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Igor, le immagini choc dell’assalto mortale al bar

Igor, le immagini choc dell’assalto mortale al bar

In un video trasmesso dal Tg1 l’aggressione conclusa con l’omicidio a Budrio. L’assassinio del volontario: le guardie seguirono il Fiorino, poi la sparatoria

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ARGENTA. È ancora caccia all’uomo, dopo 37 giorni: è ancora caccia a Igor/Nobert in tutto l’Argentano con la zona di ricerche che si sposta sempre più verso Nord, verso il Portuense e il Mezzano. Ma intanto Igor l’imprendibile, Igor l’invisibile, si mostra in tutta la sua malvagia banalità nel video, mostrato in esclusiva ieri sera dal Tg1, dell’agguato mortale al Bar di Budrio costato la vita a Davide Fabbri.

È la sera del primo aprile: Norbert Feher, alias Igor Vaclavic fa il suo ingresso in un bar di Riccardina di Budrio, nel Bolognese, gestito da Davide Fabbri. Appena entrato nel locale che vuole rapinare - in abiti mimetici e un fucile in mano - viene affrontato dal proprietario mentre due clienti si muovono ai lati della sala. Fabbri gli strappa il fucile e insegue il malvivente che entra in un altro vano dove, poi, fa fuoco con una pistola uccidendo il proprietario del bar. Questo raccontano le immagini del video mostrato in esclusiva dal Tg1, e nelle quali si vede comparire anche la moglie del barista ucciso, che tiene in mano un telefono e una scopa che le viene strappata dal killer prima di uscire e fuggire.

Poi, l’8 aprile, l’agguato nel Mezzano con l’uccisione della guardia ecologica volontaria Valerio Verri e il ferimento della guardia provinciale Marco Ravaglia. Finora, tutto ciò di cui si era a conoscenza era stato riferito da informazioni ufficiose. Ora invece gli atti giudiziari cominciano a fare chiarezza. La tragedia del Mezzano iniziò da un inseguimento che durò almeno per 4 chilometri. Nell’ordine di cattura emesso dai magistrati bolognesi per l’omicidio di Budrio, vi è la ricostruzione precisa del fatto. Verri e Ravaglia erano impegnati nel servizio di controllo nelle valli del Mezzano: erano sulla strada provinciale 79 (Mondonuovo) in direzione Comacchio-Portomaggiore quando giunti all’altezza del quadrante 4 nord-ovest vedono un Fiorino bianco su una strada bianca davanti a loro e sulla sinistra. Immaginano sia un addestratore abusivo di cani, lo seguono, svoltando per la strada bianca. Il Fiorino si dà alla fuga, accelerando. Ravaglia e Verri iniziano a seguirlo in velocità, il Fiorino svolta per due volte a sinistra tornando sulla strada provinciale, direzione Comacchio. L’inseguimento continua fino al quadrante 10 per circa 3/4 km quando all’improvviso il Fiorino imbocca un’altra strada sterrata. Ravaglia e Verri lo seguono e dopo un po’ vedono il Fiorino fermo ma senza nessuno a bordo: Igor li sta aspettando, per un agguato.

Ravaglia ha appena il tempo di fermarsi, aprire la portiera e scendere dall’auto per sentire in successione colpi di arma da fuoco che uccidono Verri. Ravaglia colpito crolla a terra, si finge morto mentre Igor lo fruga (ricorda che era vestito con tuta e cappello militare e una sacca) e gli ruba pistola e caricatore. Mentre spara urla diverse volte “bastardo” : Ravaglia si salva fingendosi morto, Igor scappa. È lo stesso Ravaglia a lanciare l’allarme al telefono coi carabinieri: «È stato Igor».

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