Soffritti: «Io fuori da Mdp? È solo un complottone»
L’ex sindaco contro il veto ai suoi danni espresso dal comitato provinciale E rincara: ci siamo e stiamo raccogliendo le iscrizioni in vista del congresso
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Roberto Soffritti incompatibile con il progetto di Articolo Uno-Movimento Democratici e Progressisti? «Ma per carità», replica lui. Autoescluso dal neonato partito dei bersaniani? «No, quando mai?». Parte in difesa poi sferra un contrattacco in piena regola, l’ex sindaco di Ferrara. Contro il veto ai suoi danni sbandierato dal comitato promotore provinciale, accusato in pratica di aver montato un «complottone» per sbarrare la strada all’ennesimo ritorno in campo del Duca Rosso. L’arma del delitto consisterebbe in un articolo di stampa del 28 aprile, secondo cui Soffritti si sarebbe auto-nominato coordinatore locale di Mdp nel corso di una riunione di simpatizzanti del nuovo movimento, due giorni prima. Una polpetta avvelenata per metterlo in cattiva luce, pensa subito il diretto interessato. «Sono abbastanza ricco di esperienza – dice -, non avrei mai fatto una cosa simile. Non ne avevo convenienza e d’altronde a quell’incontro, dove c’erano una settantina di persone e non le conoscevo tutte, mancavano ancora i fuoriusciti del Pd. E non c’era nemmeno Francesco Vinci, bensì suo fratello».
Vinci è il portavoce ferrarese di Mdp in questa fase costituente e sulla sua figura punta il dito Soffritti: «Lui, che non è niente, dice in conferenza stampa che a quel punto io mi sarei autoescluso, mentre il deputato Nico Stumpo, che ero andato a trovare in precedenza, non la pensava così». Già, perché i soffrittiani si erano mossi per tempo, in marzo, prendendo contatti con Roma per lanciare localmente la nuova creatura. «Ci dissero di aspettare – racconta Italo Cariani – e fare passare le primarie Pd del 30 aprile, poi si sarebbe formato il comitato provinciale. Non c’è stata nessuna auto-candidatura: una falsa notizia per giustificare l’esclusione di Soffritti. Ma noi non molliamo e raccogliamo le iscrizioni per il congresso che ci sarà entro la fine dell’anno».
Tutto lascia pensare a una riedizione, in salsa Articolo Uno, del conflitto vissuto a lungo dentro Sel. L’ex segretaria vendoliana Annalisa Felletti, assessore in Comune ora passata a Mdp, intanto si è associata alla dura presa di posizione contro i soffrittiani. «Mi lascia perplesso, e del resto è sempre stata una fantasia che lei ascoltasse me», sostiene l’ex parlamentare, che torna a martellare Vinci, perché «un tempo nel Pci si arrivava a determinate posizioni capendo qualcosa, ora c’è fretta; dietro il comitato promotore ci sono quelli che hanno idee precise, Vinci si è solo prestato al gioco. Si sa come funziona, di solito si mandano avanti i giovani, cambiano i nomi ma le cose rimangono le stesse». Chi ci sarebbe “dietro” non è chiaro, da queste parole. Il segretario Pd, Luigi Vitellio? «Ah, con lui andiamo d’accordissimo», è la risposta conciliante di Soffritti il quale peraltro si augura, per un nuovo centrosinistra che non escluda il partito di Renzi, «una mediazione di Pisapia tra le diverse posizioni in campo». Forse anche per l’ex sindaco di Milano la missione è impossibile.
Fabio Terminali
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Vinci è il portavoce ferrarese di Mdp in questa fase costituente e sulla sua figura punta il dito Soffritti: «Lui, che non è niente, dice in conferenza stampa che a quel punto io mi sarei autoescluso, mentre il deputato Nico Stumpo, che ero andato a trovare in precedenza, non la pensava così». Già, perché i soffrittiani si erano mossi per tempo, in marzo, prendendo contatti con Roma per lanciare localmente la nuova creatura. «Ci dissero di aspettare – racconta Italo Cariani – e fare passare le primarie Pd del 30 aprile, poi si sarebbe formato il comitato provinciale. Non c’è stata nessuna auto-candidatura: una falsa notizia per giustificare l’esclusione di Soffritti. Ma noi non molliamo e raccogliamo le iscrizioni per il congresso che ci sarà entro la fine dell’anno».
Tutto lascia pensare a una riedizione, in salsa Articolo Uno, del conflitto vissuto a lungo dentro Sel. L’ex segretaria vendoliana Annalisa Felletti, assessore in Comune ora passata a Mdp, intanto si è associata alla dura presa di posizione contro i soffrittiani. «Mi lascia perplesso, e del resto è sempre stata una fantasia che lei ascoltasse me», sostiene l’ex parlamentare, che torna a martellare Vinci, perché «un tempo nel Pci si arrivava a determinate posizioni capendo qualcosa, ora c’è fretta; dietro il comitato promotore ci sono quelli che hanno idee precise, Vinci si è solo prestato al gioco. Si sa come funziona, di solito si mandano avanti i giovani, cambiano i nomi ma le cose rimangono le stesse». Chi ci sarebbe “dietro” non è chiaro, da queste parole. Il segretario Pd, Luigi Vitellio? «Ah, con lui andiamo d’accordissimo», è la risposta conciliante di Soffritti il quale peraltro si augura, per un nuovo centrosinistra che non escluda il partito di Renzi, «una mediazione di Pisapia tra le diverse posizioni in campo». Forse anche per l’ex sindaco di Milano la missione è impossibile.
Fabio Terminali
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