Il congedo di Negri a Comacchio: «Terra di uomini grandi»
Ultima liturgia in laguna prima dell’arrivo del nuovo arcivescovo Toccante incontro con la comunità e i genitori di Piva
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COMACCHIO. Prima di cedere il pastorale al suo successore Gian Carlo Perego, l'arcivescovo Luigi Negri ha celebrato ieri in laguna la sua ultima liturgia. Durante la messa monsignor Negri ha ribadito con forza il suo «legame profondo e viscerale con la comunità comacchiese». L'occasione è combaciata con la celebrazione della prima comunione di una cinquantina di bimbi, ai quali l'arcivescovo ha ricordato che «l'onore della vita è la fede» e per questo «non vi auguro, ma vi impongo di continuare a vivere nella fede».
Nella sua coinvolgente omelia Negri, riferendosi all'unità della Chiesa e a quella dell'arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, ha voluto rendere omaggio ad alcuni grandi comacchiesi, citati ad esempio nella sua missione pastorale. «Ho amato in Ferrara la sua tradizione e ho amato in Comacchio la sua tradizione, fatta di forza morale e di apertura intellettuale, animata da uomini grandi - ha sottolineato l'arcivescovo -, come monsignor Carli, uno dei protagonisti del Concilio Vaticano II». Non è mancato un commosso ricordo per monsignor Vito Ferroni che, ormai cieco aveva spronato Negri a proseguire lungo il sentiero intrapreso. A don Ruggero, «per l'eredità non facile che ha assunto», Negri ha riservato parole di gratitudine.
Al termine della funzione religiosa il sindaco Marco Fabbri ha testimoniato l'affetto della comunità con la consegna di una pergamena e di una fiocina d'oro a spilla. «Ho apprezzato la sua determinazione e la sua capacità di leggere i problemi della comunità - ha esordito Fabbri -; il suo merito è anche quello di aver messo mano a problematiche datate, che nessuno aveva avuto il coraggio di affrontare. Tutta la comunità gliene sarà grata per sempre».
È stato messo in luce anche l'impegno mostrato dall'arcivescovo per il recupero delle tradizioni culturali e religiose del territorio, attraverso il progetto di ristrutturazione del Palazzo del Vescovo e alla sentita partecipazione alla cerimonia inaugurale del Museo Delta Antico, accompagnata dalla benedizione solenne dello stesso monsignor Negri.
«È con molta commozione, dunque, che oggi la saluto e la ringrazio - ha concluso il sindaco-. Confido che, il suo, nei confronti di Comacchio possa essere solo un arrivederci».
Toccante anche l'incontro con i genitori di Luca Matteo Piva, insegnante di teologia di Vaccolino, prematuramente scomparso nell'aprile del 2015. Su iniziativa dell'arcivescovo è stata istituita una borsa di studio, alla Facoltà teologica dell'Emilia Romagna, rivolta a studenti meritevoli, proprio in memoria di Luca Matteo Piva.
Katia Romagnoli
Nella sua coinvolgente omelia Negri, riferendosi all'unità della Chiesa e a quella dell'arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, ha voluto rendere omaggio ad alcuni grandi comacchiesi, citati ad esempio nella sua missione pastorale. «Ho amato in Ferrara la sua tradizione e ho amato in Comacchio la sua tradizione, fatta di forza morale e di apertura intellettuale, animata da uomini grandi - ha sottolineato l'arcivescovo -, come monsignor Carli, uno dei protagonisti del Concilio Vaticano II». Non è mancato un commosso ricordo per monsignor Vito Ferroni che, ormai cieco aveva spronato Negri a proseguire lungo il sentiero intrapreso. A don Ruggero, «per l'eredità non facile che ha assunto», Negri ha riservato parole di gratitudine.
Al termine della funzione religiosa il sindaco Marco Fabbri ha testimoniato l'affetto della comunità con la consegna di una pergamena e di una fiocina d'oro a spilla. «Ho apprezzato la sua determinazione e la sua capacità di leggere i problemi della comunità - ha esordito Fabbri -; il suo merito è anche quello di aver messo mano a problematiche datate, che nessuno aveva avuto il coraggio di affrontare. Tutta la comunità gliene sarà grata per sempre».
È stato messo in luce anche l'impegno mostrato dall'arcivescovo per il recupero delle tradizioni culturali e religiose del territorio, attraverso il progetto di ristrutturazione del Palazzo del Vescovo e alla sentita partecipazione alla cerimonia inaugurale del Museo Delta Antico, accompagnata dalla benedizione solenne dello stesso monsignor Negri.
«È con molta commozione, dunque, che oggi la saluto e la ringrazio - ha concluso il sindaco-. Confido che, il suo, nei confronti di Comacchio possa essere solo un arrivederci».
Toccante anche l'incontro con i genitori di Luca Matteo Piva, insegnante di teologia di Vaccolino, prematuramente scomparso nell'aprile del 2015. Su iniziativa dell'arcivescovo è stata istituita una borsa di studio, alla Facoltà teologica dell'Emilia Romagna, rivolta a studenti meritevoli, proprio in memoria di Luca Matteo Piva.
Katia Romagnoli
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