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La “belva” Ceravolo «Sono felice per voi» 

Il bomber del Benevento autore del gol che ha battuto il Frosinone

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Idolo dei tifosi spallini senza aver giocato nella Spal. Idolo del popolo biancazzurro nonostante il rifiuto, la scorsa estate, di approdare a Ferrara. Idolo della nazione ferrarese per aver segnato il gol che sabato ha condannato il Frosinone alla sconfitta sul campo del Benevento rendendo così matematica la promozione della Spal, a dispetto del ko di Terni. Storie che si intrecciano, in un gioco del destino. Perchè Fabio Ceravolo, bomber delle Streghe sannite, è un fresco ex della Ternana e la sua rete ha reso felici tutti: i tifosi del Benevento, con i giallorossi che hanno reso possibili i play off cui accederanno salvo cataclismi; i supporter umbri, esultanti per il successo della loro squadra contro la Spal, affermazione sinonimo di salvezza più vicina, di grande impresa; e, appunto, gli aficionados spallini che hanno fatto un monumento a Ceravolo. La Spal deve la promozione solo a se stessa, ma il contributo di sabato è caduto puntuale ed opportuno, financo indispensabile per non posticipare tutto all’ultima giornata. Ceravolo, calabrese del 1987, ex Reggina, capitano della Ternana nella scorsa stagione quando gennaio pareva destinato alla cessione, poi gli hanno ridato fiducia, ripagata a suon di gol. Buona struttura (1.80), ma mobile e anche tecnico, punta centrale come riferimento offensivo nel 4-2-3-1, ma che sa giocare senza problemi anche "a due" in avanti, Ceravolo un anno fa ha terminato in bellezza segnando il terzo gol dei rossoverdi nel 3-2 al Brescia, 12ª rete stagionale (11 su azione, e 1 rigore). Il d.s. Vagnati lo voleva alla Spal, era convinto di averlo in mano, poi l’asta si è accesa e tra Pescara e Benevento l’hanno spuntata i sanniti. In questo campionato ha realizzato un gol più di Antenucci, il bersaglio più importante sabato contro il Frosinone, appunto. Il bomber giallorosso è stato inondato di messaggi dai tifosi della Spal.
Tutti pazzi per Fabio Ceravolo, dunque. Che lo siano a Benevento, dove la Belva (così lo chiamano tutti) ha segnato qualcosa come 19 gol, appare scontato. Ora però l’attaccante di Locri è un idolo - come dicevamo - anche a Ferrara. Perché con attaccanti del calibro di Floccari, Antenucci e Zigoni, è toccato a lui staccare il passi della Spal per la serie A. Nella città estense è diventato una sorta di eroe per un giorno: «È una sensazione molto strana - commenta divertito - ho ricevuto un sacco di messaggi sui social da Ferrara, e la cosa non può farmi che piacere. Ma penso che alla fine se sono andati in A è esclusivo merito loro che hanno disputato un campionato nel segno della continuità, nonostante gli ultimi risultati».
In fondo quel gol che Ceravolo ha segnato al Frosinone è sembrato scritto nel destino. Al Liberati, dove lui è stato di casa per ben quattro stagioni, in molti speravano nel “graffio” finale della Belva: «Ma sì, sicuramente gli ho dato una mano: sono contento per i miei colleghi spallini che hanno disputato un campionato splendido, soprattutto per Mirco Antenucci che è stato mio compagno di squadra proprio alla Ternana. Ma ripeto il merito resta esclusivamente di Semplici e di quelli che hanno vestito la casacca biancazzurra in questa fantastica cavalcata. Io, da parte mia, sono felice di aver dato una grossa mano ai miei compagni in una partita che sentivamo tanto».
Riviviamo quel minuto, il 93’, nelle parole del protagonista: «È stato il gol dello sfinimento, del calzettone abbassato, della fatica e di quel pizzico di fortuna che ci vuole in questo lavoro. Quella palla non potevo che metterla dentro». Almeno da dieci minuti i muscoli di Ceravolo erano intossicati dall’acido lattico, ogni tentativo di scatto diventava un supplizio: «In assoluto questa è stata la giornata più calda degli ultimi tempi, ma quando arrivano i crampi è anche una reazione all’attesa che provoca quella determinata partita. La vittoria l’abbiamo meritata, ora che ho dato una mano alla Spal ad andare in A, devo pensare al mio Benevento. Non è ancora finita per noi: abbiamo giovedì un’altra partita importantissima a Pisa, anche quella solo da vincere». E questa volta, c’è da giurarci, la Belva avrà qualche tifoso in più a sperare nelle sue prodezze.
Giuseppe Bove

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