aRGENTA
Gli alunni dell’Ipsia a scuola di vita
Capire il concetto di resilienza dal punto di vista tecnico e sociale
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ARGENTA. Resilienza, come dire: mi piego, ma non mi spezzo. È di questo che gli studenti delle classi terze di indirizzo socio-sanitario e meccanico dell’Ipsia di Argenta, hanno affrontato durante una lezione che ha coinvolto tutti gli alunni. Partendo dal significato originario del termine, gli studenti dell’indirizzo meccanico guidati dal docente Fabio Poletti, hanno spiegato il concetto tecnico-meccanico di resilienza, come capacità cioè di un materiale di resistere alle forze impulsive che gli vengono applicate, senza spezzarsi o rompersi. Le studentesse dell’indirizzo sociosanitario, invece, sotto la guida della professoressa Daniela Etro, hanno esplicato l’accezione nell’ambito delle scienze sociali del termine. Resilienza, dunque, come capacità di riorganizzare in modo positivo la propria vita, co-evolvendo insieme alla parte non lesa – familiari, amici, rete di sostegno e di professionisti - al fine di reinventare un nuovo percorso esistenziale. L’approfondimento è stato poi affidato all’ingegnere Achille di Giuseppe, ex docente del polo scolastico argentano che ha portato agli studenti la sua toccante testimonianza di persona “resiliente”, che è riuscita ad andare avanti senza arrendersi nonostante le difficoltà incontrate a seguito di un incidente che ne ha cambiato completamente il percorso di vita. Una grande lezione di vita per gli alunni che hanno capito che perseverare è umano, anche se molto faticoso, poiché ognuno possiede quella “folle razionalità”, che lo fa tenere aggrappato alla vita, proprio come Achille di Giuseppe che è rimasto fra di loro, per aiutare chi ancora, ha un bisogno “folle” di lui. (g.c.)
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