PRIME RIUNIONI
Più controlli e telecamere Sicurezza da riorganizzare
La priorità sono le telecamere, un sistema di videosorveglianza dentro e fuori lo stadio Mazza: che ancora non c’è, almeno non come previsto da regolamenti e altro. Poi, occorrerà un piano di...
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La priorità sono le telecamere, un sistema di videosorveglianza dentro e fuori lo stadio Mazza: che ancora non c’è, almeno non come previsto da regolamenti e altro. Poi, occorrerà un piano di viabilità, che di fatto renderà ancora più blindata la zona della città attorno alla stadio: per i divieti di parcheggio e di transito. Quindi sarà necessario un piano organizzativo delle forze in campo che dovrà funzionare senza nessun intoppo con tutti i protagonisti: la società Spal coi controlli possibili (steward, maschere e addetti sicurezza privati), il Comune di Ferrara e la polizia municipale per far fronte alla viabilità e quindi carabinieri, polizia, finanza, polizia penitenziaria che dovranno essere coordinati da questore e prefetto, con precisione millimetrica, per i controlli dentro e fuori lo stadio, prima e dopo le partite. Dunque, per la Spal, la città, chi la amministra e chi ne garantisce ordine pubblico, la serie A porterà anche alcuni grattacapi. Non sul piano agonistico, soprattutto su quello della sicurezza.
Se i cittadini della zona stadio e dintorni in questi mesi di campionato e partite casalinghe si lamentavano perché la zona era praticamente off-limits, creando non pochi disagi, il prossimo anno sarà ancora peggio. Al momento sono queste le considerazioni degli addetti ai lavori che hanno già cominciato a pensare all’operazione Ordine pubblico in serie A. In settimana inizieranno i primi incontri tra le forze in campo, per stabilire modi e contare mezzi e risorse in uomini. Inutile negare che tra le tante partite della serie A, diverse sono quelle più a rischio. Non solo per la sicurezza. Non tanto per l’arrivo dei tifosi ospiti, quantomeno per l’invasione non solo dei ferraresi con la febbre da A (oltre diecimila) poiché occorrerà contare tutti coloro che verranno in città da fuori provincia per le partite con le big del campionato. E questo sarà il più serio problema, di viabilità: si temono migliaia di auto in più e pullman nella zona stadio con tutti i parcheggi e i servizi destinati ad andare in tilt senza un piano preciso in zona stadio.
Tra i tanti problemi, un segnale positivo: gli uffici tifoseria delle varie Digos d’Italia, più collaudati con la serie A, rassicurano. In A si registra un miglioramento nella gestione dell’ordine pubblico, per paradosso è più facile che nelle serie inferiori: perché aumentano i livelli di rischio, anche quello dei controlli (da qui priorità videosorveglianza) e soprattutto c’è maggior autodisciplina dei tifosi, che rischiano di più (Daspo per controlli potenziati) e di conseguenza, per le società, squalifica dei campi. Nessuno lo vuole o se lo può permettere nella serie A del calcio e degli affari. (d. p.)
Se i cittadini della zona stadio e dintorni in questi mesi di campionato e partite casalinghe si lamentavano perché la zona era praticamente off-limits, creando non pochi disagi, il prossimo anno sarà ancora peggio. Al momento sono queste le considerazioni degli addetti ai lavori che hanno già cominciato a pensare all’operazione Ordine pubblico in serie A. In settimana inizieranno i primi incontri tra le forze in campo, per stabilire modi e contare mezzi e risorse in uomini. Inutile negare che tra le tante partite della serie A, diverse sono quelle più a rischio. Non solo per la sicurezza. Non tanto per l’arrivo dei tifosi ospiti, quantomeno per l’invasione non solo dei ferraresi con la febbre da A (oltre diecimila) poiché occorrerà contare tutti coloro che verranno in città da fuori provincia per le partite con le big del campionato. E questo sarà il più serio problema, di viabilità: si temono migliaia di auto in più e pullman nella zona stadio con tutti i parcheggi e i servizi destinati ad andare in tilt senza un piano preciso in zona stadio.
Tra i tanti problemi, un segnale positivo: gli uffici tifoseria delle varie Digos d’Italia, più collaudati con la serie A, rassicurano. In A si registra un miglioramento nella gestione dell’ordine pubblico, per paradosso è più facile che nelle serie inferiori: perché aumentano i livelli di rischio, anche quello dei controlli (da qui priorità videosorveglianza) e soprattutto c’è maggior autodisciplina dei tifosi, che rischiano di più (Daspo per controlli potenziati) e di conseguenza, per le società, squalifica dei campi. Nessuno lo vuole o se lo può permettere nella serie A del calcio e degli affari. (d. p.)
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