La Nuova Ferrara

Ferrara

quella firma nel 1999 

Ferrovie e tunnel fermi alla Spal di De Biasi

Ferrovie e tunnel fermi alla Spal di De Biasi

Era il mese di giugno 1999. Calcisticamente parlando il Milan di Zaccheroni aveva appena vinto lo scudetto di rimonta sulla Lazio con sette vittorie consecutive nel finale. In serie B, il campionato...

2 MINUTI DI LETTURA





Era il mese di giugno 1999. Calcisticamente parlando il Milan di Zaccheroni aveva appena vinto lo scudetto di rimonta sulla Lazio con sette vittorie consecutive nel finale. In serie B, il campionato lo vinceva il Verona, portando in serie A anche Torino, Lecce e Reggina. La Ternana riuscì a salvarsi, come Napoli e Genoa, impresa che non fecero Reggiana, Fidelis Andria, Lucchese e Cremonese, tutte e quattro retrocesse. E la Spal? La squadra ferrarese allenata da Gianni De Biasi, l'attuale ct dell'Albania dei miracoli, arrivò settima nel campionato di C1.
Ma perché stiamo parlando del 1999? Giusto 18 anni fa l'allora ministro dei trasporti Tiziano Treu, insieme al presidente delle ferrovie Giancarlo Cimoli, al presidente della provincia di Ferrara Paolo Siconolfi e al sindaco Roberto Soffritti - questi ultimi due in scadenza di mandato - firmarono l’accordo sulla creazione del grande nodo ferroviario a Ferrara. Allora si parlava con termini tipo “manubrio”nell’indicare collegamenti tra l’Adriatico e la fascia tirrenica e delle nuove potenzialità di una linea verso il Brennero. Se tutte le strade portano a Roma, sembrava che tutti i treni, dopo tale accordo, dovessero passare per Ferrara. In pochissimi anni la città avrebbe avuto infatti un tunnel sotterraneo per togliere i binari sulla via Bologna e un treno velocissimo, la metropolitana di superficie, per raggiungere l'ospedale di Cona. Qualcosa solo dal nome che evocava futuro, progresso, nuovo millennio. Sappiamo tutti purtroppo come in realtà è andata e come sta andando, tra fallimenti in serie e ritardi. Dopo 18 anni c'è ancora il passaggio a livello all'incrocio con via Pesci, andare in treno a Cona è come prendere la diligenza del Far West e la stazione di Ferrara è stata penalizzata nelle fermate dei Freccia ad alta velocità. D'accordo lo scorso anno è arrivato Italo, che arriva fino a Napoli, e già qualche tifoso spallino pregusta una comoda trasferta al San Paolo. Ma per chi va a Codigoro, Argenta, Bondeno e Portomaggiore la musica non è cambiata. Si suona usando il vecchio spartito, ingiallito e con molta polvere. Collegamenti ancora da millennio scorso, appunto. Senza contare che per andare a Comacchio o a Copparo l'unica strada ferrata è quella del nordic walking. Usando a piedi i bastoncini. Ovviamente non quelli Findus. Anche se rimane tutto congelato. (g.p.z.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google