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Spal in festa, il popolo biancazzurro: siamo stati eroici

di Marcello Pulidori
Spal in festa, il popolo biancazzurro: siamo stati eroici

Tra le migliaia di tifosi in piazza esplode il tripudio e c’è chi si commuove. Ringraziamento corale alla società: siamo in mani straordinarie

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FERRARA. Sono le 19,15, ci caliamo nella meravigliosa calca di Piazza Trento Trieste, per una volta trasformato in tempio laico del calcio. Cerchiamo le facce più curiose per raccogliere pareri, curiosità, “annusare” le sensazioni, annotare piccoli riti e vecchie ma sempre valide scaramanzie. La vita è anche questa. Soprattutto nel tifo per una squadra di calcio, che nella sua declinazione più nobile è ciò che di più puro possa esistere. Passione. Nessun compromesso.

Certo non pensa a compromessi, almeno ieri sera, Alan Fabbri, ormai politico conosciuto a Ferrara, leader regionale della Lega Nord: «Io sono un abbonato - ci dice subito quando lo avviciniamo - , e sono contento perché così avrò il diritto di prelazione per il prossimo campionato di serie A. La Spal? È un sogno, andavo anche da piccolo allo stadio, con mio padre. Trovarmi qui oggi (ieri sera per chi legge, ndr) è qualcosa di straordinario. La storia e la identità - conclude un Fabbri gasatissimo - non si cancellano». A pochi metri incontriamo un gruppetto di tifosi, sono tutte coppie, mariti e mogli. Entusiasti? «È una cosa meravigliosa», ci dicono mentre transitano altri amici che si chiedono come sarà la Spal del prossimo anno. Proseguiamo la camminata facendoci largo tra bandiere, trombette, magliette (bellissime!) celebrative, sciarpe bianco-azzurre. E tanto altro.

A due passi da Fabbri, però, notiamo un terzetto dai volti affilati come le lame. Di dove siete? «Bondeno. - ci risponde Guido Benati, che è in Piazza Trento Trieste assieme al figlio Andrea - . Mi faccia dire una cosa - prosegue Guido - una società così, senza andare a scomodare il grandissimo Paolo Mazza, una società così - ripete Guido -, Ferrara non l’ha mai avuta. Gente seria, perbene, senza grilli per la testa, persone, la famiglia Colombarini, che sono soltanto da ringraziare per quello che hanno fatto per la Spal e per Ferrara». Accanto ai Benatti (padre e figlio) c’è un loro amico, sempre di Bondeno, Rino Giacomelli. «Non ho parole - ci dice - è una festa meravigliosa che non avrei mai pensato di poter vivere. Fantastico».

Una bella signora diventa il “obiettivo” per un’altra domanda e per spostare il tema su un fenomeno ragguardevole, forse il fenomeno di questa Spal: le donne, le tantissime donne che si sono, grazie alla Spal, avvicinate al calcio. Ci offre chiavi di lettura interessanti: «Credo sia un fatto non soltanto di moda - ci dice - , certo c’è anche quella componente, ma non è l’unica. Qui c’è anche la voglia di riscatto di una città che ha perso anche tanti treni e che ora ha modo invece di esaltarsi per le imprese di questa meravigliosa Spal. Ma sa cosa vuol dire per una città fare un salto dalla Lega Pro alla serie A?». Immaginiamo di capirlo. Bel commento, ci dice il suo nome, signora? «Preferirei di no, grazie». Ore 20,15, la piazza inizia a sentir pulsare il cuore dei giocatori di mister Leonardo Semplici che si stanno sempre più avvicinando al cuore della città, al cuore della festa.

Ci avviciniamo ad uno dei gazebo sotto i quali le hostess della Spal vendono magliette, sciarpe, cappellini e altri gadget: avete una sciarpa con la data della promozione in A? «No, abbiamo finito tutto. Ma quelle con la data quest’anno non sono state fatte». Davanti a questo gazebo, quello più centrale, ci sono circa 50 persone in fila. Sono numerosissime le famiglie, volti noti e meno noti della Ferrara delle professioni e della cultura, ma non solo. Ognuno con qualcosa di bianco-azzurro che luccica. Come gli occhi di molti, ieri sera.
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