«Non dovremo avere timori reverenziali»
Il d.g. Vagnati: andremo in stadi importanti per guadagnarci la salvezza «Emozioni? Sacchi mi ha telefonato per congratularsi, come Ausilio e Paratici»
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Direttore Davide Vagnati quali sono le sue sensazioni a qualche giorno dalla promozione in serie A della Spal?
«C'è tanta emozione. Siamo consapevoli di avere fatto qualcosa di importante e di straordinario. Vedere così tanta gente in piazza, gli anziani piangere, i bambini fare festa, è qualche cosa di impagabile. Ci stanno arrivando tantissimi messaggi e telefonate di congratulazioni».
Quale di queste l'ha emozionata di più?
«Ho avuto il piacere di stare al telefono mezz'ora con Arrigo Sacchi, è stato meraviglioso. Parlare così a lungo con quello che per quelli della mia generazione è "il mister" è stato emozionante. Bellissimi anche i messaggi di Paratici, Ausilio, Sartori. È una grande gioia avere riportato in A la Spal dopo 49 anni e fare il direttore sportivo nella massima serie a 39 anni è “tanta roba”. Ora ci sta questo periodo di festa ma bisogna guardare al futuro, dobbiamo abbandonare quanto prima ogni timore reverenziale, andremo in stadi importanti con la consapevolezza che saremo lì per guadagnarci la salvezza».
Da venerdì mattina dopo il Bari quali saranno le priorità?
«Siamo già al lavoro e non vogliamo farci trovare impreparati. Al termine del campionato ci riuniremo con il mister e la proprietà e faremo tutte le valutazioni del caso. Non abbiamo ancora preso decisioni, quando lo faremo le comunicheremo. Il nostro obiettivo sarà quello di costruire una squadra in cui tutti diano il cento per cento per arrivare a salvarci anche se fosse all'ultimo minuto dell'ultima giornata e con un autogol degli avversari».
Nella rosa attuale ci può indicare alcuni punti fermi da cui ripartire?
«Quattro punti di partenza per la prossima stagione sono Colombarini-Mattioli-Semplici-Vagnati (dice con il sorriso il direttore, dribblando la domanda; ndr). Basilari in questa società sono solamente la famiglia Colombarini e il presidente Mattioli. Loro sono gli unici indispensabili. Per il resto valuteremo, ci saranno conferme e non conferme e questo inevitabilmente fa parte del gioco. Speriamo di non fare troppe valutazioni errate ma tutto si saprà solo a fine stagione».
Che tipo di mercato si aspetta ora in serie A?
«Questo è un tipo di mercato nel quale o hai tanti soldi o devi avere tanta pazienza. Noi rientriamo nel secondo caso, idee ne abbiamo poi devono collimare tante situazioni per portare giocatori alla Spal».
Si proseguirà sull'idea di squadra tutta italiana oppure si guarderà anche all'estero?
«Sarà difficile proseguire come abbiamo fatto ora. Se si tratta di calciatori che possano portare un miglioramento nella nostra rosa guarderemo senza problemi anche al mercato estero».
Dal punto di vista numerico come intende costruire la rosa?
«Ci sono dei regolamenti: le rose sono previste di 25 calciatori di cui 4 devono essere nati in un settore giovanile italiano, e su questo non ci sono problemi, e 4 devono essere nati nel settore giovanile della Spal. Su questo fatto noi partiamo già con un handicap perchè non c'è nessuno, nel nostro vivaio, che ha questi requisiti. Poi c'è tesseramento libero dei nati dal 1996 in poi, quindi potremo andare oltre ai 21 in questa maniera. Ragionando in un'ottica futura dobbiamo lavorare alla grande sul settore giovanile».
Dopo il rinnovo di mister Semplici ora c'è da attendersi anche il suo?
«Queste comunicazioni ve le darà il presidente, io ho il contratto anche per l'anno prossimo, da due mesi siamo d'accordo per proseguire oltre. Non abbiamo proprio avuto tecnicamente il tempo per farlo, abbiamo pensato fino a questo momento solo al campo. Ma non ci sono problemi».
Ci sono già le date per il ritiro di Tarvisio e Auronzo?
«Definiremo nei prossimi giorni. Penso comunque al via a inizio luglio, prima rispetto all'anno scorso».
Intanto c'è il Bari domani sera al Mazza: in casa Spal ci si tiene ad arrivare primi, no?
«Al primo posto ci teniamo e la squadra va sempre in campo per provare a vincere. Penso che sia giusto in questa ultima partita dare spazio anche a chi ha giocato di meno ma ha comunque dato un contributo di fondamentale importanza. Ragazzi che avranno grandi motivazioni nell'affrontare questa partita».
Andrea Tebaldi
«C'è tanta emozione. Siamo consapevoli di avere fatto qualcosa di importante e di straordinario. Vedere così tanta gente in piazza, gli anziani piangere, i bambini fare festa, è qualche cosa di impagabile. Ci stanno arrivando tantissimi messaggi e telefonate di congratulazioni».
Quale di queste l'ha emozionata di più?
«Ho avuto il piacere di stare al telefono mezz'ora con Arrigo Sacchi, è stato meraviglioso. Parlare così a lungo con quello che per quelli della mia generazione è "il mister" è stato emozionante. Bellissimi anche i messaggi di Paratici, Ausilio, Sartori. È una grande gioia avere riportato in A la Spal dopo 49 anni e fare il direttore sportivo nella massima serie a 39 anni è “tanta roba”. Ora ci sta questo periodo di festa ma bisogna guardare al futuro, dobbiamo abbandonare quanto prima ogni timore reverenziale, andremo in stadi importanti con la consapevolezza che saremo lì per guadagnarci la salvezza».
Da venerdì mattina dopo il Bari quali saranno le priorità?
«Siamo già al lavoro e non vogliamo farci trovare impreparati. Al termine del campionato ci riuniremo con il mister e la proprietà e faremo tutte le valutazioni del caso. Non abbiamo ancora preso decisioni, quando lo faremo le comunicheremo. Il nostro obiettivo sarà quello di costruire una squadra in cui tutti diano il cento per cento per arrivare a salvarci anche se fosse all'ultimo minuto dell'ultima giornata e con un autogol degli avversari».
Nella rosa attuale ci può indicare alcuni punti fermi da cui ripartire?
«Quattro punti di partenza per la prossima stagione sono Colombarini-Mattioli-Semplici-Vagnati (dice con il sorriso il direttore, dribblando la domanda; ndr). Basilari in questa società sono solamente la famiglia Colombarini e il presidente Mattioli. Loro sono gli unici indispensabili. Per il resto valuteremo, ci saranno conferme e non conferme e questo inevitabilmente fa parte del gioco. Speriamo di non fare troppe valutazioni errate ma tutto si saprà solo a fine stagione».
Che tipo di mercato si aspetta ora in serie A?
«Questo è un tipo di mercato nel quale o hai tanti soldi o devi avere tanta pazienza. Noi rientriamo nel secondo caso, idee ne abbiamo poi devono collimare tante situazioni per portare giocatori alla Spal».
Si proseguirà sull'idea di squadra tutta italiana oppure si guarderà anche all'estero?
«Sarà difficile proseguire come abbiamo fatto ora. Se si tratta di calciatori che possano portare un miglioramento nella nostra rosa guarderemo senza problemi anche al mercato estero».
Dal punto di vista numerico come intende costruire la rosa?
«Ci sono dei regolamenti: le rose sono previste di 25 calciatori di cui 4 devono essere nati in un settore giovanile italiano, e su questo non ci sono problemi, e 4 devono essere nati nel settore giovanile della Spal. Su questo fatto noi partiamo già con un handicap perchè non c'è nessuno, nel nostro vivaio, che ha questi requisiti. Poi c'è tesseramento libero dei nati dal 1996 in poi, quindi potremo andare oltre ai 21 in questa maniera. Ragionando in un'ottica futura dobbiamo lavorare alla grande sul settore giovanile».
Dopo il rinnovo di mister Semplici ora c'è da attendersi anche il suo?
«Queste comunicazioni ve le darà il presidente, io ho il contratto anche per l'anno prossimo, da due mesi siamo d'accordo per proseguire oltre. Non abbiamo proprio avuto tecnicamente il tempo per farlo, abbiamo pensato fino a questo momento solo al campo. Ma non ci sono problemi».
Ci sono già le date per il ritiro di Tarvisio e Auronzo?
«Definiremo nei prossimi giorni. Penso comunque al via a inizio luglio, prima rispetto all'anno scorso».
Intanto c'è il Bari domani sera al Mazza: in casa Spal ci si tiene ad arrivare primi, no?
«Al primo posto ci teniamo e la squadra va sempre in campo per provare a vincere. Penso che sia giusto in questa ultima partita dare spazio anche a chi ha giocato di meno ma ha comunque dato un contributo di fondamentale importanza. Ragazzi che avranno grandi motivazioni nell'affrontare questa partita».
Andrea Tebaldi
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