Rete stradale e collegamenti: si retrocede
di GIAN PIETRO ZERBINI
Ferrara è tra le località peggio servite al nord Dieci destinazioni, dieci problemi
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La promozione della Spal è un vanto per l’intera città, con il nome di Ferrara che circola fluido tra il grande pubblico. Un punto d’orgoglio, che può diventare anche termine di paragone. Il calcio è in serie A, ma gli altri ambiti della vita cittadina? La sanità, i trasporti, l’accoglienza turistica, l’economia? Promossi o da bocciare? Quali altre eccellenze offre Ferrara, cosa c’è da migliorare e cosa cambiare? Ne facciamo tema di un’inchiesta a puntate che tasta il polso al territorio, aperta al confronto. Dopo aver esaminato il tema dell’università e quello del turismo, ecco la terza puntata sulle infrastrutture.
di GIAN PIETRO ZERBINI
Infrastrutture? Altro che serie A, a Ferrara siamo da decenni in zona retrocessione e tanti centri vicini, anche quelli più piccoli come Rovigo, sono sul campo più forti, completi e organizzati. Fanno più gioco di squadra mentre qui aspettiamo da tempo lo sblocco di progetti per il momento scritti solo sulla carta. In pratica siamo rimasti fermi alla Spal di Petagna quella dell'ultima serie A, 49 anni fa. Compie quasi mezzo secolo infatti la Ferrara Mare, l'ultima grande opera di collegamento importante e strategica costruita nel ferrarese. Sembra quasi che il tempo si sua fermato, un sonno profondo che ha coinvolto per anni non solo le vicende spalline ma anche il piano delle grandi opere. Stando alle statistiche Ferrara è 64ª tra le province a livello nazionale e 17ª nel solo nord est per le infrastrutture.
Dando uno sguardo alla situazioni delle strade di alta frequenza sembra di vivere in una realtà ancora arretrata. Se è vero che strade e infrastrutture sono la base dello sviluppo di un territorio si può capire guardando la cartina di Ferrara e dintorni come da anni non ci sblocchiamo dall’ultimo posto in regione e perdiamo scontri diretti in quest’ottica con tantissime realtà anche del sud. In Puglia e Campania ci sono collegamenti tra i centri più importanti, non necessariamente capoluoghi di provincia, che a Ferrara si sognano da tanti anni. Ecco in sintesi le criticità delle più importanti via di comunicazione nel ferrarese.
1. Da Ferrara a Mantova. Per raggiungere Mantova occorre da Ferrara prendere la cosiddetta Virgiliana o passare il ponte del Po a Santa Maria e attraversare l’intero Polesine meridionale, il tutto tra velox e limitatori di velocità che fanno raggiungere la città lombarda almeno in un paio d’ore. Non c’è una strada a scorrimento veloce. L’alternativa è prendere tre autostrade con un giro dell’oca; A13 fino a Bologna, A1 fino a Campogalliano, e infine la A22 fino a Mantova. Un impresa quasi da Magellano.
2. Da Ferrara a Rovigo. Il collegamento con Rovigo è assicurato dall’autostrada A13 dove nel capoluogo polesano ci sono addirittura 3 caselli. È sicuramente il centro raggiungibile più velocemente anche se il traffico è aumentato moltissimo negli ultimi anni visto che è l’autostrada che collega il centro Italia con il nord est e l’est europeo L’altro collegamento, quello stradale sulla Statale 16, presenta alcuni punti neri, primo fra tutti proprio il ponte sul Po che nei mesi scorsi, a causa dei lavori, è diventato una vero imbuto per la circolazione.
3. Da Ferrara al mare. La superstrada Ferrara-Porto Garibaldi, che collega la città con il mare, è apprezzabile per la doppia corsia di marcia e il numero degli svincoli che consentono ingressi agevoli in buona parte del ferrarese. Non si capisce perché, nonostante lo spazio, non sia stata realizzata nemmeno un’area di servizio o di rifornimento, caso più unico che raro in Italia. È la via più usata per andare ai Lidi Comacchiesi, occorrerebbero magari maggiori display per le informazioni sul traffico nei mesi estivi, viste le code che si formano verso Porto Garibaldi.
4. Da Ferrara a Ravenna. Raggiungere Ravenna per la statale 16 non è affatto agevole anche per l’asfalto spesso precario. A differenza di alcune zone, dove la statale lunga un migliaio di chilometri è veramente una superstrada, qui ci troviamo di fronte ad un’arteria insidiosa e a una sola corsia. E nonostante il nuovo tratto da Consandolo ad Argenta inaugurato tre anni fa, una volta entrati in provincia di Ravenna la strada è molto tortuosa.
Un altro di quei centri dove scarseggia una strada veloce di collegamento. Rispetto alla Puglia, dove la statale 16 è quasi un’autostrada, nel tratto ferrarese questa importante via di comunicazione “Adriatica” è molto carente anche in prospettiva di una E55 tra Mestre e Cesena ancora molto lontana dal progetto.
5. Da Ferrara a Bologna. L’autostrada A13 consente di raggiungere agevolmente Bologna, anche se negli ultimi mesi si sono verificati tantissimi incidenti che hanno provocato lunghe code e non solo per colpa della nebbia. Tra i limiti di questa A13 c’è la mancanza di una terza corsia presente invece in molte autostrade di pianura. Il progetto sta trovando le opposizioni del sindaci dell’area metropolitana di Bologna. Di questo passo tutto sarà ritardato, finanziamenti compresi.
6. Da Ferrara a Modena. La buona notizia: si è sbloccato il progetto per la Cispadana, ma i tempi sono ancora lunghi e per almeno cinque anni i ferraresi che dovranno andare a Modena saranno costretti a percorrere la vecchia via per Cento, tortuosa e ricca di insidie come tutor o velox. La cattiva notizia: a distanza di qualche anno è ancora tutto fermo e si continua a litigare, su espropri e tunnel, manco sul tracciato ci fossero montagne da scavare. L’alternativa è prendere la A13 e a Bologna imboccare la A1 fino a Modena; il collegamento diretto fra le due città estensi problematico. Alla faccia del Ducato
7. Da Ferrara a Bondeno. La leggenda popolare, carica di sarcasmo, racconta che per disegnare il tracciato della Virgiliana nel tratto che collega Ferrara con Bondeno abbiamo seguito la scia di un somarello che ha vagato e ragliato per le campagne ad ovest di Ferrara fino a raggiungere il centro matildeo. In realtà il tortuoso tracciato è il solco di vecchi confini ed argini che risalgono ancora a secoli fa, con la sola novità della tangenziale Rondonabile - termine coniato vent’anni fa dalla Nuova Ferrara - che allunga i tempi anziché accorciarli.
8. Da Ferrara a Copparo. Il collegamento con un altro grosso centro del ferrarese con il capoluogo continua ad essere fermo al secolo scorso, con l’aggiunto dei tutor che rendono il percorso quasi una via crucis.
9. Le strade provinciali. In totale sono 900 i chilometri di strade gestiti dall’amministrazione provinciale che si trovano in uno stato di degrado aggravato dal fatto che l’ente per le vicende finanziarie legate alla legge del Delrio sull’autonomie locali, non ha più le risorse finanziarie per effettuare una manutenzione decente. Ci sono tratti stradale, tra Jolanda e Tresigallo o tra Mirabello e Casumaro da codice rosso e definite gravi dalla stesa provincia. Che nel frattempo ha programmato 11 intervento per complessivi 700mila euro. In realtà ci vorrebbero 40 milioni per effettuare una manutenzione almeno decente.
10. Tangenziali cittadine. Nel marzo dello scorso anno, alla presenza del ministro Delrio, fu inaugurata la Tangenziale Ovest, progetto rimasto nell’oblio per quasi un ventennio a causa del crac della Coop Costruttori. Una bretella importante, ma che non ha eguali nel resto della città. La “sorella” Tangenziale est, è stata costruita infatti molto distante dal centro abitato di Ferrara. Si dirà che è stata fatta per collegare meglio i centri limitrofi con l’ospedale di Cona, ma chi viene da Copparo, per andare al nuovo polo ospedaliero, preferisce percorrere strade come via dell’Unione a Baura, tortuosa ma più corta. Manca a sud un bretella veloce, non si capisce perché sull’asse di via Wagner sia stato interrotto il progetto della tangenziale di via Boschetto per evitare il budello nella zona San Giorgio.
(3 - segue)
di GIAN PIETRO ZERBINI
Infrastrutture? Altro che serie A, a Ferrara siamo da decenni in zona retrocessione e tanti centri vicini, anche quelli più piccoli come Rovigo, sono sul campo più forti, completi e organizzati. Fanno più gioco di squadra mentre qui aspettiamo da tempo lo sblocco di progetti per il momento scritti solo sulla carta. In pratica siamo rimasti fermi alla Spal di Petagna quella dell'ultima serie A, 49 anni fa. Compie quasi mezzo secolo infatti la Ferrara Mare, l'ultima grande opera di collegamento importante e strategica costruita nel ferrarese. Sembra quasi che il tempo si sua fermato, un sonno profondo che ha coinvolto per anni non solo le vicende spalline ma anche il piano delle grandi opere. Stando alle statistiche Ferrara è 64ª tra le province a livello nazionale e 17ª nel solo nord est per le infrastrutture.
Dando uno sguardo alla situazioni delle strade di alta frequenza sembra di vivere in una realtà ancora arretrata. Se è vero che strade e infrastrutture sono la base dello sviluppo di un territorio si può capire guardando la cartina di Ferrara e dintorni come da anni non ci sblocchiamo dall’ultimo posto in regione e perdiamo scontri diretti in quest’ottica con tantissime realtà anche del sud. In Puglia e Campania ci sono collegamenti tra i centri più importanti, non necessariamente capoluoghi di provincia, che a Ferrara si sognano da tanti anni. Ecco in sintesi le criticità delle più importanti via di comunicazione nel ferrarese.
1. Da Ferrara a Mantova. Per raggiungere Mantova occorre da Ferrara prendere la cosiddetta Virgiliana o passare il ponte del Po a Santa Maria e attraversare l’intero Polesine meridionale, il tutto tra velox e limitatori di velocità che fanno raggiungere la città lombarda almeno in un paio d’ore. Non c’è una strada a scorrimento veloce. L’alternativa è prendere tre autostrade con un giro dell’oca; A13 fino a Bologna, A1 fino a Campogalliano, e infine la A22 fino a Mantova. Un impresa quasi da Magellano.
2. Da Ferrara a Rovigo. Il collegamento con Rovigo è assicurato dall’autostrada A13 dove nel capoluogo polesano ci sono addirittura 3 caselli. È sicuramente il centro raggiungibile più velocemente anche se il traffico è aumentato moltissimo negli ultimi anni visto che è l’autostrada che collega il centro Italia con il nord est e l’est europeo L’altro collegamento, quello stradale sulla Statale 16, presenta alcuni punti neri, primo fra tutti proprio il ponte sul Po che nei mesi scorsi, a causa dei lavori, è diventato una vero imbuto per la circolazione.
3. Da Ferrara al mare. La superstrada Ferrara-Porto Garibaldi, che collega la città con il mare, è apprezzabile per la doppia corsia di marcia e il numero degli svincoli che consentono ingressi agevoli in buona parte del ferrarese. Non si capisce perché, nonostante lo spazio, non sia stata realizzata nemmeno un’area di servizio o di rifornimento, caso più unico che raro in Italia. È la via più usata per andare ai Lidi Comacchiesi, occorrerebbero magari maggiori display per le informazioni sul traffico nei mesi estivi, viste le code che si formano verso Porto Garibaldi.
4. Da Ferrara a Ravenna. Raggiungere Ravenna per la statale 16 non è affatto agevole anche per l’asfalto spesso precario. A differenza di alcune zone, dove la statale lunga un migliaio di chilometri è veramente una superstrada, qui ci troviamo di fronte ad un’arteria insidiosa e a una sola corsia. E nonostante il nuovo tratto da Consandolo ad Argenta inaugurato tre anni fa, una volta entrati in provincia di Ravenna la strada è molto tortuosa.
Un altro di quei centri dove scarseggia una strada veloce di collegamento. Rispetto alla Puglia, dove la statale 16 è quasi un’autostrada, nel tratto ferrarese questa importante via di comunicazione “Adriatica” è molto carente anche in prospettiva di una E55 tra Mestre e Cesena ancora molto lontana dal progetto.
5. Da Ferrara a Bologna. L’autostrada A13 consente di raggiungere agevolmente Bologna, anche se negli ultimi mesi si sono verificati tantissimi incidenti che hanno provocato lunghe code e non solo per colpa della nebbia. Tra i limiti di questa A13 c’è la mancanza di una terza corsia presente invece in molte autostrade di pianura. Il progetto sta trovando le opposizioni del sindaci dell’area metropolitana di Bologna. Di questo passo tutto sarà ritardato, finanziamenti compresi.
6. Da Ferrara a Modena. La buona notizia: si è sbloccato il progetto per la Cispadana, ma i tempi sono ancora lunghi e per almeno cinque anni i ferraresi che dovranno andare a Modena saranno costretti a percorrere la vecchia via per Cento, tortuosa e ricca di insidie come tutor o velox. La cattiva notizia: a distanza di qualche anno è ancora tutto fermo e si continua a litigare, su espropri e tunnel, manco sul tracciato ci fossero montagne da scavare. L’alternativa è prendere la A13 e a Bologna imboccare la A1 fino a Modena; il collegamento diretto fra le due città estensi problematico. Alla faccia del Ducato
7. Da Ferrara a Bondeno. La leggenda popolare, carica di sarcasmo, racconta che per disegnare il tracciato della Virgiliana nel tratto che collega Ferrara con Bondeno abbiamo seguito la scia di un somarello che ha vagato e ragliato per le campagne ad ovest di Ferrara fino a raggiungere il centro matildeo. In realtà il tortuoso tracciato è il solco di vecchi confini ed argini che risalgono ancora a secoli fa, con la sola novità della tangenziale Rondonabile - termine coniato vent’anni fa dalla Nuova Ferrara - che allunga i tempi anziché accorciarli.
8. Da Ferrara a Copparo. Il collegamento con un altro grosso centro del ferrarese con il capoluogo continua ad essere fermo al secolo scorso, con l’aggiunto dei tutor che rendono il percorso quasi una via crucis.
9. Le strade provinciali. In totale sono 900 i chilometri di strade gestiti dall’amministrazione provinciale che si trovano in uno stato di degrado aggravato dal fatto che l’ente per le vicende finanziarie legate alla legge del Delrio sull’autonomie locali, non ha più le risorse finanziarie per effettuare una manutenzione decente. Ci sono tratti stradale, tra Jolanda e Tresigallo o tra Mirabello e Casumaro da codice rosso e definite gravi dalla stesa provincia. Che nel frattempo ha programmato 11 intervento per complessivi 700mila euro. In realtà ci vorrebbero 40 milioni per effettuare una manutenzione almeno decente.
10. Tangenziali cittadine. Nel marzo dello scorso anno, alla presenza del ministro Delrio, fu inaugurata la Tangenziale Ovest, progetto rimasto nell’oblio per quasi un ventennio a causa del crac della Coop Costruttori. Una bretella importante, ma che non ha eguali nel resto della città. La “sorella” Tangenziale est, è stata costruita infatti molto distante dal centro abitato di Ferrara. Si dirà che è stata fatta per collegare meglio i centri limitrofi con l’ospedale di Cona, ma chi viene da Copparo, per andare al nuovo polo ospedaliero, preferisce percorrere strade come via dell’Unione a Baura, tortuosa ma più corta. Manca a sud un bretella veloce, non si capisce perché sull’asse di via Wagner sia stato interrotto il progetto della tangenziale di via Boschetto per evitare il budello nella zona San Giorgio.
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