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«Non è cibo Frankenstein gli ogm oggi sono più sicuri»

«Non è cibo Frankenstein gli ogm oggi sono più sicuri»

«Su biotecnologie e Ogm si è fatto dell'allarmismo, parlando di cibo Frankenstein e agitando delle ideologie. È tempo di fare chiarezza, per una discussione più serena e tranquilla». Il presidente...

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«Su biotecnologie e Ogm si è fatto dell'allarmismo, parlando di cibo Frankenstein e agitando delle ideologie. È tempo di fare chiarezza, per una discussione più serena e tranquilla». Il presidente provinciale di Confagricoltura Pier Carlo Scaramagli spiega così la decisione di organizzare un convegno, sabato a partire dalle 9.30 nell'aula magna del dipartimento di Giurisprudenza, intitolato “Le moderne biotecnologie per la sicurezza dell'uomo e dell'ambiente”. «Si tratta - dice Scaramagli - di una delle questioni più scottanti all'interno del nostro settore. Abbiamo una grande sfida da affrontare, da qui al 2050, quando sulla Terra saremo nove miliardi: sfamare tutti con meno terreni agricoli a disposizione e inquinando meno. Serve una nuova alleanza tra scienza e società civile». In collaborazione con l'Accademia Nazionale di Agricoltura, il convegno vedrà le relazioni di Roberto Defez (ricercatore del Cnr di Napoli), Michele Morgante (presidente Società italiana di genetica agraria), Stefano Visani (giurista dell'Università di Bologna), Maria Teresa Bertuzzi (senatrice Pd, membro della commissione agricoltura). In apertura spazio a Roberto Gambari (Università di Ferrara) e conclusioni affidate a Massimiliano Giansanti (presidente nazionale Confagricoltura). Modera Giorgio Cantelli Forti (presidente Accademia Nazionale di Agricoltura). «Oggi si parla - spiega Scaramagli - di cisgenesi e di genome editing. La prima, a differenza della transgenesi, è una modalità di modifica del Dna che opera su geni della stessa specie, essendo quindi meno invasiva e meno soggetta a pericoli. Con il secondo termine si indica una mappatura del genoma più accurata e precisa. In entrambi i casi la salvaguardia della sicurezza è maggiore e i costi sono pure inferiori». Il governo punta sulle biotecnologie cosiddette sostenibili, che siano quindi in grado di superare la profonda diffidenza nei confronti degli Ogm, anche mettendoci dei soldi: nella legge di stabilità per il 2017 aveva infatti stanziato 21 milioni di euro, finalizzati allo sviluppo della ricerca pubblica in questo campo. Il piano è articolato lungo un periodo di tre anni ed è gestito dal Crea, il centro di ricerca specializzato del ministero dell'Agricoltura retto da Maurizio Martina.
Fabio Terminali

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