un giorno che è già storiA: QUI FERRARA
Grande festa al “Mazza” In migliaia per la squadra
di Samuele Govoni
La festa per la promozione della Spal in serie A ha travolto la città. Strade, piazze, bar, vicoli, rotonde sono state prese d’assalto dal tardo pomeriggio fino a notte fonda e qualcuno ha tirato...
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La festa per la promozione della Spal in serie A ha travolto la città. Strade, piazze, bar, vicoli, rotonde sono state prese d’assalto dal tardo pomeriggio fino a notte fonda e qualcuno ha tirato dritto fino all’alba, per vedere se sorgeva biancazzurra. Sabato sera tifosi, cittadini inorgogliti e curiosi divertiti, si sono spostati dal centro storico allo stadio “Mazza” per accogliere la squadra del cuore di ritorno da Terni. Una trasferta che ha visto i ragazzi di Semplici cadere sul campo avversario ma che, complice la vittoria del Benevento, ha segnato anche il passaggio dei biancazzurri in serie A. Alle 22 di sabato il “Mazza” è un tripudio di facce, braccia, bandiere che sventolano; trombe che suonano, cuori che battono. Alle 22.30 la Curva Ovest è già stracolma. Cori e canti si alternano ininterrottamente in un ciclo continuo fatto di gioia e commozione. La gente è tanta, troppa per essere contenuta dalla curva. Da qui la decisione di aprire la gradinata e una parte della tribuna. Coi telefonini al cielo video, foto e selfie si sprecano. Tutti stanno aspettando il team che ha fatto l’impresa e nell’attesa cantano, urlano, ballano, ridono, piangono; come se i loro beniamini potessero vederli, sentirli. E forse un po’ è così, forse quella “telepatia”, quell’“amore che non va più via” esiste davvero. Allo stadio succede di tutto. In campo gli addetti alla sicurezza controllano che tutto si svolga nel rispetto dell’ordine. E tutto va bene, nonostante la gente, la festa, l’euforia.
Alle 23.30 o giù di lì l’annuncio dello speaker: «La squadra è in corso Isonzo», la risposta è un boato da “diecimila watt”. I “botti” si accavallano e poi il cielo si illumina di rosa, verde e giallo: sono i fuochi artificiali che rompono il blu alle spalle dello stadio. Chi non è presente sul campo segue da casa, o da dovunque si trovi, la diretta Facebook della festa. Ognuno a modo suo rivendica la propria ferraresità, il proprio “orgoglio spallino”, anche se a Ferrara non vive più da anni. Pochi minuti prima della mezzanotte i giocatori entrano in campo e lì davvero non ce n’è più per nessuno. I cori risuonano nell’aria ancora più forte, migliaia di mani battono all’unisono: un fiume di applausi. La squadra corre verso la Curva Ovest, verso la gradinata e verso la tribuna. Corse, scivolate e boati. Il refren si ripete più volte, sempre con lo stesso entusiasmo. Poi piano piano il “Mazza” si svuota, i giocatori si ritirano e i tifosi tornano cantando ad assediare la città.
Alle 23.30 o giù di lì l’annuncio dello speaker: «La squadra è in corso Isonzo», la risposta è un boato da “diecimila watt”. I “botti” si accavallano e poi il cielo si illumina di rosa, verde e giallo: sono i fuochi artificiali che rompono il blu alle spalle dello stadio. Chi non è presente sul campo segue da casa, o da dovunque si trovi, la diretta Facebook della festa. Ognuno a modo suo rivendica la propria ferraresità, il proprio “orgoglio spallino”, anche se a Ferrara non vive più da anni. Pochi minuti prima della mezzanotte i giocatori entrano in campo e lì davvero non ce n’è più per nessuno. I cori risuonano nell’aria ancora più forte, migliaia di mani battono all’unisono: un fiume di applausi. La squadra corre verso la Curva Ovest, verso la gradinata e verso la tribuna. Corse, scivolate e boati. Il refren si ripete più volte, sempre con lo stesso entusiasmo. Poi piano piano il “Mazza” si svuota, i giocatori si ritirano e i tifosi tornano cantando ad assediare la città.
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