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Crisi Ferrara Food Gli agricoltori vanno all’attacco 

Crisi Ferrara Food Gli agricoltori vanno all’attacco 

Confagricoltura e Cia concordi: «Si è persa un’occasione e i coltivatori sono vittime di questa situazione»

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ARGENTA. «L’affitto del ramo d’azienda è arrivato a tempo abbondantemente scaduto. Della situazione di Ferrara Food ne parliamo dall’ottobre dello scorso anno e l’accordo arriva a maggio, quando non ci sono gli spazi anche agronomici per poter garantire le produzioni». Stefano Calderoni, presidente provinciale della Cia, inquadra così la situazione a Ferrara Food, l’azienda argentana di trasformazione del pomodoro. «Se dovessimo trovare le superfici necessarie - continua - servirebbero poi trenta giorni per fare le piantine e nella migliore delle ipotesi il prodotto si raccoglierebbe dopo l’estate. Oggettivamente la sensazione è quella di un tentativo di tamponare la situazione». Il tema a questo punto, incalza il presidente della Cia, «è cosa si intende fare per la campagna 2018 e capire in che modo gli agricoltori riavranno i loro crediti. Ferrara Food è un’azienda che va salvata però serve un piano industriale. Ci si deve impegnare tutti quanti per dare un futuro alla fabbrica per il prossimo anno».
Sintonizzato sulla stessa lunghezza d’onda anche Gianluca Vertuani vicepresidente di Confagricoltura Ferrara: «Impostare una nuova campagna senza che gli agricoltori abbiano percepito le loro spettanze per quella precedente è difficile. Si è persa un’ottima occasione. A Copador che presentava una situazione analoga a Ferrara Food - osserva Vertuani - da due mesi si è passati da una crisi a una situazione risolta (il tribunale ha dato la struttura in affitto ad un colosso del settore come Mutti, ndr). Senza le dovute garanzie come potranno mai fidarsi gli agricoltori. Tutta la comunità ferrarese deve impegnarsi per salvare questa fabbrica che è una delle poche in zona e che si trova nel cuore della produzione di questo prodotto. Non vorrei però che passasse il messaggio che se l’azienda chiude sia per colpa degli agricoltori che invece hanno subito e stanno subendo questa situazione. A fine ottobre dello scorso anno era stato presentato un piano di risanamento. Ferrara Food ha affittato l’azienda ad Argenta Food, la società capeggiata da un broker del settore. Ora si tratta di trovare forme di integrazione al reddito per i tredici dipendenti fissi che sono rimasti (erano sedici fino a qualche tempo fa). L’ipotesi che si intenderebbe percorrere è quella della cassa integrazione ma il percorso non è affatto semplice». (m.bar.)

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