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Nella Casa della Salute ci sarà anche la Fisiatria  

Nella Casa della Salute ci sarà anche la Fisiatria  

Bondeno, l’ex Borselli diventerà presidio per la diagnostica Bergamini: partito il primo stralcio di lavori per la nuova struttura

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BONDENO. A fare luce sulla gamma dei servizi offerti dalla Casa della Salute e sui cambiamenti organizzativi introdotti, ci ha pensato la serata organizzata martedì sera alla sala 2000. Perché «i cambiamenti organizzativi dovranno servire per gli anni a venire», ha chiarito Sandro Arnofi (Spi-Cgil). Chi sta seguendo gli sviluppi della riconversione del Borselli in un presidio potenzialmente centrale per la diagnostica-assistenziale del territorio, è il sindaco di Bondeno, Fabio Bergamini. «Il primo stralcio dei lavori per la nuova struttura è partito». Si pensa ora ai “contenuti”. Annalisa Camerani è la coordinatrice del nucleo di cure primarie al Borselli: «Noi medici di medicina generale – ricorda – non potevamo rimanere isolati: abbiamo cominciato a lavorare in rete, come Medicina di gruppo. L’assistenza primaria è articolata e complessa: non siamo più in un tempo in cui le cure si svolgono in fase di ricovero, ma ci sono una serie di protocolli terapeutici che vedono il medico di famiglia impegnato in prima linea. È fondamentale, in questo, avere un supporto organizzativo, anche per malattie croniche, anziani e famiglie con difficoltà di spostamento. La Casa della Salute aiuta nella gestione delle cronicità, con protocolli diagnostici terapeutici, per esempio a proposito di scompensi cardiaci o diabete». La formazione e l’integrazione delle varie figure assistenziali è già una realtà, con un’integrazione possibile anche con l’assistenza domiciliare integrata, in nome di una continuità assistenziale, pensando anche ad utenti “fragili” (generalmente, non autosufficienti). La contiguità al servizio infermieristico domiciliare permette di creare percorsi facilitati». Anche se il servizio non funziona ancora 24 ore al giorno. Nella Casa della Salute si potranno gestire servizi come la fisiatria, l’applicazione di Peg, cannule o cateteri venosi che non possono essere applicati a domicilio. Le stesse visite specialistiche potranno essere richieste a domicilio, organizzando percorsi, che passeranno da un punto di accoglienza. Nicoletta Natalini (direttore del Distretto Ovest dell’Ausl) prova a chiarire cos’è la Casa della Salute, “diversa dall’ospedale” tradizionale: «È cambiata l’erogazione dei servizi sanitari – dice – e lo stesso concetto di salute: Intercettando l’utenza, occupandosi di prevenzione, evitando complicanze e facendo sì che procedano più lentamente». Non ambulatori “sparsi”, insomma, ma un punto di riferimento, senza contare il sistema di relazioni del paziente, perché oggi «non è possibile disgiungere problemi di salute e sociali. Nella Casa della Salute si accompagna il paziente, si procede alla riabilitazione e ci si occupa anche di prevenzione», conclude Natalini.
Mirco Peccenini

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