Poco pesce nelle reti Marineria in difficoltà a Porto Garibaldi
Preoccupa il periodo atipico: le barche tornano semi vuote Problemi anche a Goro: diminuite le vongole in Sacca
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PORTO GARIBALDI. Canocchie grandi e piccole, seppie, moli e pesci serra, ma in quantità limitate. Cala il pescato e al mercato ittico di Porto Garibaldi c’è preoccupazione.Viene battuto all'asta il pesce, ma «ce n’è ancora poco - spiega Ariberto Felletti, presidente della cooperativa Piccola e Grande Pesca -. Così per i pescatori c’è poco reddito e gli armatori stanno ancora aspettando che venga liquidato il fermo pesca del 2015. Per ora solo i marinai hanno ricevuto il rimborso».
In banchina alcuni pescatori sistemano le reti, in vista della nuova battuta di pesca notturna, ma «dal 15 gennaio sino a venti giorni fa - commenta Primo Tagliatti del peschereccio Stamire -, eravamo a zero. Ora comincia a muoversi qualcosa, ma non ci sono calamari e calamaretti, poco pesce bianco, poche seppie, qualche cassa di sogliole e nient'altro. Sono tornate a vedersi stranamente le triglie - conclude-, che non sono tipiche di questo periodo». Bruno Luciani, un altro pescatore, imbarcato sul peschereccio Socrate, fa notare che dopo una notte trascorsa in mare «siamo arrivati in banchina con poco e niente, solo 5 o 6 casse di canocchie». I pescatori intanto attendono risposte da Roma, dopo le manifestazioni dello scorso inverno, promosse per contestare le norme sempre più stringenti, dalle maglie delle reti, alle salatissime sanzioni, sino alle telecamere di bordo. È attesa la convocazione di un incontro con i presidenti delle cooperative di pesca.
Non risparmia neanche la sacca di Goro la crisi della pesca in mare: si registra infatti un calo drastico delle vongole veraci intorno al 50% rispetto alle produzioni del passato. Ad incidere sulla penuria di prodotto, secondo Massimo Gennari, presidente della Consorzio pescatori di Goro, sarebbero due fattori concomitanti, il primo registrato nel 2014 per «la presenza di poco seme nella nursery» e il secondo, risalente all'anno successivo, dovuto «a una grave moria». La sacca di Goro «nel 2014 ha prodotto 180mila quintali di vongole veraci - riferisce il presidente della Copego -, mentre lo scorso anno 100mila quintali. I numeri sono quelli ed incidono sui prezzi, che oscillano tra i 12-13 euro al chilo, a fronte dei 6-7 euro. La quota giornaliera si è ridotta della metà rispetto agli anni scorsi». Se la riduzione dei quantitativi di vongole è stata in parte compensata dal prezzo, sembra che un settore parallelo, quello che riguarda gli allevamenti di cozze, non abbia risentito della crisi nella stessa misura. «I vivai hanno già cominciato a vendere le cozze - interviene Andrea Ricci, pescatore, nonchè presidente della Pro Loco di Goro -, ma sono magre e non hanno avuto modo di riempirsi bene. Per le vongole la situazione resta critica, perchè le quote giornaliere non superano i 20 chili, mentre sino a qualche anno fa si arrivava anche a 50 chili».
Katia Romagnoli
In banchina alcuni pescatori sistemano le reti, in vista della nuova battuta di pesca notturna, ma «dal 15 gennaio sino a venti giorni fa - commenta Primo Tagliatti del peschereccio Stamire -, eravamo a zero. Ora comincia a muoversi qualcosa, ma non ci sono calamari e calamaretti, poco pesce bianco, poche seppie, qualche cassa di sogliole e nient'altro. Sono tornate a vedersi stranamente le triglie - conclude-, che non sono tipiche di questo periodo». Bruno Luciani, un altro pescatore, imbarcato sul peschereccio Socrate, fa notare che dopo una notte trascorsa in mare «siamo arrivati in banchina con poco e niente, solo 5 o 6 casse di canocchie». I pescatori intanto attendono risposte da Roma, dopo le manifestazioni dello scorso inverno, promosse per contestare le norme sempre più stringenti, dalle maglie delle reti, alle salatissime sanzioni, sino alle telecamere di bordo. È attesa la convocazione di un incontro con i presidenti delle cooperative di pesca.
Non risparmia neanche la sacca di Goro la crisi della pesca in mare: si registra infatti un calo drastico delle vongole veraci intorno al 50% rispetto alle produzioni del passato. Ad incidere sulla penuria di prodotto, secondo Massimo Gennari, presidente della Consorzio pescatori di Goro, sarebbero due fattori concomitanti, il primo registrato nel 2014 per «la presenza di poco seme nella nursery» e il secondo, risalente all'anno successivo, dovuto «a una grave moria». La sacca di Goro «nel 2014 ha prodotto 180mila quintali di vongole veraci - riferisce il presidente della Copego -, mentre lo scorso anno 100mila quintali. I numeri sono quelli ed incidono sui prezzi, che oscillano tra i 12-13 euro al chilo, a fronte dei 6-7 euro. La quota giornaliera si è ridotta della metà rispetto agli anni scorsi». Se la riduzione dei quantitativi di vongole è stata in parte compensata dal prezzo, sembra che un settore parallelo, quello che riguarda gli allevamenti di cozze, non abbia risentito della crisi nella stessa misura. «I vivai hanno già cominciato a vendere le cozze - interviene Andrea Ricci, pescatore, nonchè presidente della Pro Loco di Goro -, ma sono magre e non hanno avuto modo di riempirsi bene. Per le vongole la situazione resta critica, perchè le quote giornaliere non superano i 20 chili, mentre sino a qualche anno fa si arrivava anche a 50 chili».
Katia Romagnoli
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