel cuore».
Il futuro biancazzurro? «Me lo immagino complicato perché la massima serie ha un livello altissimo. Mi fa allo stesso tempo sognare ad occhi aperti il solo pensiero che campioni del calibro di Dybala, Higuain e Donnarumma calpesteranno l'erba del Mazza, per non pensare a quando la Spal giocherà nei più importanti stadi italiani: palcoscenici incredibili».
Ieri sera in piazza, oltre a Merli, c’erano altri amministratori divisi tra la gioia per la promozione e l’impegno di affrontare al meglio la serie A. «Prevale la gioia, ci mancherebbe - dice Aldo Modonesi, responsabile dei Lavori pubblici - Lo stadio? Per l’ampliamento l’unica criticità sono le luci, ma all’inizio della prossima settimana faremo il punto con la società e già a fine mese contiamo di far partire i primi lavori». Spal è un brand nazionale, come si è visto nelle 24 ore post-promozione: sfruttabile? «Emozioni enormi e anche un super spot, certo - commenta Roberto Serra, assessore al Commercio, che era a Terni e ieri in piazza con il figlio 12enne - Il logo Spal è di proprietà della società, c’è stato qualche abuso ma la società lo ha gestito con buon senso. Vedremo se sarà possibile siglare accordi commerciali senza guerre tra poveri che non avrebbero senso».
In piazza ieri anche l’opposizione, che conferma, adesso che il sogno si è concretizzato, qualche dubbio sulla capacità di gestione della serie A. «Il progetto stadio era l’unico possibile in queste condizioni di emergenza - ragiona Alessandro Bazzocchi (M5s) - Se la Spal dà continuità alla categoria, come tutti ci auguriamo, si porrà però il problema di un quartiere come la Gad per il quale non mi risulta siano pronti piani di gestione di traffico e sicurezza». Per Vittorio Anselmi (FI), tra la folla dopo essere stato sballottato in auto nei caroselli di sabato, «il progetto stadio non va bene per il quartiere e si pone il problema delle strutture sportive collaterali».
Alessio Duatti
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